Ansia o preoccupazione? Ecco i sintomi da riconoscere

Quando si può dire che le preoccupazioni della vita di tutti i giorni sono degenerate in vera e propria ansia? Ecco qualche indicazione utile

Le preoccupazioni sono elementi frequenti nella vita dell'uomo occidentale moderno. A volte, però, le tensioni compaiono anche quando c'è poco di cui preoccuparsi, trasformandosi in un fenomeno quotidiano che può addirittura assumere un nome proprio: disturbo da ansia generalizzata.

In effetti non è raro sentire qualcuno descriversi come una persona ansiosa e dire che soffre di ansia. In realtà è sbagliato autodiagnosticarsi un disturbo ansioso senza prima cercare di capire se ciò con cui si ha a che fare sono "solo" preoccupazioni di tutti i giorni. D'altra parte è sbagliato anche sottovalutare il problema: riconoscerlo permette di affrontarlo in modo opportuno e di migliorare significativamente la qualità della vita.

I sintomi da riconoscere

Preoccupazioni

Ciò che contraddistingue l'ansia vera e propria dalle preoccupazioni quotidiane è la sensazione di non poter smettere di preoccuparsi. Rilassarsi diventa impossibile anche quando si è impegnati nei passatempi preferiti. Nei casi più gravi tutto ciò finisce con l'interferire con il lavoro, le attività quotidiane e i rapporti interpersonali.

Il problema può colpire ad ogni età e ad evolvere gradualmente. In genere i primi sintomi compaiono tra l'infanzia e la mezza età. La loro frequenza è circa doppia nelle donne che negli uomini e per poter parlare di disturbo da ansia generalizzata devono durare da almeno 6 mesi.

Alla base del problema può esserci un insieme di fattori genetici, psicologici e ambientali. Il risultato è un senso costante ed esagerato di tensione e di ansia, di cui può capitare non saper indicare la causa. A questo sintomo psicologico si possono aggiungere disturbi fisici, come tensioni e dolori muscolari, mal di testa, nausea, diarrea, tremori e tic nervosi.

In presenza di questi sintomi piccoli cambiamenti nella quotidianità possono aiutare a migliorare la situazione. Può ad esempio essere utile evitare la caffeina, fare attività fisica o praticare tecniche di rilassamento. Non è però da escludere che per affrontare il problema in modo efficace ci si debba affidare alla psicoterapia e ai farmaci. Per questo è importante parlarne con il proprio medico e chiedere un consiglio sul da farsi.

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Via | WebMD


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