Le malattie reumatiche costituiscono un insieme di disfunzioni invalidanti che a volte vengono trascurati e considerati come dei semplici fastidi. Esistono però dei campanelli d’allarme precisi che il nostro corpo ci invia e a cui dovremmo prestare la massima attenzione.
Un esempio è rappresentato da dolori e gonfiori alle mani e ai polsi, con persistenza di più di tre settimane. O ancora la sensazione di rigidità muscolare al mattino che dura più di un’ora. E non devono essere solo gli anziani a farci caso.
Nei giovani si deve prestare attenzione a dolori di tipo sciatico, che vanno dal gluteo al ginocchio. Diventa preoccupante se passa da un lato ad un altro e se aumenta durante il riposo notturno. In tutte queste situazioni è molto importante rivolgersi al proprio medico di base, per farsi prescrivere degli accertamenti più approfonditi.
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L’obesità infantile è un problema sempre più diffuso e sempre più difficile da gestire, soprattutto negli adolescenti. Secondo un nuovo studio, pubblicato su Archives of Pediatric and Adolescent Medicine, l’obesità ritarda la comparsa della pubertà nei maschi, causando non pochi problemi di natura fisica e psicologica.
Il team di ricercatori dell’Università del Michigan che ha condotto la ricerca ha preso in analisi i casi di 400 ragazzi, obesi e normopeso, scoprendo che i primi hanno il doppio della probabilità di entrare in ritardo nella pubertà rispetto ai coetanei.
Per le ragazze, invece, succede il contrario: le ragazzine obese entrano della pubertà prima delle coetanee normopeso. Secondo lo studio, il responsabile del rapporto tra pubertà ed obesità è l’ormone leptina, abbondante negli obesi, che ha effetti opposti su maschi e femmine.
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I cugini di Ecoblog ci hanno fatto sapere che per il Cnr la primavera arriverà ad aprile, dato che interessa particolarmente tutti gli allergici, che cominciano a prepararsi all’esplodere dei sintomi di rinite allergica ed allergie ai pollini.
In molti si staranno chiedendo quando e come le principali famiglie allergeniche sferreranno l’attacco, per farsi trovare pronti e soffrire il meno possibile dei sintomi più diffusi, quali asma, raffreddore, occhi che lacrimano e così via. Ecco quindi, una breve panoramica sui periodi di massima per la primavera 2010.
Il primo picco, a marzo, è quello delle Cupressacee, simile più o meno in tutta Italia, mentre le Betullacee daranno molto fastidio ai calabresi da febbraio e marzo e ad aprile faranno prudere il naso a chi è sulle Alpi.
Le Graminacee e le Oleaceae, invece, sferreranno il loro attacco già da aprile, ma sarà a maggio che si avrà il vero picco, in tutta Italia, con esclusione delle zone alpine e della Pianura Padana. Il picco interesserà il mese di maggio ed anche tutto quello di giugno, senza tregua. Qualsiasi sia l’allergene responsabile delle vostre sofferenze, ora sapete quando arriverà: difendetevi come meglio potete.
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Tra i frutti del sollievo digestivo spicca il finocchio, amico delle neo mamme ed alleato naturale per tutti coloro che soffrono di gonfiori intestinali e di difficoltà nella digestione.
Il finocchio è ricco di anetolo, l’olio essenziale che gli conferisce il tipico aroma ed agisce come calmante degli spasmi addominali e dei dolori legati ad infiammazioni del colon. Il finocchio, alleato dell’apparato digerente, evita la formazione di gas intestinali e favorisce una digestione dolce. Proprio per questa sua capacità di contrastare la fermentazione dei cibi, il finocchio è una risposta adeguata all’aerofagia, che causa notevoli disagi a chi ne soffre.
