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L’ansia sociale e la pandemia da Covid-19: abbiamo paura di tornare alla normalità?

L’ansia sociale e la pandemia da Covid-19: abbiamo paura di tornare alla normalità?

Fonte immagine: Pixabay

La pandemia che il nuovo coronavirus ha scatenato in tutto il mondo ha messo in crisi l’umanità. Non avevamo mai dovuto affrontare, almeno non in tempi recenti, una situazione del genere, che ha indebolito le nostre certezze, fatto vacillare le nostre sicurezze, reso la nostra vita decisamente diversa a com’era prima che tutto accadesse. L’ansia sociale da Covid-19 è una realtà con la quale dobbiamo fare i conti ogni giorno.

Abbiamo davvero paura di tornare alla normalità? E abbiamo timoree di iniziare a vivere una nuova normalità alla quale non siamo assolutamente preparati? Quali sono i sintomi dell’ansia sociale, perché e come si manifesta? Ma soprattutto come possiamo a tornare a vivere una vita finalmente più tranquilla?

Abbiamo posto queste e altre domande al Dottor Luciano Cirino, psicologo, di MioDottore che ha aderito al progetto di video consulenza online attivato dalla piattaforma. Con lui abbiamo voluto approfondire una tematica che riguarda tutti noi da molto vicino. E che soprattutto tra i più giovani sta avendo ripercussioni inimmaginabili.

Cos’è l’ansia sociale

L’ansia sociale è il timore di porsi in relazione con gli altri, soprattutto se percepiti come un gruppo ben definito o coeso, e il conseguente sentirsi inferiori e incapaci di affrontare situazioni di socialità.

Cause dell’ansia sociale: come pandemia, restrizioni, isolamento hanno influito ad aumentare il disturbo

La base dell’ansia sociale è la paura degli altri, visti come potenziale pericolo. Dunque, la persona che ne soffre non la sperimenta finché è da sola o a contatto con poche persone di cui si fida. Il problema emerge quando si trova in situazioni relazionali meno ristrette e meno controllabili.

Le misure di contenimento della pandemia da Covid-19 hanno favorito un aumento dell’ansia sociale proprio perché legate alla necessità di proteggersi dal contatto con gli altri, per evitare il contagio. Da qui un generalizzato senso di diffidenza e di paura del contatto, in quanto chiunque, anche se apparentemente sano, asintomatico, può essere un pericoloso portatore contagioso.

I bambini sono i più colpiti dall’ansia sociale da Covid

Proprio i bambini, non avendo ancora consolidato la capacità di affrontare razionalmente le difficoltà, ne hanno risentito ancora di più. Avendo i genitori ripetuto loro molto spesso di stare a distanza dagli altri e quali comportamenti adottare (mascherina, igienizzazione, evitare contatti, baci e abbracci) perché altrimenti può essere pericoloso, per loro il messaggio è spesso diventato una credenza assoluta, non essendo per loro facile contestualizzare il problema.

Covid variante Delta
Fonte: Pixabay

I sintomi dell’ansia sociale

Le persone che soffrono di ansia sociale vivono un senso di disagio interiore nel rapportarsi con gli altri, preferendo le relazioni individuali e tendendo a evitare le situazioni in cui doversi rapportare con diverse persone contemporaneamente (cene, feste, incontri).

In tali situazioni si sentono osservati, temono il giudizio, soprattutto quando sono al centro dell’attenzione. Cercano dunque di prepararsi preoccupandosi del proprio aspetto esteriore e controllando che tutto sia a posto nel proprio atteggiamento e comportamento. Vogliono essere adeguati, “all’altezza della situazione”. E non vogliono esporsi troppo per non far trasparire il proprio senso di inferiorità. Da tutto ciò si genera un significativo dispendio di energie e un costante timore di non riuscire nell’intento.

Pertanto, se sentono di perdere il controllo, provano vergogna e imbarazzo, con una serie di manifestazioni psicofisiche:

  • tensioni muscolari
  • tachicardia
  • rossore
  • balbettio
  • tendenza al silenzio
  • sudorazione
  • tremori
  • comportamento goffo
  • desiderio di abbandonare il campo il prima possibile

Tutto questo viene vissuto come un fallimento, come conferma della propria incapacità di affrontare la paura, finendo per acuire l’ansia nelle occasioni future.

Quali sono i rimedi per superare l’ansia sociale

Per superare qualsiasi paura occorre affrontarne l’oggetto. Dunque, anche l’ansia sociale può essere superata esponendosi un po’ alla volta, con l’intento di verificare che gli altri non sono pericolosi e di riuscire a gestire sempre meglio le relazioni. Può facilitare questo percorso l’idea che anche gli altri hanno limiti, problemi, difficoltà, anche se sembrano “migliori”.

Un’altra idea che può essere consolidata è che non esistono difetti, ma caratteristiche. Ci sono sicuramente situazioni in cui occorre esporsi maggiormente, ma possono essere vissute come occasioni di crescita, per imparare a gestire la paura e superare i propri limiti, anziché come situazioni da cercare di evitare il più  possibile. Parlare in situazioni di gruppo, tra familiari o amici o in pubblico, esporre le proprie idee, mostrarsi, esibirsi, sono attività che si possono imparare, ci si può esercitare. Riuscirci è sicuro, con un po’ di costanza e determinazione.

I risultati positivi ottenuti rafforzeranno sempre più l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità, diventeranno motivo di soddisfazione e renderanno piacevoli le normali situazioni della vita quotidiana. Un percorso di supporto psicologico o di psicoterapia, con l’ausilio di tecniche di rilassamento e gestione dell’ansia, è sicuramente di aiuto, se non necessario, per chi fa fatica a superare da solo tali difficoltà.

Vaccini anti Covid-19 medico
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Perché non dovremmo avere paura di un ritorno alla normalità (o a una nuova normalità)

Semplicemente perché non sono gli altri a essere pericolosi, ma il virus di cui gli altri possono essere veicolo. Dunque, rispettare le indicazioni per contenere il contagio può rasserenare e man mano che le misure ferree non saranno più necessarie, anche la relazione con gli altri potrà tornare a essere sempre più sciolta.

Nel frattempo, si può cercare di valutare con serenità il miglior modo di comportarsi nei confronti degli altri. Per esempio utilizzando la mascherina al chiuso e quando non può essere garantita la distanza di sicurezza, ma permettendo di abbassarla o toglierla e avvicinarsi di più se ci si trova in una situazione in cui tutti hanno un Green pass rafforzato e hanno magari appena fatto un tampone risultato negativo.

Bisogna quindi provare a contestualizzare il proprio  atteggiamento e comportamento, anziché alimentare una paura generalizzata. In questo modo sarà più semplice ritrovare un comportamento normale, quando non ci sarà più motivo di essere diffidenti nei confronti degli altri perché rischi e pericoli saranno contenuti.

 

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