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Cos’è la Pitiriasi rosea: sintomi e cure della malattia infiammatoria

Cos’è la Pitiriasi rosea: sintomi e cure della malattia infiammatoria

Fonte immagine: Foto di Mustafa shehadeh da Pixabay

La pitiriasi rosea è una malattia infiammatoria nota anche con il nome di Pitiriasi Rosea di Gibert, dal nome del dermatologo che per primo la descrisse nel 1860, ovvero il dottor Camille-Melchior Gibert. La malattia potrebbe essere provocata da un’infezione virale, e colpisce la pelle del paziente, causando la comparsa di un’eruzione cutanea.

A differenza di altre malattie esantematiche, non è considerata contagiosa, ma le cause scatenanti non sono ancora del tutto chiare.

Vediamo nel dettaglio quali sono i sintomi da riconoscere e come affrontare e curare la pitiriasi rosea in modo efficace.

Chi colpisce?

La pitiriasi rosea può colpire persone di ogni età, ma si manifesta con una maggiore frequenza nei soggetti di età compresa fra i 10 e i 30/35 anni. Nonostante ciò, anche le persone anziane possono manifestarne i sintomi, senza alcuna distinzione di sesso. Si presenta comunque molto raramente nelle persone che hanno più di 60 anni.

Casi di pitiriasi rosea si registrano più spesso durante la stagione primaverile e durante l’autunno. La malattia non è contagiosa. Solo in rarissimi casi più membri della stessa famiglia si sono ammalati contemporaneamente di questa condizione.

Pitiriasi rosea: sintomi

I sintomi della pitiriasi rosea di Gibert più comuni consistono in:

  • Eruzione cutanea dall’aspetto caratteristico, con la comparsa di una macchia ovale squamosa e di grandi dimensioni seguita poi dalla successiva comparsa di macchie più piccole su tutto il corpo
  • Prurito, che solo di rado può essere molto intenso, soprattutto nei bambini con la pelle molto sensibile e nei pazienti che soffrono anche di dermatite atopica.

Qual è il segno caratteristico della pitiriasi rosea di Gibert?

Si considera un segno caratteristico la prima chiazza, che si forma generalmente sul tronco o sulla parte superiore del corpo del paziente. La macchia in questione, detta anche “chiazza madre” o “medaglione di Gibert“, è squamosa ed ha una grandezza che va dai 2 ai 10 centimetri. Spesso tale chiazza viene scambiata per un sintomo di tigna (tinea corporis) o per un eczema.

Dopo circa 1 o 2 settimane dalla sua comparsa, inizieranno a diffondersi delle papule e delle placche più piccole (dette “macchie figlie”), di circa 2 centimetri di grandezza e dal colore marrone o rosa. Nelle persone con la pelle scura le macchie possono assumere invece un colore grigiastro, marrone scuro o nero.

Le macchie si diffonderanno soprattutto sulle braccia, sul petto, sulle gambe, sul collo, sul cuoio capelluto e sul tronco. Carattere distintivo delle cosiddette “macchie figlie” è la posizione che assumeranno sulla pelle. Esse si disporranno infatti a raggiera, come i rami di un albero di natale.

Poco prima che si manifestino i sintomi caratteristici, alcuni pazienti tendono ad avvertire anche la altri disturbi apparentemente generici, come:

  • Malessere generale
  • Stanchezza
  • Mal di testa
  • Perdita dell’appetito
  • Febbre
  • Dolori articolari.

Sembra che lo svolgimento di attività fisica possa peggiorare i sintomi, o provocarne la ricomparsa dopo un’iniziale e apparente remissione.

Sintomi rari della pitiriasi rosea

Talvolta l’eruzione cutanea tipica di questa malattia potrebbe manifestarsi in posizioni insolite, come ad esempio sulla pelle del viso. Solo in una percentuale relativamente piccola di casi, la pitiriasi rosea può dunque presentarsi con dei sintomi atipici, che possono rendere più difficoltosa l’identificazione della patologia da parte del dermatologo.

Fra i sintomi non comuni di questa condizione vi sono:

  • Assenza della chiazza madre
  • Comparsa delle chiazze figlie in zone differenti del corpo rispetto alla manifestazione più tipica. Le chiazze potrebbero localizzarsi ad esempio nelle pieghe dei gomiti e nella parte interna delle ginocchia
  • Comparsa di grandi chiazze sul cuoio capelluto, sulla zona genitale e dentro la bocca
  • Prurito molto intenso
  • Comparsa di croste e di vescicole.

Perché viene la pitiriasi? Le possibili cause

Come si contrae la pitiriasi rosea? Si ritiene che la malattia possa essere provocata da un’infezione virale. Ricerche e studi hanno individuato in alcuni ceppi del virus dell’herpes i possibili responsabili.

