Sigaretta elettronica, il prezzo e dove si compra

e-cigarette

La sigaretta elettronica è diventato uno dei rimedi più gettonati per smettere di fumare. Se sia perché è più efficace rispetto ad altre soluzioni o perché “svapare” - termine ormai d'uso comune che indica proprio il gesto tipico di chi “fuma” la sigaretta elettronica - è ormai un gesto trendy è ancora un dubbio da risolvere, ma resta il fatto che molti dei fumatori che si sono affidati a questa soluzione non si pentono affatto della scelta.

Questo il principio di funzionamento del modello più diffuso: un vaporizzatore aumenta la temperatura ad un livello tale da nebulizzare la soluzione di glicerina vegetale e glicole propilenico inserita nella sigaretta. Questi due liquidi sono considerati per lo più innocui, tanto che sono utilizzati già di frequente sia dall'industria alimentare che da quella cosmetica.

La sensazione riprodotta è esattamente quella di una fumata, ma, in realtà, non c'è nessuna combustione e, quindi, nessuna traccia dei prodotti tossici presenti nel fumo di tabacco. Non solo, i livelli di nicotina variano dai pochi a zero milligrammi.

Per tutte queste caratteristiche sin dalla sua comparsa sul mercato la sigaretta elettronica è stata considerata un'alternativa al tabacco meno pericolosa per la salute e potenzialmente in grado di far smettere di fumare. Il passaparola non ha fatto altro che alimentare la corsa all'acquisto. Una corsa sicuramente velocizzata anche da un altro indiscutibile vantaggio dell'e-cigarette: il risparmio economico.

Il prezzo della sigaretta elettronica

Quando si mette mano al portafoglio per acquistare la sigaretta elettronica bisogna tenere conto che la spesa non sarà unica e definitiva. Quello che si deve comprare è, infatti, un kit in genere composto da una batteria ricaricabile, un inalatore e un atomizzatore. In quest'ultimo deve essere inserito il liquido che sostituisce il tabacco e che sarà “svapato” dall'ex-fumatore di bionde che si è convertito alla sigaretta elettronica. Una volta esaurito, questo liquido deve, naturalmente, essere riacquistato.

A seconda della marca scelta un kit può costare all'incirca dai 33 agli 84 euro, mentre le ricariche di liquido, in genere sufficienti per “svapare” per 6 giorni, costano in media 6 euro l'una. Il che significa che il costo medio delle ricariche necessarie per un mese di utilizzo è di circa 30 euro, cui devono essere aggiunti al massimo 84 euro per l'acquisto del kit iniziale.

Calcolatrice alla mano, “svapare” costa molto meno che fumare. Infatti un pacchetto da 20 sigarette costa ormai tra i 4 e i 5 euro. In uno scenario abbastanza “grave” in cui si fuma un pacchetto al giorno di una fra le marche più care la spesa mensile è di ben 150 euro.

E per chi fuma il trinciato? Supponiamo che ogni settimana si consumi un pacchetto grande di tabacco fra le marche più vendute: si tratta di circa 7 euro, cui vanno aggiunti il costo delle cartine e dei filtri, per un totale di circa 9 euro. Un bel risparmio rispetto alle sigarette, non altrettanto rispetto alla più cara fra le sigarette elettroniche.

Insomma, i fumatori più accaniti possono iniziare a risparmiare già dal primo mese, mentre gli altri impiegheranno qualche settimana in più ad apprezzare i benefici economici del passaggio all'e-cigarette, ma alla fine del primo anno (sempre che non si riesca a smettere prima anche di "svapare") anche chi non fumava molto si troverà in tasca un bel gruzzoletto in più.

Dove comprare le sigarette elettroniche

sigaretta elettronica negozi

Chi si è convinto che passare alla sigaretta elettronica potrebbe essere la soluzione alla sua dipendenza dal fumo ha davanti a sé diverse possibilità di scelta. L'e-cigarette può infatti essere acquistata da rivenditori specializzati presenti ormai un po' ovunque. In effetti anche in questo periodo di profonda crisi economica non è raro veder comparire un negozio di sigarette elettroniche al posto di un esercizio commerciale che ha dovuto chiudere i battenti proprio a causa delle difficoltà di questi tempi.

