Nel 1600 questa pianta veniva ritenuta utile per le crisi epilettiche.
La Cardiaca (Leonorus Cardiaca), conosciuta anche con il nome comune di “Cirsudda”, ha attività antispasmodica, ipotensiva leggera, nervina-sedativa e tonica-cardiaca, ma anche debole emmenagoga. Agisce sul sistema cardiovascolare determinando vasodilatazione, abbassamento della pressione, diminuzione della frequenza delle pulsazioni cardiache. Contribuisce, inoltre, a sedare l’eccitazione nervosa che consegue, per esempio, a un superlavoro della tiroide, a turbe del climaterio e a stati ansiosi.
Quasi tutti i moderni ricercatori sono d´accordo su queste proprietà, tuttavia indicano che infusi e tinture ottenuti con alcool di bassa gradazione hanno una blanda attività. In conseguenza alla particolare sfera di azione, i preparati acquosi sono particolarmente validi proprio per ottenere, senza effetti collaterali, una blanda azione sedativa generale. Weiss la considera un rimedio per i disturbi cardiaci vegetativo-funzionali, con una azione simile alla valeriana ma con una azione meno ragguardevole.
La cardiaca trova impiego nell’amenorrea con irritazione, dolore pelvico e lombare, dismenorrea con irritabilità, dolore pelvico e lombare; sindrome premestruale con rigidità muscolare, tensione nervosa o dolore al petto; supporto ad altri trattamenti per sindromi ansiose in cardiopatici cronici, tachicardia con ansia; ipertensione e tachicardia causate da una elevata funzione tiroidea di origine strettamente neurologica da stress o da eccesso simpatico/catecolaminico non da patologia; nevralgie associate ad eruzioni cutanee da herpes e herpes zoster.
La pianta deve essere assunta per molte settimane di seguito perché faccia effetto.
L’utilizzo della cardiaca è controindicata nel primo trimestre di gravidanza, per la sua virtù emmenagoga e stimolante uterino, ed in caso di ipotiroidismo.