
Lo stress si combatte a tavola, vivendo colazione, pranzo, spuntini e cena come un’occasione per prendersi una pausa, riassaporare il piacere del cibo lentamente, staccare la spina ricaricandosi di energia. Facile a dirsi, ma andiamo spesso di fretta ed il pasto a volte si trasforma nell’ennesimo fattore di stress.
Con gli alimenti giusti e rallentando possiamo ricavarci un ottimo antidoto contro lo stress. Slow life e slow food è un binomio vincente per la mente. Tra i cibi antistress più indicati figurano ceci, noci e cioccolato, ideali nei periodi in cui ci sentiamo particolarmente a terra.
Un detto della Scuola medica Salernitana risalente al 1.100 d.C. recita:
Se ti mancano i medici, ti giovino queste tre medicine: mente lieta, quiete e dieta giusta.
Continua a leggere: Contro lo stress dai cibo alla tua mente

A meno di non avere tutti e cinque i sensi disattivati, vi sarete accorti, amici ed amiche di Benessereblog che, come ogni anno nei mesi pre-estivi, è iniziato il martellamento della prova costume. Dalle copertine delle riviste, in tv, dai cartelloni pubblicitari in mezzo al traffico, ci dobbiamo sorbire quest’ansia e questo countdown, con in testa l’immagine di modelle taglia 38 che fanno finta di essere a dieta e di aver perso 10 chili in 10 giorni e sono finalmente pronte a presentarsi davanti alla commissione: stanno tutti lì in spiaggia con le palette alzate ad aspettarle.
La dottoressa Martina M. Cartwright, dietista americana, docente al Department of Nutritional Sciences della University of Arizona, ci dà alcuni consigli per superare più che la prova costume, l’ansia da prova costume. Parte spiegandoci, dall’alto della sua decennale esperienza, che i complessi sulla forma fisica non sono solo un cruccio delle persone in sovrappeso. Persino gli atleti e le persone magrissime si fanno condizionare da modelli irraggiungibili. Questo perché l’immagine della bellezza e del nostro corpo che abbiamo in mente è veicolata dallo sguardo degli altri. E gli altri in questo periodo sono proprio le immagini di corpi perfetti che ci squadrano con occhio ipercritico dalle riviste.
La Cartwright ci invita piuttosto a guardarci con i nostri di occhi, trovando la nostra personale visione di bellezza, una bellezza reale, meno stereotipata e perfetta dei modelli che ci propinano. Finché non la troveremo, spiega la dietista, niente potrà renderci felici e soddisfatti del nostro corpo, nemmeno la magrezza, perché saremo sempre vulnerabili alle critiche altrui ed ai canoni mediatici. In questo periodo ci si sottopone spesso a diete drastiche, digiuni o sessioni di allenamento troppo intense che rendono stressanti e deprimenti i preparativi per le vacanze.
Continua a leggere: Come superare la prova costume aumentando di una taglia il cervello

Era il 1975 quando un a dir poco preoccupato Geoffrey Wynn-Jones, medico neozelandese, dalle pagine della rivista The Lancet metteva in guardia contro la soppressione di una normale funzione dell’organismo: l’espulsione di gas. Wynn Jones avvertiva di non reprimere i peti, ricorrendo piuttosto ad altri metodi per eliminare il gas intestinale in eccesso. A cominciare dalla prevenzione: ad esempio evitando di mangiare alcuni cibi responsabili della flatulenza. I fagioli figuravano nella lista dei cibi incriminati.
Un recente studio condotto da Donna Winham, della Arizona State University, e da Andrea Hutchins, della University of Colorado, sostiene che la cattiva reputazione dei fagioli è in gran parte infondata.
La ricerca, pubblicata sul Nutrition Journal, ha testato l’effetto dei fagioli su un campione di volontari, invitati a consumare mezza tazza di fagioli ogni giorno per tre settimane. Ogni settimana i partecipanti hanno compilato un questionario.
Continua a leggere: Flatulenza e fagioli, la relazione non è poi così pericolosa

