Oggi è la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità

Il 3 dicembre si celebra la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità.

Giornata Mondiale della Disabilità

Il 3 dicembre viene celebrata la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. La Giornata è stata istituita nel 1992 tramite la risoluzione 47/3 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, proprio con l'obiettivo di promuovere inclusione e uguaglianza. Inoltre questa Giornata vuole anche rimarcare un concetto basilare: nessuno deve essere lasciato indietro in una democrazia. Con cadenza annuale, la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità vuole promuovere i diritti e il benessere di tutte le persone con disabilità, in ogni sfera della società.

Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità 2018

La stessa Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile si è impegnata a "non lasciare nessuno indietro". E' necessario garantire alle persone con disabilità la piena partecipazione alla sfera politica, economica, sociale e culturale. Anche l'Istituto Serafico di Assisi, presieduto dall'avv. Francesca Di Maolo, da sempre lotta in questa direzione. L'Istituto Serafico è una delle eccellenze italiane e internazionali per quanto riguarda la riabilitazione, la ricerca e l'innovazione medico scientifica per ragazzi con disabilità multiple.

Proprio in occasione della Giornata Internazionale, l'Istituto Serafico ha voluto inaugurare, nella giornata di sabato 1 dicembre, la nuova Residenza Vendramini (dedicata a ragazzi con disturbi neuropsichiatrici e comportamentali) e il Teatro "Sergio Goretti".

Francesca Di Maolo ha così spiegato: "Siamo tutti pronti, a parole, a condividere il principio di uguaglianza, ma esso presuppone una considerazione antropologica che purtroppo non è più patrimonio comune: ogni persona, indipendentemente dalle condizioni in cui si svolge la sua vita e dalle capacità che può esprimere, possiede una dignità unica ed un valore singolare. La dignità piena, inalienabile e non graduabile di ogni essere umano, ossia il valore che ogni uomo possiede per il semplice fatto di esistere, è ciò che lo qualifica come persona, individuo unico e irripetibile. È solo nel riconoscimento della dignità altrui, intesa come dignità di ciascun individuo, che si può intraprendere la strada che ci condurrà verso l’obiettivo della piena uguaglianza".

E ancora: "Uguaglianza, inclusione, dignità e solidarietà non sono elementi che è possibile riscontrare o meno all'interno di una società a seconda delle politiche del momento. Sono i capisaldi su cui si basa la nostra democrazia, la quale esige che nessuno venga abbandonato. La democrazia e la qualità della vita di una determinata collettività si misurano proprio a partire da come ci si prende cura dei più deboli. In questa prospettiva gli interventi di inclusione e di cura dei disabili non sono attività discrezionali che possono essere condizionate dalle risorse finanziarie di un determinato momento. Sono risposte di giustizia, altrimenti sarebbe inutile dire che 'tutti hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge', come previsto dall'art. 3 della nostra Costituzione".

Francesca Di Maolo ha poi continuato: "Viviamo un momento storico veramente difficile, in cui i valori della diversità rischiano di essere seriamente compromessi da un clima generale di diffidenza e ostilità. Questo è il momento in cui ciascuno di noi è chiamato a fare la propria parte. Penso non solo all'impegno necessario di ogni persona, ma anche alle istituzioni culturali e sociali che non possono restare neutrali, ma devono rimettere in gioco le proprie politiche e i propri programmi per tracciare la strada dell’inclusione".

Foto iStock

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