Endometriosi, arriva l'esame del sangue per una diagnosi precoce e sicura

A proporlo è la Fondazione Italiana Endometriosi, secondo cui oltre a non essere invasivo è anche più sensibile degli altri test ematici attualmente a disposizione

Un esame del sangue per la diagnosi dell'endometriosi: a proporlo sono gli esperti della Fondazione Italiana Endometriosi, che in uno studio pubblicato sul Journal of Cellular Physiology hanno identificato una proteina presente solo nel sangue delle donne affette da endometriosi. Il suo nome è piuttosto complicato – Zn-alpha2-glycoprotein – ma la sua identificazione potrebbe semplificare enormemente la vita delle donne che non riescono a capire a cosa siano dovuti i dolori e gli altri disturbi di cui soffrono.

Uno dei più grossi ostacoli al trattamento dell'endometriosi è infatti riuscire ad arrivare a una diagnosi certa. Ciò fa sì che spesso passi molto tempo, anche anni, prima che dalla comparsa dei sintomi si arrivi alla certezza della malattia. Non è nemmeno da escludere che per giungere a una diagnosi si debba passare per la chirurgia.

Il risultato è che quel 10% di donne in età riproduttiva che, secondo le stime, sono colpite dall'endometriosi si trovano per anni a lottare con dolori durante il ciclo mestruale, emicranie, dolore pelvico cronico e, in molti casi, dolore durante i rapporti sessuali.

diagnosi endometriosi

Nel tentativo di trovare un test diagnostico non invasivo in grado di aiutare a risolvere questa situazione Pietro Giulio Signorile, fondatore e presidente della Fondazione Italiana Endometriosi, insieme al collega Alfonso Baldi ha analizzato le proteine presenti nel sangue di 5 pazienti affette da endometriosi, confrontandole con quelle presenti nel sangue di 5 donne senza endometriosi. Le molecole presenti solo in caso di malattia sono state identificate e la loro presenza è stata verificata in altre 120 pazienti affette da endometriosi e in 20 pazienti sane. Ne è emerso che la glicoproteina Zn-alpha2 è presente in modo specifico solo in caso di endometriosi.

Proponiamo l'analisi dell'espressione del livello di questa proteina nel siero come nuovo test diagnostico non invasivo per l'endometriosi

concludono Signorile e Baldi nel loro studio.

Secondo Signorile questa scoperta apre una nuova era nella storia di questa malattia. Infatti oltre a non essere invasivo il test è anche altamente sensibile e consente la diagnosi anche in fasi precoci dell'endometriosi. Se, infatti, i due marcatori ematici disponibili fino ad oggi (Ca 125 e Ca 19.9) sono sensibili al 10 e al 30% circa, la sensibilità di questo nuovo test è superiore al 70%. Non solo, la sensibilità può essere ulteriormente aumentata abbinando l'analisi di tutti e tre questi marcatori.

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Via | Endometriosi.it

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