Alimentazione - Il pesce "taroccato" e inquinato

Pesce

Il bluff del pesce è il titolo di un'inchiesta pubblicata oggi su Repubblica. Un'inchiesta che solleva importanti interrogativi per l'alimentazione. In particolare, per chi si nutre di pesce. Con tutta una serie di rischi per la salute connessi.

Vediamo i dati salienti dell'inchiesta.

Il pesce "nostrano"

Secondo l'Irepa, l'Istituto di ricerche economiche per la pesca e l'acquacoltura il mercato ittico italiano mette in commercio qualcosa come 900mila tonnellate di pesce (e l'indotto economico che ne consegue è di 1.167 milioni di euro). Di questa cifra, solamente un terzo (231.109 tonnellate) è il pescato proveniente da mari italiani. Che poi, nei mercati, viene spacciato come nostrano. Da un lato, probabilmente, per evitare di spaventare l'acquirente. Dall'altro, probabilmente, per aggirare una serie di norme.

Le vere provenienze del pesce

Ci sono i gamberetti del Mozambico. Il pangasio (proveniente dal fiume Mekong, fra Thailandia e Lagos) proposto all'acquirente come filetto di cernia. Il polpo che viene dal Vietnam, proposto come tipicamente italiano persino alla sagra di Mola (una garanzia, per il polpo nostrano. Almeno in teoria). Per capirci, in Vietnam è permesso trattare il pesce con antibiotici. Cosa che da noi è vietata.
Poi c'è il merluzzo fresco, che invece è spesso pollak stagionato che proviene dall'Alaska. E ancora, lo squalo venduto come se fosse pesce spada. Il filetto di brosme che viene spacciato per baccalà e via dicendo.

Scrive Repubblica, riprendendo la denuncia delle associazioni di categoria

il pesce che arriva dall'estero non è di buona qualità. Spesso è pericoloso perché non tracciato e non tracciabile. E soprattutto viene venduto per quello che non è. E' finto.

Ma i rischi per la salute provengono anche dal pescato italiano ed europeo.

[Foto via | Flickr]

Le sostanze nel pesce

La seconda parte dell'inchiesta, infatti, sottolinea come i prodotti che provengono dai nostri mari siano a forte rischio intossicazione.

Il Rasff (Rapid alert system for Food and Feed), l'agenzia di sicurezza alimentare dell'Unione Europea, segnala, per esempio: batteri in molluschi italiani, cadmio in calamari congelati spagnoli, salmonella in cocktail di gamberi confezionato in Italia (ma con gamberi del Bangladesh), larve di nematodi nel nasello della Spagna, che ha messo sul mercato anche pesce spada e filetti di squalo blu contenenti mercurio.

Chi ci rimette? Naturalmente, i consumatori. E la loro salute.

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