La delfinoterapia: i benefici e dove si pratica

I bellissimi e simpatici delfini possono diventare i nostri migliori alleati quando soffriamo di malattie psichiche o disabilità. Vediamo come e dove si pratica la delfinoterapia

All'interno della pet-therapy la delfinoterapia ha un suo ruolo speciale, legato senza dubbio alle straordinarie qualità empatiche di questi splendidi mammiferi, animali dotati di intelligenza e di sensibilità spiccate.

L'amicizia tra i delfini e l'uomo è antica, esiste da quando i primi "popoli del mare" si accorsero che questi animali acquatici, a differenza di altri pesci, sentivano un particolare legame, diremmo un feeling, proprio con i "bipedi", tanto da essere pronti a socializzare con loro e a difenderli e salvarli se in difficoltà in mare.

Delfinoterapia

Esiste un bellissimo racconto mitologico che possiamo citare, tanto per comprendere quanto sia radicato e profondo il rapporto di amicizia e gratitudine che lega esse umani e delfini. Si tratta della leggenda della fondazione della città di Delfi, nella Grecia antica, ad opera di Icadio, figlio di Apollo.

Il giovane, durante un viaggio in mare fece naufragio e venne salvato da un delfino il quale, trasportandolo sulla sua groppa, lo riportò a terra depositandolo alle prendici del monte Parnaso. E qui, per ringraziamento, Icadio fondò la città di Delfi, proprio quella dell'omonimo oracolo. Lasciamo da parte la letteratura, e torniamo alla nostra delfinoterapia.

Essa, definita con l'acronimo DAT (Dolphin Assisted Therapy), nacque negli anni settanta, grazie all'intuizione di David Nathanson e Betsy Smith, docenti presso l'Università internazionale della Florida, ma in Italia arrivò "solo" nel 1993 grazie all'associazione Arion, che la mise in pratica nell'Acquario-delfinario di Rimini. A chi giova le delfinoterapia e come si applica?

Secondo gli studi effettuati dagli specialisti americani confermati dalla pratica, l'interazione con gli splendidi cetacei stimola l'attivazione dell'area cerebrale deputata alla comunicazione degli affetti e delle emozioni legate ai sentimenti.

Per tale ragione la delfinoterapia è utilissima come aiuto ad uscire dal proprio guscio di isolamento per i bambini e gli adolescenti affetti da autismo, disturbi e disabilità psico-fisiche, e naturalmente in caso di depressione clinica.

Tutte le persone con disabilità fisiche e psichiche possono trarre un grande giovamento dalla interazione con i delfini, ad esempio chi abbia ritardi mentali o i bambini con la sindrome di Down, chi soffra di disturbi della coordinazione e gli spastici. Ma la delfinoterapia è molto efficace anche come cura per la riabilitazione fisica dopo traumi e incidenti o a seguito di malattie degenerative che colpiscono le articolazioni.

I delfini sono animali affettuosi con una spiccata attitudine alla socialità, che istintivamente sono portati ad aiutare le persone in difficoltà, soprattutto se minori, di cui percepiscono il disagio. Nuotare e giocare con questi mammiferi dall'intelligenza superiore, oltre a stimolare le aree cerebrali dell'affettività e della comunicazione e ad aiutare la riabilitazione fisica e quindi permettere un recupero più rapido della capacità di movimento e della deambulazione, ha effetti notevoli sull'umore.

Insomma, davvero una pet-thearpy speciale. In Italia la delfinoterapia si pratica nel delfinario di Rimini, come anticipato e (dal 2012) nello Zoomarine (Baia dei pinnipedi) presso il bioparco di Roma, specificamente destinata ai bambini affetti da autismo.

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Foto| via Pinterest

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