
Qualche giorno fa parlavamo dello studio dell’Università di Napoli secondo cui il potassio protegge il cuore e previene l’insorgere di malattie cardiovascolari. Come ben sappiamo, il potassio è un elemento fondamentale anche per la salute della muscolatura, perché protegge dai crampi. Ma in quali alimenti si trova il potassio?
Come tutti sappiamo, le banane sono la fonte di potassio più semplice da reperire, e per variare si può mangiare anche l’uva, anch’essa contiene una buona quantità di potassio. Tra i frutti tropicali, troviamo un’ampia scelta di alimenti ricchi di potassio: avocado, quinoa e bacche di goji sono tra i frutti consigliati agli sportivi, perché nutrienti ed energizzanti.
Tra i tuberi, il potassio si trova nella patata, e tra gli ortaggi nella zucca, uno tra i dieci cibi salutari che mangiamo troppo poco. Per conoscere tutti gli altri alimenti ricchi di potassio diversi da frutta e verdura, leggete qui le preziose note di fritha.
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Siamo spesso invitati a consumare più frutta e verdure, ad inserire almeno cinque porzioni al giorno di vegetali nella nostra dieta, ma dobbiamo sapere che come le erbe medicinali che vanno assunte con attenzione per i loro effetti collaterali, anche le verdure possono essere addirittura tossiche o avere effetti secondari non sempre piacevoli. Vediamo quali.
Cominciamo con gli spinaci, che non hanno colpe in sé ma che come molti altri vegetali a foglia verde possono uò avere alte quantità di nitrati assorbiti da terreni trattati con fertilizzanti chimici. Gli effetti sul corpo possono essere cancerogeni perché nello stomaco si trasformano in nitriti e poi in nitrosamine. Per fortuna questi effetti sono contrastati dagli antiossidanti e dalle vitamine contenuti in queste verdure.
Le patate vanno conservate al riparo da luce e umidità per evitare che sviluppino glicoalcaloidi – la solanina – che possono provocare vomito e diarrea. Non mangiatele se assumono un colore verdastro. Piccole quantità sono presenti anche in pomodori, peperoni, melanzane, ma non incidono in maniera evidente sul nostro corpo.
Vi ricordate la bizzarra proposta di imporre una tassa sulle bibite per scoraggiarne il consumo e ridurre l’incidenza dell’obesità? Qualcuno ci ha creduto e ha preparato addirittura una stima: alcuni ricercatori americani hanno pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine i dati del proprio studio suggerendo che una tassazione del 18% su pizza e bibite condurrebbe ad una riduzione di due chili in media in un anno.
Le conseguenze potrebbero essere ancora più importanti: la diminuzione del peso medio potrebbe ridurre anche molte delle malattie correlate all’obesità, a cominciare dal diabete. Alcuni paesi, come California e Philadelphia, hanno già dato avvio a iter legislativi per imporre una tassazione su certi alimenti correlati all’obesità ma le polemiche non si faranno attendere.
I produttori andranno su tutte le furie e c’è chi sostiene che non è con la tassazione che si risolverà l’obesità. Non si può dargli tutti i torti, ma è assai più semplice intervenire centralmente con una tassa che rimpingua le casse dello Stato che non investire in una seria e metodica campagna di informazione alimentare, sempre troppo carente.
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Un’alimentazione ricca di potassio è una buona alleata naturale per difendere il cuore da malattie coronariche e da ictus. Banane e patate, per la loro concentrazione di potassio, sono tra gli alimenti che meglio proteggono il cuore.
A mettere in relazione la percentuale di potassio contenuta negli alimenti e le malattie del cuore, uno studio dell’Università di Napoli, presentato al San Francisco durante l’incontro dell’American Heart Association. La ricerca ha analizzato per 14 anni i dati provenienti da 10 studi di settore, ottenuti su 280.000 casi di adulti, seguiti dai 5 ai 12 anni.
Analizzando quasi 5.500 casi di infarto e 3.100 casi di malattie coronariche, i ricercatori hanno visto come il potassio fosse in grado di ridurre le 19% il rischio di ictus e dell’8% l’insorgere di coronopatie. Al buon cuore di ognuno, allora, la scelta di mangiare una banana al giorno.
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Il buon funzionamento intestinale è necessario che sia garantito per il nostro benessere quotidiano e non è piacevole sentirsi lo stomaco gonfio e disagiato giorno dopo giorno. Bastano pochi accorgimenti quotidiani per risolvere il problema senza ricorrere a farmaci e rimedi eccessivi che sperano di rimuoverlo in un sol colpo. Riabituare l’intestino a funzionare regolarmente dev’essere un’operazione dolce e basata sulle buone abitudini da riscoprire.
Cominciate con il bere più acqua durante tutto l’arco della giornata e iniziando la mattina proprio con un bicchiere pieno a digiuno. A colazione scegliete una spremuta d’arancia o un succo di frutta – meglio se naturale e non industriale – con del pane integrale o dei cereali.
Limitate il consumo di sale durante i pasti e aggiungete più fibre alla vostra alimentazione. Le fonti di fibre sono moltissime, dai legumi ai cereali integrali, alla frutta e verdura, solo per citare gli alimenti che ne sono più ricchi. Tonificate i muscoli addominali con qualche esercizio che aiuterà a mantenere lo stomaco attivo sotto tutti i punti di vista, dalla tavola allo sport.
Seguite questo piano di azione per venti giorni e i risultati saranno già molto evidenti. Se poi riuscite a trasformare questi accorgimenti in abitudini quotidiane, meglio per voi. In fondo non si tratta di nulla di difficile né fuori dalla portata di chiunque. Ma si sa, le cattive abitudini sono dure da cambiare.
