Infezione intestinale: cosa mangiare, quanto dura e quali sono i sintomi

infezione intestinale

Chi ha avuto a che fare con un'infezione intestinale lo sa bene: trattenere cibo e liquidi può essere un'impresa ardua. D'altra parte, è indispensabile bere e mangiare per riuscire a rimettersi in forze. I sintomi tipici dell'infezione sono, infatti, nausea, vomito, crampi addominali e diarrea che possono portare alla disidratazione e alla perdita di nutrienti preziosi per l'organismo. Una delle conseguenze di questa situazione è uno stato di debolezza da cui uscire è difficile senza fornire all'organismo l'energia per farlo.

I sintomi possono essere più o meno forti. Nella maggior parte dei casi la situazione migliora nell'arco di 24 ore, ma anche una volta che l'infezione ha fatto il suo corso i disturbi gastrointestinali possono continuare a dare problemi per una decina di giorni. Modificare adeguatamente la propria alimentazione permette di calmare lo stomaco, prevenire la disidratazione e ripristinare le corrette funzionalità intestinali.

Dopo un episodio di vomito o di diarrea è meglio evitare di bere e mangiare per 1 o 2 ore, dopodiché si può ricominciare a sorseggiare ogni 10 minuti acqua, succhi di frutta, tè e tisane. Per un paio d'ore è meglio limitarsi a piccole quantità, ma nel momento in cui la nausea si sarà calmata sarà possibile aumentare la quantità dei liquidi assunti e ricominciare a mangiare. E', però, fondamentale iniziare introducendo cibi leggeri.

I primi alimenti fra cui scegliere sono yogurt bianco, banane, toast, riso in bianco e purè di mele. Facili da digerire, questi cibi aiutano a riportare le feci alla loro normale consistenza. Così come per i liquidi, anche i cibi solidi devono essere reintrodotti gradualmente, mangiandone frequentemente piccole porzioni. Una volta che si sarà in grado di trattenere il cibo senza problemi è possibile iniziare a mangiare anche patate, carote e pollo (senza pelle).

Sono, invece, da evitare i fritti e i cibi grassi, quelli stagionati, i latticini, il cioccolato, il pepe nero, la verdura che gonfia (come il cavolo e i broccoli), i succhi a base di agrumi, le bevande gassate, la caffeina e l'alcol.

Via | Livestrong
Foto | Flickr

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