Potrebbe dunque trattarsi di una recidiva dell’infezione. In particolar modo, sembra che ad essere coinvolti siano l’herpesvirus umani 6, 7, e 8, quest’ultimo è anche noto con il nome di Herpesvirus associato al sarcoma di Kaposi.

Rischi e complicazioni

Pitiriasi rosea
Fonte: Foto di Philip Walker da Pixabay

La pitiriasi rosea si rivela particolarmente pericolosa se contratta dalle donne in gravidanza. Se il contagio dovesse avvenire intorno alle prime 15 settimane di gestazione, il rischio potrebbe essere quello di parto prematuro o persino di morte fetale.

In caso di contagio, le donne incinte saranno trattate con una terapia antivirale a base di acyclovir. Va tuttavia sottolineato che la terapia antivirale non sembra sia sufficiente per eliminare il rischio di eventuali complicanze ostetriche.

Se sei incinta e manifesti i sintomi della malattia, parlane immediatamente con il tuo ginecologo.

Diagnosi

La diagnosi di pitiriasi rosea viene eseguita mediante la semplice osservazione delle lesioni e delle macchie presenti sulla pelle del paziente.

Abbiamo visto però che in alcuni casi la condizione può manifestarsi in maniera atipica. In tal caso, il dermatologo porrà delle domande specifiche al paziente in merito alla sintomatologia, e potrebbe richiedere degli esami più approfonditi, in modo da individuare l’esatta causa dei sintomi ed escludere altre possibili malattie con sintomi simili.

Come si cura la pitiriasi rosea?

In presenza di questa malattia, generalmente non è necessario alcun trattamento specifico. La pitiriasi rosea tende infatti a guarire e a sparire nell’arco di 5/10 settimane, e solo di rado si verificano delle recidive.

Per alleviare i sintomi (come ad esempio il prurito), il medico potrebbe prescrivere l’applicazione di  farmaci corticosteroidi ad azione topica o l’assunzione di antistaminici. Per ridurre il prurito sono consigliati anche rimedi come talco mentolato e saponi emollienti. Sarà inoltre importante evitare di grattare la parte, per non compromettere l’integrità della pelle aumentando il rischio di sviluppare delle infezioni.

L’esposizione alla luce solare (sia naturale che artificiale) sembra essere in grado di accelerare il processo di guarigione.

Pitiriasi rosea: rimedi naturali

Fonte: Foto di chezbeate da Pixabay

Per alleviare il prurito, il dermatologo potrebbe consigliarti di sottoporti a dei bagni di farina d’avena. In farmacia potresti trovare numerosi prodotti a base di farina d’avena ideali per attenuare i sintomi.

Evita inoltre di fare docce troppo calde o bollenti. In queste settimane, bisognerà evitare anche di svolgere attività fisiche e sportive, poiché potresti aggravare i sintomi e il prurito.

Prognosi

Quanto dura la pitiriasi rosea di Gibert? E qual è la prognosi per chi presenta i sintomi di questa malattia? Generalmente la manifestazione cutanea tende a regredire e quindi a sparire nell’arco di 5 settimane. Solo in casi molto rari i sintomi si protraggono per dei mesi. La malattia tende a guarire spontaneamente, e non lascia cicatrici sulla pelle. Solo di rado può ripresentarsi, e quando ciò accade, la condizione si ripresenta dopo molti anni e con sintomi molto più lievi.

Cosa devi sapere sulla Pitiriasi Rosea di Gibert

La pitiriasi rosea è una malattia comune della pelle che colpisce generalmente persone di età compresa fra i 10 e i 35 anni. Si tratta di un’eruzione cutanea i cui sintomi possono durare da diverse settimane a diversi mesi. La malattia tende a svilupparsi più frequentemente durante la primavera e in autunno, e potrebbe essere provocata da alcuni tipi di herpes virus, ovvero l’herpesvirus umani 6, 7, e 8.

Questa condizione provoca la comparsa di una chiazza di grandi dimensioni, localizzata generalmente sul petto o sugli arti superiori. Questa chiazza è definita “chiazza madre”. Dopo una o due settimane faranno la loro comparsa anche delle chiazze di dimensioni più piccole (dette chiazze figlie) che si diffonderanno sulle altre parti del corpo.

La malattia può causare anche malessere generale e, nei casi più gravi, intenso prurito. La pitiriasi rosea tende a guarire spontaneamente nell’arco di poche settimane o – in alcuni casi – anche dopo alcuni mesi. Il trattamento è volto ad alleviare i sintomi più fastidiosi della malattia, come il prurito, e consiste nell’applicazione di corticosteroidi ad azione topica o nell’assunzione di farmaci antistaminici. È anche possibile optare per dei rimedi naturali (come docce tiepide e bagni con farina d’avena) per alleviare il fastidio provocato dalla malattia.

Dopo la guarigione, sulla pelle non rimarranno né cicatrici né lesioni.

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