Colecistectomia: quando è necessaria e le possibili conseguenze dell'intervento

La colecistectomia è un intervento chirurgico, che spesso si effettua in laparoscopia, e serve per asportare la colecisti.




All’interno della cistifellea, a volte, purtroppo si possono sviluppare dei calcoli, che a loro volta potrebbero ostruire il dotto cistico. I medici nella maggior parte dei casi optano per la rimozione della colecisti, che ormai avviene in laparoscopia ed è un intervento abbastanza veloce. Questa tecnica ha ridotto al minino la tecnica laparotomica, ovvero l’apertura dell’addome.

Ci sono dei casi, in cui, la colecisti è talmente infiammata che il medico può decidere di asportare solo i calcoli o praticare un drenaggio della zona. Questa tecnica ovviamente è meno invasiva. In linea di massima una colecistectomia dura circa un’ora (anche qualcosa in più) e viene effettuata in anestesia totale.

Il paziente ha poi bisogno di circa due settimane per riprendersi completamente. Quali sono le conseguenze? Ovviamente trattasi di un intervento chirurgico e come tale può comportare alcuni problemi. La ferita ha bisogno di qualche settimana per cicatrizzare, così come il corpo potrebbe avere delle difficoltà digestive per un po’ di tempo. È poi molto importante fare attenzione alla dieta, evitando i grassi al fine di non appesantire l’apparato digestivo. Un altro problema può essere l’ittero, che non scomparirà subito. Ci vorrà anche in questo caso diverse settimane.

Via | Doctissimo
Foto | Flickr

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