Le proprietà della belladonna nell'omeopatia e la posologia giusta

La belladonna è conosciuta sin dall'antichità non solo come sostanza tossica ma se utilizzata in dosi infinitesimali, per le sue proprietà curative. È  un elemento molto importante per chi sceglie di curarsi con la medicina omeopatica, poiché è un rimedio efficace contro molte malattie.

Prima di darsi al fai da te, è bene ricordare che stiamo sempre parlando di medicina ed è importante farsi consigliare da un bravo omeopata che sappia individuare la cura più indicata ai malanni che gli sottoponiamo. 

In linea generale, la belladonna è un antidolorifico e un antispasmico: agisce sulle contrazioni della muscolatura involontaria calmando le cause del dolore. Le principali affezioni che cura sono:


In alcuni casi, la belladonna si è rivelata utile come coadiuvante nel trattamento degli stati depressivi e dell'insonnia, anche se va presa con moderazione perché potenzia l'effetto degli antidepressivi triciclici (TCA).

Parlando del dosaggio, in generale

è praticamente lo stesso per tutti questi disturbi, ovvero: diluizione 4CH, 3 granuli o 5 gocce (a seconda che usiate una preparazione granulare o diluita) da 3 a 6 volte al giorno

ma non dimentichiamo che ogni disturbo prevede una sua posologia specifica cui attendersi scrupolosamente: qui c'è un piccolo elenco di disturbi e possibili dosaggi indicativi (uso interno ed esterno), e qui qualche indicazione clinica con altre indicazioni di somministrazione.

Se vogliamo imparare a curarci con l'omeopatia, non dimentichiamo che è riconosciuta come branca della medicina e quindi è sempre meglio rivolgersi ad un professionista di fiducia.

Via | FarmaciaDiMuria, Dica33
Foto | Flickr 

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