Tanta serotonina contro la depressione

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Tristezza, perdita di energie e senso di colpa sono solo alcuni dei problemi con cui può avere a che fare chi soffre di depressione, un disturbo che secondo i dati del progetto Esemed (European Study on the Epidemiology of Mental Disorders) colpisce il 10,1% della popolazione italiana. Un prezioso alleato di chi convive con questa condizione è la serotonina, una molecola che, agendo come un neurotrasmettitore, permette ai segnali nervosi di viaggiare da un'area all'altra del sistema nervoso e i cui livelli sono ridotti in chi soffre di depressione.

Questa molecola è prodotta nel cervello a partire dal triptofano (un aminoacido presente in molte proteine) e svolge moltissime funzioni, dalla regolazione dell'umore a quella del desiderio sessuale e di alcuni comportamenti sociali. In particolare, l'influenza dei livelli di serotonina sull'umore sono alla base di alcuni problemi che portano alla depressione. Secondo gli esperti, infatti, una scarsa produzione di serotonina, la mancanza delle molecole che ne avvertono la presenza o l'incapacità della serotonina di raggiungerli e la carenza di triptofano possono portare a sviluppare sia questo disturbo, sia altri problemi psicologici. Per questo motivo fra i farmaci più utilizzati per contrastare la depressione sono inclusi gli SSRI (selective serotonin reuptake inhibitors), molecole in grado di aumentare i livelli di serotonina. I medicinali non sono, però, l'unica soluzione per fare il pieno di questo importante neurotrasmettitore.

Citalopram, escitalopram, fluoxetina, sertralina e altri SSRI sono, in effetti, uno dei rimedi più efficaci per ridurre i sintomi della depressione, ma anche l'alimentazione e l'attività fisica possono essere di grande aiuto. Per quanto riguarda il cibo, non esistono degli alimenti in grado di fornire direttamente serotonina, ma alcuni aiutano ad aumentare i livelli di triptofano. Si tratta dei cibi ricchi di proteine, come la carne rossa, il pollame, i latticini e le noci.

Paradossalmente, però, pasti ricchi di proteine fanno diminuire i livelli di triptofano e serotonina perché il triptofano compete con gli altri numerosi aminoacidi introdotti con le proteine per entrare nel cervello. Per questo motivo anche i cibi ricchi di carboidrati, pur non apportando questo nutriente, sono importanti per fare il pieno di serotonina. Gli zuccheri complessi, infatti, consentono al corpo di assorbire gli altri aminoacidi, permettendo al triptofano di raggiungere il cervello. Un aiuto può, inoltre, arrivare dall'assunzione di vitamina B6, che aumenta la conversione del triptofano nel neurotrasmettitore.

D'altra parte, l'attività fisica può essere efficace tanto quanto i farmaci antidepressivi e la psicoterapia. I meccanismi alla base di questa efficacia non sono ancora noti, ma secondo gli esperti dell'Università del Texas di Austin i primi effetti sull'umore sono evidenti già dopo 40 minuti di esercizio.

Attenzione, però: come avviene quasi sempre, anche con la serotonina è meglio non esagerare. Un suo eccesso può scatenare la cosiddetta sindrome serotoninergica, perciò è importante non utilizzare contemporaneamente due o più farmaci che influenzano i livelli di serotonina, ad esempio un SSRI e i triptani, molecole utilizzati per trattare l'emicrania. Le conseguenze potrebbero essere allucinazioni, spasmi muscolari, tachicardia, vomito, diarrea e improvvisi sbalzi di pressione.

Via | WebMD
Foto | Flickr

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