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La risonanza magnetica comporta effetti collaterali?

La risonanza magnetica è un esame diagnostico del tutto sicuro, che non comporta grossi effetti collaterali. Si basa sull'utilizzo di campi magnetici prodotti da un grosso magnete, quindi non ha radiazioni che colpiscono il corpo del paziente. Solo il mezzo di contrasto, iniettato prima di sdraiarsi nel macchinario, potrebbe causare reazioni allergiche, che svaniscono in breve tempo. Non si hanno danni a lungo termine dopo aver eseguito un esame di risonanza magnetica.

La risonanza magnetica comporta effetti collaterali?

La risonanza magnetica o RM è una tecnica diagnostica che permette di avere tramite campi magnetici, prodotti da un grande magnete, immagini dettagliate del corpo umano. Il paziente non viene esposto a radiazioni ionizzanti come avviene nella TC o tomografia computerizzata. Fornisce un’immagine tridimensionale delle parti interne del corpo e serve per diagnosticare molte malattie. La risonanza magnetica ha effetti collaterali che dovremmo conoscere?

Cosa può succedere dopo una risonanza magnetica?

La risonanza magnetica è un esame del tutto sicuro per i pazienti. Gli effetti collaterali potrebbero riguardare però i mezzi di contrasto, solitamente a base di gadolinio, che vengono usati per poter ottenere risultati migliori. L’esecuzione non è dolorosa, a parte la puntura richiesta per introdurre il mezzo di contrasto nella vena del braccio.

Durante l’esame potremmo provare fastidio per il rumore della macchina e per il senso di claustrofobia. Si possono anche notare un senso di riscaldamento in varie parti del corpo e contrazione involontaria o sensazione di pulsazione di alcuni muscoli. Se questi sintomi diventano insopportabili, meglio chiedere aiuto all’operatore.

Rispettando le indicazioni degli operatori sanitari, l’unico possibile rischio, come sottolineato in precedenza, è causato da possibili reazioni allergiche alla sostanza usata come mezzo di contrasto. Possiamo notare prurito, nausea, vomito. A lungo termine la risonanza magnetica non provoca danni. Dopo l’esame, tra l’altro, non bisogna nemmeno rimanere nella struttura sanitaria per il periodo di osservazione. Ci si può rivestire e tornare subito a casa.

Quante radiazioni si prendono con la risonanza magnetica?

La risonanza magnetica è un esame del tutto innocuo. Non utilizza raggi X, ma campi magnetici. Come abbiamo già sottolineato in precedenza, la risonanza magnetica, come suggerisce il nome stesso, funziona attraverso campi magnetici che sono prodotti da un grande magnete. Non ci sono radiazioni pericolose per i pazienti che si sottopongono a questo esame diagnostico, che possiamo affrontare in tutta sicurezza.

risonanza magnetica

Chi non può fare la risonanza magnetica?

La risonanza magnetica è sconsigliata a chi ha un pace maker o un defibrillatore interno che non sono compatibili con questo tipo di esame. Il magnete dello strumento diagnostico, infatti, andrebbe a interferire con il funzionamento di questi sistemi, bloccandoli. I pace maker più recenti sono però compatibili e continuano a funzionare anche se il paziente è sottoposto a risonanza magnetica.

Inoltre, in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, sarebbe meglio non sottoporre le donne a risonanza magnetica, a meno che il medico non ritenga che sia assolutamente indispensabile. Non è certo che il feto possa avere dei danni, ma è bene appellarsi al principio di precauzione per proteggerlo dai possibili rischi derivanti dall’esposizione a campi magnetici e onde di radiofrequenza usati.

Anche i portatori di neurostimolatori e clip intracraniche per aneurisma non devono sottoporsi a risonanza. L’esame è controindicato, inoltre, a chi ha nel corpo altre strutture metalliche. Sarebbe opportuno in fase di esame segnalare ogni tipo di operazione eseguita in passato. Di solito, la risonanza magnetica chiusa non è consigliata a chi soffre di claustrofobia: per fortuna esistono strutture sanitarie che offrono macchinari aperti.

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