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Leucemia: i sintomi e i campanelli d’allarme da non sottovalutare

Leucemia: i sintomi e i campanelli d’allarme da non sottovalutare

Fonte immagine: Pixabay

La leucemia è un tumore del sangue caratterizzato dalla proliferazione incontrollata delle cellule staminali, vale a dire le cellule prodotte dal midollo osseo che, in seguito al loro sviluppo, si differenzieranno in globuli bianchi, globuli rossi e piastrine. Chi soffre di leucemia presenta dunque una moltiplicazione incontrollata di queste cellule, e ciò compromette la normale crescita delle cellule del sangue.

In questo articolo vogliamo esaminare i diversi tipi di leucemie, evidenziare i possibili fattori di rischio, i campanelli d’allarme da non sottovalutare e scoprire quali sono i possibili trattamenti.

Fattori di rischio

I fattori che possono aumentare il rischio di soffrire di leucemia sono molteplici. Ad esempio, è noto che alcune malattie genetiche possono aumentare il rischio di sviluppare la malattia di 10 o 20 volte nei bambini. Negli adulti invece si è registrata l’esistenza di un collegamento fra alcune forme di leucemia e l’esposizione eccessiva alle radiazioni o a sostanze chimiche (come il benzene e la formaldeide).

Tra i possibili fattori di rischio rientrano anche il fumo di sigaretta, la familiarità e trattamenti di radioterapia o chemioterapia subiti per curare altri tumori.

Infine, gli esperti segnalano anche dei fattori di rischio “non modificabili”, come l’avanzare dell’età e l’appartenenza al sesso maschile.

Diversi tipi di leucemie

Come abbiamo accennato, esistono in realtà diversi tipi di leucemie. Queste si distinguono infatti, in base alla velocità di progressione della malattia, in “acute” e “croniche”. Nel primo caso i sintomi si manifestano in maniera rapida, mentre nella forma cronica si presentano più lentamente.

Inoltre, si distinguono la leucemia linfoide (che si verifica quando la malattia nasce dalle cellule linfoidi del midollo osseo, che danno origine ai globuli bianchi o linfociti), e la leucemia mieloide (che si verifica invece quando la malattia ha origine da una cellula di tipo mieloide, che da origine ai globuli rossi, piastrine e a globuli bianchi diversi dai linfociti).

In breve, i principali tipi di leucemia (ma non gli unici, dal momento che esistono anche forme più rare) sono:

  • La leucemia mieloide acuta, la forma più comune nell’adulto
  • La leucemia linfatica cronica, più frequente nell’adulto. Soprattutto nelle prime fasi può presentarsi in maniera asintomatica. Si tratta della forma di leucemia più comune negli anziani, con un’età media di diagnosi di circa 70 anni.
  • La leucemia mieloide cronica: anche in questo caso ad essere più colpiti sono gli adulti. Questa forma può essere inizialmente asintomatica, per poi progredire rapidamente nella seconda fase della malattia.

Fra i diversi tipi di leucemia rientrano anche la leucemia a cellule capellute e la leucemia linfoblastica acuta, una forma più frequente nei bambini.

Cos’è la leucemia fulminante?

Una delle forme di leucemia che desta maggiore timore è senz’altro la Leucemia Acuta Promielocitica, nota anche con il più comune nome di “leucemia fulminante”. Questa malattia è molto rara, e comporta una liberazione nel sangue di sostanze che provocano una reazione molto grave, ovvero la coagulazione intravascolare disseminata, che a sua volta porta alla formazione di emorragie che colpiscono organi fondamentali come il cervello.

Fra i sintomi della leucemia fulminante vi sono:

  • Sanguinamento alle gengive
  • Pallore
  • Stanchezza
  • Febbre.

Simili sintomi generalmente non fanno pensare immediatamente a un possibile caso di leucemia, ma in assenza di altre potenziali cause, è importantissimo rivolgersi al proprio medico per maggiori accertamenti.

Campanelli di allarme della leucemia: i sintomi più frequenti

Abbiamo visto che alcune forme di leucemia (come quelle croniche) spesso provocano sintomi solamente nelle fasi più avanzate. Le forme acute si presentano invece con una sintomatologia più marcata e precoce. Va inoltre sottolineato che i sintomi dipendono molto dal caso specifico. Alcune forme possono infatti essere meno aggressive rispetto ad altre.

