Stare davanti al pc per molte ore al giorno è probabilmente meno faticoso di una volta, perché la tecnologia è migliorata e forse ci siamo anche un po’ più abituati noi. Tuttavia gli occhi possono soffrirne se non adottiamo qualche piccolo accorgimento per limitare le conseguenze, evitare gli arrossamenti e i bruciori.
Ci aiuta il naturale sbattere delle palpebre a tenere gli occhi ben lubrificati ma quando siamo molto concentrati sul lavoro la frequenza può diminuire e gli occhi tendono a seccarsi maggiormente. Se poi lavorate in un ambiente molto secco e riscaldato gli occhi tenderanno ad essere ancora più secchi.
Fare qualche pausa di tanto in tanto aiuterà non solo s sgranchirsi le gambe ma anche a riposare gli occhi. Se non potete alzarvi troppo di frequente adottate la tecnica del triplo 20: ogni 20 minuti guardate a 20 metri da voi per circa 20 secondi. Aiuterà a riposare lo sguardo.
Naturalmente anche le regolazioni dello schermo possono fare la differenza. Prendetevi il tempo necessario per testare le impostazioni di luminosità e refresh e assicuratevi di non avere riflessi sullo schermo.
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Se il riscaldamento globale vi sembra un problema lontano di voi, pensate che può avere effetti diretti sulla vostra salute, ed in particolare sull’aumento delle allergie e sull’acuirsi delle stesse. Con l’aumento della temperatura la fioritura dei pollini non è più confinata solo alla primavera, ma a tutto l’arco dell’anno, con un conseguente aumento dei fastidiosi sintomi.
La ricerca, condotta da un team di ricercatori italiani dell’Ospedale di Bordighera, è stata presentata durante il convegno sulle Allergie e i problemi respiratori, tenutosi a New Orleans. Secondo la ricerca, condotta su betulle, graminacee, parietarie, olivi e cipresso, analizzate dal 1981 al 2007, la stagione delle fioriture comincia oggi con 30 giorni di anticipo rispetto al passato, causando problemi per almeno 30 giorni in più.
All’aumentare del tempo di fioritura, aumenta l’esposizione dei soggetti agli allergeni, le reazioni si sviluppano sempre di più perché l’organismo risponde e chi è già allergico soffre più a lungo.
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Oggi anche chi ha perso l’occhio può ritrovare l’armonia dello sguardo grazie alla chirurgia ricostruttiva che consente così ai pazienti di recuperare un po’ di autostima e la vita sociale. I casi in cui si subisce la perdita di un occhio possono essere tanti: può accadere a causa di un trauma, un tumore o una malattia. La conseguenza è la rimozione dell’occhio, un danno fortemente invasivo che porta non solo alla perdita definitiva della vista, ma anche a problemi estetici e di relazione sociale.
Se la vista non può essere recuperata, all’aspetto estetico c’è un rimedio: la ricostruzione dell’occhio. Un intervento complesso, ma non impossibile. Spesso chi ha avuto traumi oppure malattie come tumori, glaucomi gravi o infezioni dell’occhio, subisce numerosi interventi mirati al recupero funzionale della vista. In alcuni casi, però, l’occhio perde del tutto la sua funzione, crea dolore e diventa atrofico, piccolo ed incolore. Il paziente comincia a portare occhiali scuri, perde sicurezza nel proprio aspetto e si imbottisce di gocce e farmaci antidolorifici. In questa fase, la vista è persa definitivamente, ma si può eliminare il dolore e ripristinare uno sguardo il più possibile normale.
L’intervento consigliato è l’eviscerazione del bulbo oculare: la parete dell’occhio e i muscoli collegati sono mantenuti intatti, ma si rimuove tutto ciò che all’interno dell’occhio non funziona e causa il dolore. La parte viene successivamente riempita con una endo-protesi per mantenere intatto il volume occupato dall’occhio, in modo da mantenere inalterati i rapporti anatomici dell’orbita e con le palpebre.

Con l’arrivo di Avatar nelle sale dei cinema è esplosa la moda del 3D. Nonostante mal di testa ed effetti collaterali derivanti dalla visione del film in 3D, lamentati da molti di coloro che lo hanno visto, la moda degli occhialini nei cinema impazza.
Ma il Codacons insorge, chiedendo al Ministero della Salute perché non intervenga affinché i Nas possano effettuare i dovuti controlli nei cinema, dato che spesso si danno agli spettatori occhiali 3D sprovvisti del marchio CEE, riportanti la dicitura “Made in China” e sprovvisti di istruzioni e indicazioni in lingua italiana.
Oltre ai disturbi derivanti dalla visione in 3D, che vanno da mal di testa alla nausea, il Codacons sottolinea anche lo scarso livello di igiene a causa degli occhialini, che vengono passati di spettatore in spettatore, proiezione dopo proiezione.
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Le occhiaie proprio non vi danno tregua? Consolatevi, siete in buona compagnia perché il problema riguarda molte donne. Si stima, infatti, che quasi nove persone su dieci lamentino occhi stanchi e segnati dal tempo. Le occhiaie, dettate soprattutto dal mancato riposo e dallo stile di vita, ma anche le borse, che invece hanno più a che fare con il cedimento della cute dalla palpebra inferiore, sono molto diffuse.
E se non avete alcuna intenzione di fare un ritocco chirurgico, potete contare su una soluzione più economica e a portata di tutti: le punture di collagene. Solitamente utilizzato per cancellare le piccole rughe attorno alla bocca o le cosiddette “zampe di gallina”, il collagene viene impiegato efficacemente anche per togliere le borse sotto agli occhi.
