Salivazione eccessiva: cause e rimedi per curarla

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La salivazione eccessiva è davvero un disturbo notevole e purtroppo anche molto imbarazzante. Se un bambino con la bavetta è carino, un adulto è invece una persona che mette a disagio e magari anche da deridere. Ci sono quindi due aspetti fondamentali da tenere in considerazione: da una parte un problema di salute che deve assolutamente essere curato e risolto, nella speranza che non sia il sintomo di una malattia grave, dall’altro il disagio psicologico che può essere causato da questo disturbo.

La salivazione eccessiva spesso è causata una produzione fuori dal comune di salivazione. Come per i bambini, la causa numero uno sono i denti. Può, infatti, succedere che in caso di un’infiammazione alle gengive, di una protesi dentale (anche solo un ponte o un apparecchio) o dell’estrazione di un dente, il fisico produca più saliva del solito. In linea di massima, si tratta di problema passeggero e destinato a risolversi in tempi abbastanza brevi.

A volte l’ipersalivazione è un fenomeno emotivo, proprio come l’arsura, e si può manifestare in una condizione di grande stress (per esempio se si è costretti a parlare in pubblico). Queste non sono le uniche cause. A volte, dietro questo problema, c’è per esempio l’assunzione di alcuni farmaci. I più comuni sono quelli per l’ipertensione contenenti la reserpina. Come si risolve la salivazione eccessiva? Allora se si tratta di un fenomeno emotivo, non bisogna entrare nel loop psicologico, ma tentare di fare qualche esercizio per rilassarsi.

Se invece dietro al disturbo si nasconde un problema del cavo orale, riguardante gengive e denti, è necessario avere la pazienza di attendere la guarigione o che la bocca si abitui al corpo estraneo. Non durerà per sempre e di solito, nei casi più gravi, in un paio di settimane il disturbo è destinato rientrare. Esistono comunque dei farmaci, che il dentista potrebbe anche prendere in considerazione per i casi più gravi. Infine, l’ipersalivazione può essere il sintomo di una grave malattia, ovvero il Parkinson. È bene quindi farsi seguire da un medico per la diagnosi e la terapia.

Foto| TM News

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