Fra le manifestazioni più frequenti vi sono:

  • Febbre
  • Stanchezza
  • Mal di testa
  • Dolore alle ossa e alle articolazioni
  • Perdita di peso
  • Maggiore sensibilità alle infezioni
  • Fiato corto
  • Sudorazione notturna
  • Tendenza a sanguinare più frequentemente rispetto alla norma
  • Capacità di guarigione da ferite e lesioni più lenta rispetto al solito
  • Ingrossamento dei linfonodi
  • Prurito: alcuni pazienti riscontrano questo particolare sintomo diffuso su tutto il corpo. In realtà un disturbo del genere può essere causato semplicemente da una secchezza della pelle, ma se rientri fra i soggetti a maggior rischio, non esitare a parlarne con il medico.

Leucemia e petecchie: qual è il legame?

Fra i sintomi della leucemia rientra anche la comparsa di piccole macchioline di colore rosso/viola sulla pelle (ovvero le petecchie). Queste possono comparire soprattutto (ma non esclusivamente) sugli arti inferiori del corpo.

Le petecchie sono causate dalla rottura dei capillari. Il compito delle piastrine, in condizioni normali, dovrebbe essere quello di favorire il coagulo di sangue, tuttavia i pazienti con leucemia possono presentare un numero minore di piastrine, e possono quindi notare la presenza di queste particolari macchie sulla pelle.

Come detto sopra, questi sintomi non indicano necessariamente la presenza di questa particolare malattia, ma è sempre importante non sottovalutare il problema. Rivolgiti dunque al tuo medico se dovessi soffrire di simili disturbi.

Quali sono i valori del sangue che indicano la leucemia?

Il medico potrebbe averti consigliato di sottoporti a delle specifiche analisi del sangue. In presenza di leucemia, dagli esami potrebbe emergere un numero di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine alterato rispetto alla norma.

Nel formulare una diagnosi, oltre all’emocromo il medico specialista potrà consigliare anche altri esami, come l’analisi del midollo osseo, che prevede il prelievo di un campione di midollo per riuscire ad esaminare le cellule malate.

Come si cura la leucemia?

Leucemia
Fonte: Pixabay

Come in molti casi, anche quando si parla di leucemia il trattamento dipende essenzialmente dal tipo, dallo stadio e da altri fattori (ad esempio se si tratta di una forma acuta o cronica). Fra i trattamenti a disposizione rientrano:

  • Chemioterapia: che prevede la somministrazione di uno o più farmaci, il cui scopo è quello di eliminare le cellule malate.
  • Radioterapia, che consiste nell’impiego di radiazioni ionizzanti che bloccano la proliferazione delle cellule malate.
  • Terapia bersaglio, a base di farmaci specifici che vengono impiegati per bloccare la proliferazione cellulare.
  • Terapia biologica: un trattamento che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e combattere le cellule malate.
  • Trapianto di cellule staminali: richiede la presenza di un donatore e permette di sostituire il midollo osseo malato con delle cellule di midollo sano.

Si può prevenire la leucemia?

In realtà, dal momento che non sono ancora note con certezza le cause di questa malattia, non esistono delle regole da seguire per ridurre il rischio. Ciò che i medici consigliano è però di evitare l’esposizione ad alte dosi di radiazioni e di dare un taglio al vizio del fumo.

Leucemia: ecco cosa devi sapere

La leucemia è un tumore del sangue caratterizzato dalla proliferazione incontrollata di cellule staminali, ovvero le cellule prodotte dal midollo osseo che, dopo lo sviluppo, daranno vita ai globuli bianchi, ai globuli rossi e alle piastrine. Chi soffre di leucemia presenta dunque una produzione anomala di tali cellule, con conseguenze molto gravi per la salute del paziente.

Esistono molti tipi di leucemie, in base allo sviluppo e alla progressione dei sintomi. Fra i disturbi più comuni vi sono soprattutto:

  • Stanchezza
  • Sanguinamenti anomali
  • Comparsa di macchine viola o rossastre sulla pelle (petecchie)
  • Perdita di peso
  • Maggiore sensibilità alle infezioni
  • Fiato corto.

In presenza di questi e degli altri sintomi elencati nell’articolo, consulta il tuo medico, il quale potrebbe consigliarti una visita specialistica per ulteriori approfondimenti.

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