Covid-19, negazionista pentito ammette: “Le mie parole hanno fatto danni”

Covid-19, negazionista pentito ammette: “Le mie parole hanno fatto danni”

Covid-19, le parole del negazionista pentito: dopo il contagio e il ricovero ammette che le sue parole hanno fatto molti danni

La pandemia da Covid-19 ha fatto emergere “nuove” parole durante l’ultimo anno. Fra queste vi è il termine “negazionista”, che indica coloro che, di fronte alla realtà, preferiscono raccontare una verità propria, preferiscono credere che la pandemia sia frutto di un’invenzione orchestrata per assoggettare i popoli di tutto il mondo. Cospirazionismo, complottismo, negazionismo: queste parole sono sempre esistite, ma oggi, nel 2021, hanno un significato molto diverso rispetto al passato.

Proprio nei giorni scorsi, un cosiddetto “negazionista pentito”, un uomo di 54 anni, ha purtroppo sperimentato sulla sua pelle la potenza devastante del Covid-19. Non credeva che la malattia fosse davvero così pericolosa. Non pensava che le mascherine fossero davvero necessarie. Rifiutava l’idea che la pandemia fosse tanto grave, ed oggi purtroppo sta sperimentando in prima persona il pericolo che il Covid rappresenta.

Lo avrebbe ammesso – come rivela La Stampa – lo stesso Daniele Egidi, l’ex negazionista convinto, un tecnico informatico che lavora in tribunale, e che ha raccontato che le sue parole, insieme a quelle di tante altre persone come lui, hanno creato molti danni. Oggi, a causa del Covid, ha una polmonite bilaterale. L’uomo è stato ricoverato in ospedale con un’ossigenazione all’86% lo scorso 30 Dicembre. Nei giorni scorsi il paziente è stato trasferito nel reparto di Pneumologia.

Le parole del negazionista pentito

negazionista covid

Durante un’intervista rilasciata negli ultimi giorni, Daniele ha spiegato:

Non avevo capito, rifiutavo inconsciamente l’idea che la pandemia fosse grave, minimizzavo culturalmente l’emergenza sanitaria. Qui, mi sono reso conto di esser stato per circa un anno fuori dalla realtà. Forse è brutto dirlo ma bisogna passarci. Ora vedo che le corsie stracolme sono vere, che medici e altro personale fanno l’impossibile per salvare le vite delle persone, e io che pensavo a una messinscena del potere. Le parole negazioniste, comprese le mie, hanno fatto danni, hanno messo a rischio la vita delle persone, e non me rendevo conto.

L’uomo ha ammesso di essere rimasto “affascinato” da quei siti e gruppi negazionisti che sembravano avere una risposta per tutto. Oggi però un mondo che non avrebbe mai immaginato si è spalancato di fronte ai suoi occhi.

Non sempre va messo in discussione quello che ci capita, bisogna fidarci e affidarsi agli altri. Io non mettevo la mascherina fuori dal lavoro, la ritenevo inutile. Sbagliavo, e oggi pago sulla mia pelle quell’essere stato cieco.

via | La Stampa

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