Non mancano, poi, le possibilità di acquisto online. In questo caso, però, potrebbe essere necessaria una maggior prudenza. Inizialmente prodotte in Cina, oggi sono disponibili anche sigarette elettroniche di origine europea o statunitense, ma la provenienza non è l'unico aspetto di cui preoccuparsi. Il web offre, infatti, anche la possibilità di acquistare i singoli elementi da assemblare. In questo caso vengono, però, meno le garanzie di sicurezza necessarie per legge.

Un ultimo canale di vendita sono le farmacie, dove i prezzi possono essere più elevati. Proprio intorno alle farmacie è nata una delle ultime polemiche sull'e-cigarette.

La sigaretta elettronica in farmacia

Man mano che “svapare” diventa un'abitudine sempre più diffusa, iniziano a sorgere le prime domande anche sull'esigenza di regolamentarne sia l'utilizzo, sia la vendita. Compaiono così, accanto alle proposte di limitarne l'uso nei locali e nei mezzi pubblici, anche quelle di consentirne la vendita solo in farmacia, come avviene già a San Marino.

In un'intervista rilasciata al quotidiano Il Piccolo Rosanna Purich, responsabile del Centro Interdipartimentale per la prevenzione e la cura del tabagismo di Trieste, ha sottolineato che quella di regolamentare la diffusione della sigaretta elettronica è un'esigenza necessaria alla luce del fatto che questo strumento,

nato per aiutare chi vuole smettere

è, invece, diventato,

in mancanza di una disciplina che ne regolamenti vendita e utilizzo, un oggetto di stabile uso.

Le sigarette elettroniche sono un presidio sanitario medico, da utilizzare solo per la disassuefazione

ha precisato l'esperta, proseguendo:

Della sigaretta elettronica esistono due tipi, con o senza nicotina. La persona deve perciò sapere che cosa utilizzare, il che può avvenire solo con l’assistenza di un medico. La sigaretta elettronica per il fumatore è ciò che rappresenta il metadone per chi assume sostanze stupefacenti. Per questo motivo, dovranno essere vendute solo in farmacia. Oggi si trovano un po’ dappertutto per mancanza di normativa, ma lavoreremo per cancellare questo vuoto.

Eppure solo pochi mesi fa il Ministero della Salute aveva proposto l'omologazione delle sigarette elettroniche a quelle di tabacco, chiedendone la vendita esclusiva da parte dei tabaccai.

C'è, però, anche un altro punto su cui Purich ritiene indispensabile lavorare: l'accertamento della sicurezza di queste sigarette.

La sigaretta elettronica fa male?

sigaretta elettronica

Secondo l'esperta

oggi nessuno può garantire che siano innocue. La maggior parte arriva dalla Cina, perciò dei controlli sul prodotto non abbiamo traccia. Abbiamo invece appurato che alcune addormentano e come tali andrebbero vietate.

Le ricerche, in realtà, sono già iniziate. Quella dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano è ancora in corso e ne sta valutando l'efficacia addirittura su pazienti reduci da infarto o affetti da tumore.

Nel frattempo, uno studio greco presentato durante il Congresso dell'European Society of Cardiology dello scorso agosto ha dimostrato che “svapare” è di meno dannoso che fumare almeno in termini di effetto sulla pressione sanguigna. D'altra parte un altro studio, presentato, questa volta, alla conferenza dell'European Respiratory Society di Vienna, ha evidenziato gli effetti negativi della sigaretta elettronica in termini di resistenza delle vie aeree al passaggio dell'aria.

E i consumatori? Molti sottolineano la scomparsa di quella sensazione di secchezza alla gola lasciata dalle classiche “bionde”. Non resta, quindi, che aspettare i risultati delle nuove ricerche, senza dimenticare che secondo l'Istituto Superiore di Sanità se è vero che, mancando studi definitivi, la totale atossicità delle sigarette elettroniche è ancora in dubbio,

si tratta di prodotti senz’altro molto meno tossici delle sigarette tradizionali a combustione.

Via | Svapo.it; economia.panorama; scienza.panorama; net1news

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