Se il finocchio viene poi associato alla menta, ed i nostri cugini di Gustoblog sapranno consigliarvi ricette a base di finocchio per tutti i gusti, i poteri dei due talismani naturali si uniscono: assieme al gonfiore addominale spariranno i disturbi più lievi come la pesantezza post pranzo e quelli più estremi, come la nausea. Sa volete una bevanda a base di finocchio per la sera, trovate qui tutte le indicazioni per vino medicinale naturale contro la flatulenza.
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Essere magri e leggeri, cioè avere un indice di massa corporea basso, non protegge dalle malattie legate all’obesità e dai disturbi a carico del cuore. Anzi, spesso il peso normale nasconde una percentuale di grasso viscerale in eccesso.
Una ricerca, condotta su circa 6000 pazienti di peso normale, ha messo in evidenza come spesso il grasso si nasconda nell’intestino o nelle viscere, venendo metabolizzato dal fegato. La conseguenza di questo accumulo sono malattie cardiache, ipertensione e problemi al sistema cardiovascolare.
L’accumulo di grasso viscerale è più pericoloso per le donne e sarebbe la causa di molti problemi cardiaci e di morti per incidevti vascolari/cerebrali. I segni dell’accumulo di grasso viscerale sul corpo possono essere le maniglie dell’amore oppure il tasso di massa grassa corporea in persone normopeso. Per il resto, chiedere consiglio al proprio medico è sempre la soluzione migliore.
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Un tempo celebre, il liquore d’assenzio è oggi proibito in quasi tutti i Paesi in quanto contiene un olio essenziale che in alte dosi è velenoso. La formula del liquore fu inventata nel 1798. Fortissimo (70-80 gradi alcolici), di color smeraldo, dava una straordinaria sensazione di forza e lucidità e aveva fama di potente afrodisiaco. Divenne in poco tempo la bevanda preferita dagli intellettuali parigini e un’intera generazione di scrittori e artisti si riconobbe nelle sue capacità di esaltazione e di abbrutimento. La produzione fu vietata e solo più tardi la Pernod lo rimise in vendita in Francia con lo stesso nome, Pernod 45, ma con formula cambiata, trasformandolo ormai in un semplice liquore aromatizzato all’anice.
L’Assenzio (Artemisia absinthium) è un erba comunissima che alcune volte raggiunge la frequenza dell’infestante. Conosciuta dal popolo che l’additava volentieri come termine di paragone per indicare qualcosa di veramente amaro. Checché se ne possa pensare l’assenzio possiede delle proprietà benefiche.
L’alto contenuto di principi amari rende l’assenzio utile a coloro che soffrono di disfunzioni digestive e inappetenza stimolando stomaco e fegato. Come vermifugo viene utilizzato in combinazione con l’aglio per le virtù antisettiche ed emmenagoghe. E’ molto utilizzato per il suo amaro aromatico sia nell’industria delle bevande alcoliche (è un componente fondamentale del vermouth) che delle bibite analcoliche. Nell’industria farmaceutica è usato come correttivo del sapore.

L’Aloe (Aloe Vera) è una pianta con una lunghissima storia di utilizzo da parte di molte delle tradizioni mediche del pianeta, dagli antichi egiziani ai cinesi, ai greci agli assiri e ai romani.
Le foglie vengono tagliate e il gel trasparente viene raccolto ed utilizzato il più presto possibile. Le foglie di aloe dovrebbero essere raccolte esclusivamente da piante mature con più di 3-5 anni di età: esse vanno raccolte al mattino, da piante che non abbiano ricevuto acqua da almeno 4-5 giorni, tagliando le foglie più grosse, che sono le più ricche in principi attivi, alla base della pianta. Da ciascuna pianta non dovrebbe essere asportato più del 10% delle foglie.
Le foglie vengono raschiate con un coltello o con un pelapatate in modo da eliminarne l’epidermide: la rimanente polpa viene consumata integralmente o, dopo spremitura o centrifugazione, sotto forma di succo. Tale succo può essere conservato in frigorifero per 2-4 settimane, soprattutto dopo l’aggiunta di alcol.