La tassa di 3 centesimi sulle bibite gassate (lattine da 33 cl), proposta nei giorni scorsi dal Ministro della Salute Renato Balduzzi, dovrebbe servire a finanziare programmi di prevenzione e stili di vita salutari. Dalla tassa si stimano infatti ricavi per 250 milioni di euro all’anno.
Un’iniziativa sicuramente positiva per stringere in una morsa le bevande zuccherate e gassate, ma non bastano 3 centesimi su ogni lattina per disincentivarne il consumo. Piuttosto: perché non cercare di migliorare il contenuto di queste bibite? Coldiretti indubbiamente tira acqua al suo mulino, ma la sua opinione sulla tassazione delle bevande gassate è decisamente condivisibile: ci vuole più frutta.
Prendiamo le bevande al gusto di agrumi: in base ad una legge del 1961, possono essere colorate a patto di contenere il 12% di succo. Una percentuale misera. I consumatori poco attenti alle etichette si lasciano ingannare dal colore delle bevande: di un bell’arancione o verde sano. Spiega la Coldiretti:
L’aumento del succo contenuto nelle aranciate avrebbe effetti positivi per la salute con un aumento del consumo di frutta in Italia, dove un milione di persone non mangia mai frutta, secondo una analisi Coldiretti-Censis. Gli acquisti di frutta e verdura delle famiglie italiane sono stati nell’ultimo anno pari a circa 347 chili, con un calo di oltre 100 chili (-22%) rispetto a dieci anni fa.
Continua a leggere: Tassa sulle bibite gassate e zuccherate, siamo alla frutta senza la frutta

I cibi non fanno miracoli e non sostituiscono i farmaci, ma alcuni principi attivi contenuti negli alimenti possono sicuramente alleviare i sintomi di diversi disturbi e contribuire a lenire il dolore. Basti pensare agli alimenti con proprietà antinfiammatorie, ne parlava Silvia qui, o ai cibi efficaci contro il mal di testa. Ma la lista è infinitamente più lunga, di seguito i cibi adatti ad alleviare e prevenire diversi disturbi:
Continua a leggere: "Ricette" mediche, un cibo per ogni disturbo

Ne soffre una donna su tre ed un uomo su cinque. Parliamo dell’osteoporosi, l’indebolimento delle ossa. A far diventare le ossa più fragili, esponendole ad un rischio maggiore di fratture è un insieme di fattori: l’avanzare dell’età (nelle donne il rischio sale con la menopausa), una dieta povera di calcio, uno stile di vita scorretto, caratterizzato da eccessi alimentari e poco esercizio fisico, farmaci antiepilettici e medicinali a base di cortisone.
Non bisogna sottovalutare la salute delle ossa, dal momento che la fragilità ossea può causare la frattura del femore (curabile con un intervento chirurgico), del polso, dell’òmero e fratture vertebrali irreversibili: una vertebra deformata non si può più sistemare. Per prevenire l’osteoporosi bisogna limitare l’esposizione ai fattori di rischio principali: evitare di fumare, di assumere, per quanto possibile, farmaci a base di cortisone, di eccedere con i superalcolici. Inoltre bisogna fare attività fisica regolarmente ed esporsi al sole per permettere all’organismo di produrre vitamina D.
Nello specifico, gli esercizi più indicati sono quelli di resistenza: tapis roulant, jogging, bici, pesi. Per i pesi è essenziale procedere in modo graduale, senza sottoporsi a sforzi eccessivi. Fare attività fisica riduce il dolore e la rigidità ossea e rafforza il calcio nelle ossa.

Una dieta sana ed equilibrata, lo abbiamo ricordato più volte, è fondamentale nella prevenzione del cancro al seno. Anche nella fase di cura del tumore è essenziale prendersi cura di se stesse e mangiare bene. Da qui la campagna itinerante Assapora la Vita, promossa da diverse associazioni italiane che si occupano delle pazienti oncologiche, per favorire una corretta alimentazione mentre si lotta per sconfiggere il cancro al seno.
Tutto grazie alla collaborazione di Alessandro Circielli, uno tra i più apprezzati cuochi italiani che si metterà a disposizione per corsi di cucina sana. Lo chef, insieme a nutrizionisti ed oncologi, ha messo a punto un ricettario, Assapora la vita, con le ricette che aiutano a prevenire i tumori e migliorano la risposta alle terapie. Spiega Giuliana Invernici, dietista presso l’Azienda Ospedaliera Bolognini di Seriate:
Un’alimentazione adeguata alle donne in cura per tumore al seno non può che ispirarsi alla dieta mediterranea, che si conferma la scelta giusta. Nello specifico, un’alimentazione adeguata prevede un buon consumo di frutta e verdura, preferire le proteine vegetali (legumi) e il consumo del pesce a quello della carne, ridurre l’utilizzo di grassi, proteine animali, zuccheri e cereali raffinati, privilegiando invece cereali nella forma più naturale e non industrialmente raffinati, astenersi dal consumo abituale di alcol.
Trovate alcune ricette di Assapora la Vita e le tappe della campagna itinerante sul portale dedicato all’iniziativa.
Via | Comunicato Stampa
Tra le tendenze che vanno per la maggiore in fatto di dimagrimento e diete, da qualche anno spopolano le diete low carb, ovvero regime alimentari restrittivi e di poca durata, in cui non contano le quantità di ciò che si mangia (proteine senza limiti): l’importante è che l’apporto giornaliero dei nutrienti sia incentrato quasi (o senza quasi) esclusivamente sulle proteine. Da questo “pericoloso” concetto sono nate le famose dieta Tisanoreica, dieta Dukan, dieta Scarsdale ecc. ecc.
Come conseguenza a questi regimi, sono stati altrettanto numerosi gli allarmismi, le paure su possibili ripercussioni sull’organismo (presenza di proteine nelle urine, gotta, affaticamento eccessivo dei reni). Adesso l’allarme scatta addirittura da parte dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), con tanto di dati alla mano.
Con queste diete iperproteiche, l’ingestione media di proteine assunte giornalmente (le più pericolose secondo gli esperti sono quelle della carne) si aggira sui 100 grammi per gli uomini e quasi 80 per le donne, quando dovrebbero, invece, essere rispettivamente meno di 60 per l’uomo e circa 45 per la donna. Superare senza controllo medico queste indicazioni nutrizionali comporta dei seri rischi per il benessere fisico. Non dimentichiamocelo!