Grazie all’uso del collagene è possibile riempire le occhiaie infossate togliendo sia la parte cadente di cute, sia l’effetto “nero” sotto agli occhi. Quest’ultimo infatti è dovuto per lo più dall’incidenza della luce sull’avvallamento che si è creato sul volto. Tra i vantaggi di questo tipo di trattamento, c’è il fatto che non si registrano controindicazioni particolari perché viene utilizzata una sostanza naturale, che è già presente nel nostro corpo: il collagene rivitalizza la pelle e contribuisce a mantenere una cute sana anche nel tempo.
Altro vantaggio è la durata nel tempo: gli effetti hanno una maggiore durata rispetto ai trattamenti in altre zone del viso perché viene interessata una zona che ha una bassa motilità. Inoltre la spesa non è eccessiva. Dipende sempre dalla quantità di prodotto utilizzato. La base di un trattamento si aggira intorno ai 250 euro, un prezzo decisamente più basso di un intervento chirurgico tanto che molti innamorati lo scelgono come regalo di San Valentino.
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Quale periodo migliore dell’inverno per chiudere la giornata con un infuso di frutta ed erbe? Le tisane sono tra i rimedi naturali più comuni e diffusi, fortunatamente disponibili anche al supermercato.
Pompadour, uno tra i brand più famosi di infusi e tisane, ha aggiunto la scritta in Braille su tutti i suoi prodotti più importanti, per dare la possibilità anche ai non vedenti di poter scegliere un prodotto in base alle proprie esigenze.
Il Braille è il sistema internazionale di scrittura e lettura a rilievo usato per i non vedenti: considerato che solo in Italia ci sono circa 400.000 ciechi e 1.500.000 ipovedenti, credo che la scelta di Pompadour dovrebbe essere presa d’esempio da tutti i produttori di alimenti.
Se tutte le persone che incontrate in questi giorni con gli occhiali da sole sul naso vi creano un certo fastidio epidermico perchè vi sembrano esagerate visto che siamo in pieno inverno, iniziate a ricredervi: per proteggere gli occhi gli occhiali da sole vanno indossati sempre, anche d’inverno.
Ciò vale soprattutto per i bambini i cui occhi sono particolarmente delicati. Questa precauzione vale non solo d’estate, ma anche durante l’inverno, poiché i raggi Uv rappresentano sempre un rischio. La radiazione infatti, può venire amplificata, raggiungendo livelli di guardia, dal riflesso sulla neve e persino sulla strada, sull’acqua e sulla sabbia.
Lo ribadiscono ricercatori statunitensi dell’Accademia americana di oftalmologia, che consigliano per i più piccoli l’uso di occhiali da sole con lenti adatte nella stagione invernale soprattutto dopo mezzogiorno, quando le radiazioni sono più intense. Una misura che diventa indispensabile per bambini che fanno sport o giocano sulla neve. I pediatri ricordano, infatti, che i danni causati dal sole sulla vista sono in continuo aumento e il 90% avviene proprio prima dei 18 anni.
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State aspettando con ansia l’uscita di Avatar nelle sale cinematografiche italiane? L’attesa durerà poco perché arriverà nei nostri cinema venerdì prossimo, ma qualcuno di voi potrebbe decidere di non andare a vederlo dopo aver saputo delle perplessità avanzate dagli oculisti.
Secondo i medici dell’occhio, infatti, due ore trascorse davanti alle immagini tridimensionali potrebbero far male alla testa se si soffre già di disturbi alla vista. Il monito arriva dall’optometrista James Sutton che ha esposto i suoi dubbi al quotidiano britannico Telegraph. Secondo il dottor Sutton, il problema è che il 3D offre una situazione del tutto innaturale e costringe gli occhi a lavorare sodo.
In molte persone, specialmente bambini, può provocare l’affaticamento degli occhi, mal di testa e vertigini. Il tabloid britannico cita addirittura l’esperienza, tutt’altro che piacevole, di persone con problemi visivi nella messa a fuoco che hanno abbandonato la sala in fretta e furia perchè storditi dagli effetti ”troppo” speciali dei film a 3 dimensioni.
Via | Telegraph
Una nuova tecnologia non-invasiva potrebbe presto arrivare in aiuto a chi ha il diabete: si tratta di lenti a contatto che cambiano colore ed indicano le variazioni dei livelli di glucosio nel sangue.
Le lenti a contatto, ideate e realizzate da Jin Zhang, ingegnere biochimico dell’Università dell’Ontario sono fatte di nanoparticelle che reagiscono in base ai livelli di glucosio di colui che le indossa, attraverso le lacrime.
La tecnologia alle basi delle lenti renderebbe obsoleti i vecchi metodi di misurazione del glucosio nel sangue, liberando i diabetici dal dover misurare il livello di glucosio, perché è il proprio occhio a segnalarlo automaticamente, attraverso le lenti. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: come fa un diabetico ad accorgersi che i propri occhi hanno apparentemente cambiato colore senza doversi necessariamente guardare ad uno specchio?
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Qual è l’età giusta per iniziare a fare prevenzione e fare un check up della vista? E poi la familiarità ha il suo peso oppure i difetti visivi non sono ereditari? Qualche chiarimento è arrivato di recente dall’ultimo congresso della Società Oftalmologica Italiana dove sono stati dispensati dieci consigli utili per prendersi cura degli occhi e della loro salute. Ecco quali sono:
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