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Dove conservate di solito le vitamine? Mi sa che dovrete cambiare armadietto, perché il bagno e la cucina sono i luoghi peggiori per conservare le vitamine, a causa degli sbalzi di temperatura e dell’umidità che si crea nelle due stanze, fattori che influiscono negativamente sulle virtù e sulla vita delle vitamine.
Anche se le vitamine sono sigillate nella loro bottiglietta, risentono dell’umidità della stanza ogni volta che si apre la confezione, soprattutto per quanto riguarda la vitamina C, il cui potenziale risente moltissimo degli sbalzi di temperatura e dell’umidità.
Se la vitamina C viene conservata a lungo, i primi segni visibili del deterioramento della stessa sono delle piccolissime macchie scure sulla pillola, ma occorre far attenzione anche al contorno della bottiglietta o ad una eventuale presenza di muffa.
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Come tagliare le calorie? Ognuno ha i suoi trucchi, dal fare la spesa solo a stomaco pieno al far sparire dagli stipetti di casa tutti gli alimenti che potrebbero trarre in tentazione; dal bere molto prima dei pasti al mangiare la frutta e la verdura come prima portata per riempire lo stomaco e indurre sazietà. E ce ne sarebbero ancora tanti altri, tra i quali naturalmente fare molto sport. Ma in definitiva per tagliare le calorie basterebbe affannarsi molto meno e semplicemente mangiare più lentamente.
Il motivo è presto detto: masticando meglio e prendendosi più tempo per godersi il pasto il senso di sazietà e soddisfazione avrà il tempo di arrivare mentre ancora state mangiando in modo che non vi alziate dalla tavola convinti di avere ancora fame in attesa che la digestione si avvii e vi regali la sensazione di pancia piena e satolla.
Ma c’è di più: in un recente studio i ricercatori hanno verificato che gli ormoni responsabili del senso di sazietà agiscono meglio se agiscono lentamente. Il risultato in termini numerici è abbastanza confortante: il 10% di calorie in meno solo mangiando più lentamente e senza rinunciare a nulla di quanto mettete normalmente sulla tavola. Varrà bene il sacrificio di concedersi mezz’oretta in più per il pranzo, no?
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Ormai sappiamo che basta un po’ di esercizio fisico per spezzare la spirale delle diete yoyo ma non sempre è facile mantenere il peso forma dopo averlo faticosamente riconquistato. Un occhio alla bilancia e uno alle calorie non sempre bastano perché qualche peccatuccio scappa sempre al nostro controllo più rigoroso.
In fondo se la dieta dimagrante è finita perché abbiamo raggiunto i nostri risultati perché continuare a privarsene? E qui cominciano i dolori: sgarra oggi e sgarra domani e tutti i chili persi tornano dov’erano.
Basta una formula per calcolare le calorie quotidiane da suddividere tra i vari pasti in modo da darsi una disciplina e una norma generale senza dover rinunciare a tutto ma controbilanciando i pasti in modo da togliersi uno sfizio ma non cadere nella trappola delle tentazioni.
Moltiplicate il vostro peso per 31 se svolgete una vita sedentaria, per 38 se siete moderatamente attivi, per 41 se praticate uno sport: otterrete il numero di calorie medie che dovreste assumere durante il giorno per mantenere il peso iniziale. Se non vi fidate dell’approssimazione, potete calcolare il vostro fabbisogno compilando il modulo online.
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Doversi mettere a dieta non è mai piacevole, e se la dieta la si segue da soli bisogna far appello a tutta la propria forza di volontà per seguirla correttamente, giorno dopo giorno. Non potrà sostituire un commensale, ma di certo è la miglior amica che si possa avere in caso di dieta: è il Fucus, o Alga Bruna, un antifame naturale.
Questa alga è importantissima per chi è a dieta, perché svolge un triplice effetto positivo e contrasta la stanchezza cronica che spesso chi è a dieta avverte. Il Fucus svolge provoca un effetto antifame meccanico: causa delle dilatazione dei talli del fucus, non assimilabili dallo stomaco, genera quel senso di sazietà necessario alla dieta.
Ricchissima di oligoelementi e di vitamine, compensa le mancanze imposte dalla dieta, nutrendo l’organismo con gli elementi essenziali di cui ha bisogno, mentre lo iodio ha un’azione benefica sulla tiroide, che viene stimolata e lavora sul metabolismo dei lipidi. Questa alga dall mille virtù, infine, è ricca di fibra vegetale, elemento che favorisce il transito intestinale, spesso difficoltoso durante le diete dimagranti.
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Le diete yoyo sono uno dei nostri peggiori incubi e anche il nostro fallimento a tavola più evidente: cominciamo con entusiasmo e finiamo per recuperare i chili persi e acquistarne anche qualcuno in più. Sappiamo anche che il problema è più profondo perché questa continua alternanza tra perdita e accumulo di peso significa anche un’alterazione metabolico che può portare a problemi peggiori di quelli puramente estetici. Eppure potrebbe bastare poco per uscire dalla spirale negativa: solo un po’ d’esercizio.
È stato dimostrato attraverso uno studio che ha monitorato dei soggetti a dieta che un regolare e moderato esercizio fisico garantiva risultati migliori e li garantiva nel tempo, scongiurando quindi il pericolo di riacquistare peso se quel peso era stato perso grazie ad una dieta coniugata a sport. Che novità, direte voi, lo sappiamo da sempre. Eppure le diete yoyo continuano a falcidiarci: perché?
Non è la dieta a garantire il successo, ma il movimento perché il metabolismo si mantiene attivo e reattivo quando costringiamo il corpo a bruciare regolarmente un surplus di calorie e il metabolismo in forma aiuta la dieta assai più di un taglio drastico di calorie ingerite, su cui possiamo intervenire meglio ritoccandone la qualità anziché la quantità.
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