Riporta il Fatto Alimentare che la cattiva reputazione del pangasio in Italia è in parte ingiustificata. Il pangasio viene considerato dai più un pesce mediocre, contaminato perché allevato nelle acque non certo limpide del delta del fiume Mekong in Vietnam.
In Italia è inoltre accaduto che i filetti di pangasio venissero spacciati per filetti di cernia, pesce più pregiato. Ma tutto il pangasio che consumiamo viene dal Vietnam? E cosa dicono le analisi sui filetti? L’INRAN, l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, ha effettuato delle analisi su 25 filetti di pangasio prelevati da diversi supermercati di Roma. E le analisi scagionano il pangasio dalle accuse più pesanti, come sottolinea Elena Orban, responsabile della ricerca dell’INRAN:
Siamo di fronte a pesci allevati in grandi impianti industriali che esportano in diversi Paesi europei. Per questo motivo il prodotto risulta abbastanza standardizzato e controllato. Si tratta di filetti con un’elevata quantità di acqua, poco grasso e un sapore neutro gradito dai bambini, che in genere non amano i gusti forti. Nei campioni da noi esaminati si è evidenziata la scarsissima presenza di mercurio, Pcb e pesticidi.
A livello nutrizionale, invece, il pangasio non è uno dei pesci migliori. Gli acidi grassi saturi rilevati nei campioni esaminati, ad esempio, erano presenti in una percentuale alta, circa il 40-45%, un valore che negli altri pesci di allevamento si dimezza.
Via | Il Fatto Alimentare
Foto | Flickr

Capita di avere ancora fame persino dopo un pasto abbondante. Per capire da cosa può dipendere dobbiamo partire dai processi che regolano il senso di sazietà. I messaggi tra lo stomaco ed il cervello purtroppo non sono istantanei come un sms. Lo stomaco ha bisogno di 10-45 minuti per liberare l’ormone colecistochinina, che segnala al cervello che siamo sazi. Come potete notare tra 10 e 45 minuti c’è una bella differenza. Per alcuni di noi il senso di sazietà arriva prima, per altri occorre più tempo. Ecco perché è fondamentale capire i nostri ritmi e mangiare lentamente per evitare di sentirci affamati appena dopo pranzo.
Un altro fattore determinante per il senso di sazietà è legato alla soddisfazione del pasto. A livello mentale, più gustiamo ed assaporiamo un cibo, più ci sentiamo gratificati e sazi. Ecco perché i comfort foods ci fanno sentire bene già dopo pochi morsi: stimolano i sensi, olfatto, gusto e vista, e ci fanno ottenere quella ricompensa tanto agognata dal cervello. Non possiamo consumare cibi spazzatura, perché non sono sani e ci fanno ingrassare. Quello che possiamo fare, però, è cercare di aggiungere sapore ai nostri cibi, riassaporando il piacere di mangiare, di preparare pietanze sane e gustose, usando le spezie e variando il menu. Piatti bianchi e tristi, per intenderci, non ci faranno certo sentire sazi più in fretta. Qui trovate alcuni consigli per mangiare sano con gusto.
Per sentirci sazi più in fretta, possiamo anche optare per cibi a bassa densità calorica, come le verdure, che riempiono letteralmente lo stomaco facendoci sentire pieni, senza però apportare troppe calorie. In alcuni casi non ci sente sazi, malgrado si mangi lentamente, a causa della resistenza dell’organismo alla leptina, un ormone che regola il senso di sazietà e che influisce sui processi digestivi. In questo caso è bene consultare il medico.
Via | Live Strong
Foto | Flickr