Benessereblog Salute Pellicce per bambini, l’allarme LAV: contengono sostanze tossiche

Pellicce per bambini, l’allarme LAV: contengono sostanze tossiche

Pellicce per bambini, l’allarme LAV: contengono sostanze tossiche

Si chiamano formaldeide, PCP, nonilfenolo etossilato, alluminio e cromo e sono tutte sostanze tossiche e possibili cancerogeni contenuti nelle pellicce per bambini. A denunciarle la loro presenza negli inserti di vero pelo utilizzati per confezionare alcuni capi d’abbigliamento per l’infanzia è la LAV (la Lega Antivivisezione), che lancia un appello al Ministero della Salute perché, in una situazione in cui non esiste ancora una normativa specifica sulle tolleranze di residui tossici nei prodotti in pelliccia animale, i capi segnalati siano ritirati dal mercato.

Test commissionati al laboratorio di analisi chimiche Buzzi di Prato dalla stessa Lav hanno rilevato la presenza di queste molecole tossiche non in prodotti di seconda scelta, ma in 6 capi d’abbigliamento di 5 grandi marche che sono fra i leader in materia di abbigliamento per bambini – Il Gufo, Miss Blumarine, Fix Design, Gucci e Brums – in vendita a Milano, Monza, Roma e su Internet. I valori rilevati dalle analisi sono superiori ai limiti delle concentrazioni delle sostanze chimiche pericolose che secondo la legislazione europea sono tollerabili negli articoli in pelle e pelliccia e nei più diffusi standard industriali privati. Ecco, nel dettaglio, i risultati delle analisi e le caratteristiche delle molecole di cui è stata rilevata la presenza.

Formaldeide

formaldeide

E’ un potente battericida dall’azione potenzialmente cancerogena che se inalato a concentrazioni pericolose può irritare le mucose e gli occhi. Non solo, la formaldeide è considerata un allergene di contatto che scatena più di 20 sintomi variabili da irritazione agli occhi, diarrea e bronchite a disturbi più gravi come depressione, perdita di memoria e cancro.

E’ presente a livelli 5 volte superiori ai limiti massimi di sicurezza stabiliti dagli standard industriali Oeko-Tex® (16mg/kg) e 10 volte superiori a quelli imposti dalla Direttiva “Giocattoli” 2009/48/CE (30mg/kg nelle componenti tessili dei giocattoli destinati ai bambini di età inferiore ai 3 anni) nel campione delle marche Il Gufo, Miss Blumarine, Fix Design (giacca) e Brums, nonostante già nel 2009 e nel 2010 siano state diramate delle allerte RAPEX (il sistema europeo di allerta per la tutela dei consumatori) per alcuni capi d’abbigliamento per bambini contenenti dai 44,9 mg/kg ai 630 mg/kg di formaldeide.

Pentaclorofenolo (PCP)

pentaclorofenolo

E’ un insetticida e fungicida vietato nell’UE dal 1989 perché tossico per il Dna. Classificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come possibile cancerogeno per l’uomo, è al terzo posto nella lista delle sostanze chimiche più pericolose al mondo. Viene facilmente assorbito attraverso la pelle e può provocare danni renali e scatenare disturbi come vertigini, nausea o vomito. Si accumula in elevate quantità nell’ambiente ed è molto persistente.

Il contenuto massimo tollerabile secondo lo standard Oeko-Tex® è 0,05 mg/kg, ma i livelli di PCP rilevati in tutti e 6 i campioni analizzati sono risultati significativamente maggiori.

Nonilfenolo etossilato

nonilfenolo etossilato

E’ uno degli ingredienti principali di detersivi e detergenti, ma viene utilizzato anche nella produzione tessile. I principali rischi noti associati al suo impiego riguardano l’ambiente: non degradandosi può accumularsi e contaminare la catena alimentare. Una volta nell’organismo umano può interferire con il funzionamento del sistema endocrino e con l’attività degli ormoni estrogeni.

Secondo la normativa europea REACH (registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche, Reg. 2006/1907/CE) il contenuto massimo tollerabile di Nonilfenoli etossiliati nei prodotti tessili è di 1000 mg/kg, ma nel campione della marca Brums la sua concentrazione è 2,5 volte superiore. Il campione Gucci, invece, è quasi al limite.

Alluminio

alluminio
I sali di questo metallo sono utilizzati come mordenti nella tintura dei tessuti perché facilitano l’adesione dei coloranti alle fibre, ma sono corrosivi, irritano pelle e mucose e possono provocare lesioni agli occhi.

Le sue concentrazioni sono risultate superiori al limite massimo di sicurezza (50 mg/kg SG Leather®/bambino) in tutti e 6 i campioni analizzati.

Cromo

cromo

I sali di cromo trivalente utilizzati nella concia delle pelli possono trasformarsi durante i processi di lavorazione in cromo esavalente, un elemento corrosivo sulla pelle e sulle mucose che può risultare letale non solo se ingerito, ma anche se assorbito attraverso la pelle. Inalarlo può causare spasmo dei bronchi, infiammazione e rigonfiamento di bronchi e laringe, edema polmonare e polmonite chimica. Può dar luogo a fenomeni di sensibilizzazione sia se inalato, sia a contatto con la pelle. Si sospetta che induca malformazioni ed è classificato come cancerogeno per quasi tutti gli organismi viventi.

Le sue concentrazioni sono risultate superiori al limite massimo di sicurezza (50 mg/kg SG Leather®/bambino) nei campioni delle marche Miss Blumarine, Gucci e Brums.

Le richieste della LAV

Sulla base di queste analisi, condotte senza che il laboratorio Buzzi sapesse il modello o la marca del capo da cui proveniva il campione, la LAV ritiene che esistano gli estremi per il divieto della commercializzazione sul territorio italiano di alcuni dei campioni oggetto dei test per il mancato rispetto del Codice del Consumo (Decreto Legislativo 206/05 – art. 103: definizione di prodotto sicuro).

Secondo Simone Pavesi, responsabile LAV Campagna Pellicce,

le aziende moda devono assumersi la responsabilità di non immettere sul mercato prodotti contaminati potenzialmente pericolosi ed eticamente riprovevoli come le pellicce animali.

I consumatori invece, possono limitare l’esposizione a sostanze chimiche potenzialmente pericolose per se stessi e per i propri figli, astenendosi dall’indossare e dall’acquistare prodotti contenenti anche piccole parti in pelliccia animale.

Al governo, invece, la Lega Antivivisezione chiede:

  • il ritiro dal mercato a scopo precauzionale dei prodotti segnalati e la promozione di accertamenti specifici su altri capi che fossero eventualmente ancora in vendita;
  • la diramazione di un’allerta RAPEX per avvertire gli altri Paesi Membri dell’Unione Europea della presenza sul mercato comunitario di capi d’abbigliamento contaminati;
  • il divieto dell’uso di pelliccia animale.

Via | Comunicato stampa LAV
Foto | Flickr

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