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Smartphone a letto, 3 italiani su 4 non riescono a separarsi dal telefonino

Smartphone a letto, 3 italiani su 4 non riescono a separarsi dal telefonino

La luce blu che gli schermi di Tv, smartphone, e-reader, tablet, computer emanano può causare problemi non indifferenti alla salute, soprattutto per quello che riguarda il riposo notturno. Studi scientifici hanno dimostrato che la pessima abitudine di tenere accesi gli schermi durante le ore notturne può inibire la produzione della melatonina, l’ormone che aiuta a dormire sonni tranquilli. Secondo un recente sondaggio pare che 3 italiani su 4 non siano in grado di dire no allo smartphone a letto, ance se sono consapevoli dei rischi che corrono.

La survey è stata condotta da Emma – The Sleep Company, azienda che produce sistemi per il sonno, che ha voluto indagare i comportamenti degli italiani quando si tratta di utilizzare device elettronici prima di addormentarsi. Il 69% degli italiani sa quali sono gli effetti di tali comportamenti sul sonno, ma meno del 9% è disposto a rinunciare a guardare le ultime notifiche di Facebook, le più recenti foto pubblicate su Instagram, i messaggini arrivati su Whatsapp sotto le coperte.

Il 96% degli italiani ammette di avere un riposo notturno disturbato almeno una o due volte al mese. Il 28%, invece, raramente trascorre nottate che possono considerarsi rigeneranti.

La luce blu di tablet e telefonini non fa male al sonno?

Smartphone a letto, quali sono i possibili rischi?

Gli italiani sono consapevoli di quello a cui vanno incontro, anche se non rinunciano a guardare schermi sotto le lenzuola. Il 57% sa che i device possono provocare difficoltà di addormentamento mentre il 31% conosce un altro disturbo, quello che rende difficile avere un sonno piacevole di notte. Solo il 4% è a conoscenza del fatto che gli smartphone utilizzati fino a tarda notte possono causare un risveglio davvero difficoltoso.

Non stupisce il fatto che 8 italiani su 10, il 79%, sanno che esistono dei filtri per proteggere gli occhi e contenere i danni potenziali provocati dalla luce blu. Anche se il 53% non ha alcuna intenzione di usarlo.

Foto di StockSnap da Pixabay

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