Come il Covid-19 (non) ci ha resi delle persone migliori

Come il Covid-19 (non) ci ha resi delle persone migliori

La pandemia da Covid-19 doveva renderci delle persone migliori, ma probabilmente le cose non sono andate come sperato: ecco perché

Negazionismo, complottismo, derisione delle sofferenze altrui: il Covid-19 non ha di certo fatto uscire il lato migliore della razza umana. Sin dal mese di Marzo stiamo tutti vivendo una situazione stressante, sia a livello fisico che a livello mentale. Da mesi un nuovo virus, il Coronavirus, è prepotentemente entrato a far parte delle nostre vite. E sebbene tutti noi vorremmo dimenticarci della sua esistenza, riuscire a farlo è impossibile, almeno fin quando non verrà creato un vaccino, e fin quando le persone non inizieranno a rispettare le regole fornite dal Governo e dall’Oms.

Sembra ieri che gli italiani cantavano dai balconi e applaudivano il coraggio di commercianti, medici e infermieri, che nonostante la pandemia lavoravano in prima linea per fornire a noi ciò di cui avevamo bisogno. Continuano a farlo anche oggi, ma la prospettiva, dopo un’estate in cui gli italiani hanno fatto viaggi in giro per il mondo e feste in discoteca, sembra essere totalmente cambiata.

Oggi abbiamo avuto modo di vedere più da vicino questo famoso Coronavirus. Molti lo hanno sperimentato sulla propria pelle, magari in maniera del tutto asintomatica, ed hanno quindi stabilito che “no, il Coronavirus non è affatto pericoloso”. Si tratta di una montatura sapientemente orchestrata dallo Stato, anzi, da tutti i Governi del mondo, che vogliono costringerci a rimanere in casa, a stare a distanza dalle persone e a indossare la mascherina. Il tutto per una banale influenza!

Inutile spiegare che per mille persone asintomatiche ve ne sono molte che purtroppo i sintomi li sperimentano in maniera anche molto aggressiva. Tante finiscono in ospedale (alcune anche in terapia intensiva). A chi ribatte dicendo che si tratta di persone con malattie pregresse, da mesi si cerca di far comprendere che chi, ad esempio, soffre di Lupus da 10 anni, potrebbe vivere una vita serena (pur continuando a curarsi quotidianamente), e avrebbe anche una prospettiva di vita molto lunga!

Davvero il Covid-19 ci ha resi migliori?

Uno dei comportamenti più irresponsabili emerso negli ultimi mesi è quello messo in atto da coloro che, sia sui social che nella vita reale, deridono gli sforzi dei medici, li attaccano, negano il loro lavoro e il loro impegno, accusano i dottori di essere dei terroristi.

Si spingono fino ai più vicini ospedali per dimostrare che non esiste proprio nessuna emergenza. Nel frattempo, con l’intasarsi delle terapie intensive, una persona che ha urgente bisogno di cure mediche rischia di non essere curato in tempo.

Il problema della pandemia va ben oltre il Covid-19, ma questo molte persone sembrano non volerlo comprendere. Il perché di questa mancanza di accettazione di un problema reale e di portata mondiale potrebbe nascondersi nella paura. Accettare che ci troviamo nel bel mezzo di una situazione che non possiamo controllare scatena i nostri timori più profondi. E ciò porta alcune persone a cercare spiegazioni che la mente può accettare (“il Governo mente, e io non corro in realtà nessun rischio”).

Sembra ieri quando pensavamo che il Covid ci avrebbe resi delle persone migliori, ma purtroppo – allo stato attuale – dobbiamo ammettere che non è ancora successo.

Foto di Andrea Toxiri da Pixabay

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