Sintomi della gastroenterite virale, cause e cure migliori

gastroenterite virale

Spesso se ne parla chiamandola “influenza intestinale”, ma, in realtà, gastroenterite virale e influenza sono diverse da molti punti di vista, primi fra tutti i sintomi. Mentre, infatti, la vera e propria influenza colpisce principalmente l'apparato respiratorio, la gastroenterite ha come vittima principale il sistema digerente e scatena dolori addominali, diarrea, nausea e vomito. A questi sintomi di possono sommare qualche linea di febbre, dolori muscolari e mal di testa.

I principali responsabili di questo disturbo sono i rotavirus e i norovirus, microbi che nell'emisfero nord del pianeta colpiscono soprattutto tra il mese di ottobre e quello di aprile. La loro trasmissione avviene principalmente attraverso cibo, acqua, utensili o salviette contaminati e scatena i sintomi più o meno gravi da 1 a 3 giorni dopo l'infezione. In genere i disturbi durano 1 o 2 giorni, ma in casi più gravi possono persistere anche per 10 giorni. Anche se si tratta di problemi simili a quelli di alcune infezioni causate da batteri o parassiti, le cure sono radicalmente diverse.

Infatti gli antibiotici non sono efficaci contro i virus e anche gli antinfiammatori devono essere assunti con cautela, perché potrebbero scatenare ulteriori problemi di stomaco. Nella maggior parte dei casi l'unico modo per combattere la gastroenterite virale è affidarsi al riposo e a qualche accorgimento alimentare. E' meglio evitare di magiare cibi solidi per qualche ora e rinunciare a latticini, caffeina, alcol, nicotina e alimenti grassi o stagionati. E', invece, fondamentale idratarsi a dovere, facendo attenzione a bere frequentemente, ma in piccole quantità.

Nel momento in cui i sintomi danno tregua è bene riprendere ad alimentarsi con cibi facilmente digeribili, come cracker, toast, banane, riso e pollo. Se, però, la nausea dovesse ricomparire l'unica soluzione è smettere nuovamente di mangiare.

Se risultasse impossibile trattenere i liquidi ingeriti per più di 24 ore e la situazione peggiorasse in una disidratazione, se si vomita da più di 2 giorni e se nel rigurgito o nelle feci è presente nel sangue e se la febbre dovesse superare i 40 °C è meglio rivolgersi al medico.

Via | Mayo Clinic
Foto | Flickr

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