La sindrome del tunnel carpale è spesso attribuita all’uso del computer e del mouse, ma una scoperta sembra attribuirne la responsabilità al sesso, scagionando la tecnologia e imputando l’accusa ad una delle principali fonti di benessere.
La sindrome del tunnel carpale colpisce circa 1 persona su 20, provocando un’infiammazione ai nervi che causa dolore continuo. Secondo il dottor John Zenian, che ha pubblicato un articolo su Journal of Medical Hypotheses, la vera causa del tunnel carpale è il sesso: troppo sesso significa una sforzo maggiore del polso e delle mani, da cui può derivare un’eccessiva pressione sui nervi.
L’aumento dei casi di tunnel carpale si può anche attribuire all’aumento di farmaci contro le disfunzioni erettili che portano a fare più sesso, e legare quindi indirettamente il tunnel carpale sia ai problemi di erezione, sia - e soprattutto - a quelli di peso. L’aumento dei casi in persone di età media o in soggetti anziani si può mettere in correlazione con l’introduzione e l’uso di farmaci come il Viagra.
Se la posizione del missionario causa uno sforzo eccessivo e tira troppo i tessuti di chi sta sopra, che imputiate la sindrome del tunnel carpale al computer o al sesso, è comunque meglio variare le posizioni sessuali: farà bene alla fantasia, all’erotismo e proteggerà i vostri polsi.
via | TheSun
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Mentre gli allergici si preparano all’arrivo della primavera e gli intolleranti combattono quotidianamente con questa o quella sostanza, arriva un provocatorio studio dell’università inglese di Portsmouth, riportato da La Stampa, secondo il quale allergia ed intolleranze sono, nella maggior parte dei casi, un problema mentale.
Pustole, eritemi, gonfiori addominali ed altri sintomi, caratteristici soprattutto delle intolleranze, sono reali, ma spesso è un errore dei soggetti credere e decretare di essere intolleranti a questo o a quell’elemento: lo studio di Portsmouth dimostra che sebbene il 20% della popolazione affermi di essere allergico o intollerante a qualche alimento, solo il 2% lo è veramente.
La conseguenza dell’auto diagnosi è l’eliminazione dalla dieta di alimenti che invece sono fondamentali, con un conseguente indebolimento dell’organismo. Secondo i ricercatori la colpa può essere attribuita al falso allarmismo e alle informazioni che circolano sul web. Ricordando che allergie ed intolleranze possono essere accertate da analisi e diagnosi mediche, vi chiedo se secondo voi l’intolleranza alimentare può essere più mentale che fisica.
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Le donne sono soggette ad avere problemi di tiroide e sono anche quelle che passano più tempo a maneggiare pentole e fornelli. Ciò porta ad una situazione potenzialmente pericolosa, a causa di una sostanza chimica, l’acido perfluoroattanico (Pfoa), presente nelle pentole antiaderenti, ma anche nei tappeti e in alcuni tessuti.
Sono giunti a questa conclusione alcuni ricercatori dell’Università di Exter, che hanno preso in esame i dati raccolti da Centri per il Controllo delle malattie dal 1999 al 2006, sottoponendo all’analisi più di 4000 casi di persone con disturbi alla tiroide.
Le donne, già maggiormente esposte a problemi di natura tiroidea, hanno il 25% in più di probabilità di sviluppare disfunzioni quando il livello di acido perfluoroattanico nell’organismo è più elevato, acido che vi entra attraverso il contatto con gli oggetti in cui è presente.
Già nel 2006, l’EPA aveva individuato il Pfoa come sostanza potenzialmente cancerogena, che dovrebbe scomparire dai processi produttivi americani dal 2015. Secondo l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, invece, il Pfoa non è una sostanza pericolosa e per decretarlo richiede ulteriori indagini oltre a questa di Exter.
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