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Invecchiare bene è un affare di famiglia

Invecchiare bene è un affare di famiglia

Volete invecchiare bene? Allora osservate i membri della vostra famiglia. Per quale motivo? A spiegarlo sono gli autori di un nuovo studio pubblicato sulla rivista Gerontology e condotto dai membri della Boston University School of Public Health. Gli esperti hanno scoperto che se si proviene da una famiglia in cui le persone vivono generalmente bene fino alla vecchiaia, allora si avranno maggiori probabilità di avere delle buone funzioni cognitive rispetto a quelle di un campione di coetanei provenienti da famiglie in cui la durata della vita è minore.

Quando si parla di “funzioni cognitive“, intendiamo la capacità di pensare, apprendere e ricordare le informazioni. Per analizzare queste capacità, gli autori hanno arruolato un campione di 5000 persone provenienti da 600 famiglie. I partecipanti sono stati seguiti per un periodo molto lungo, ovvero 15 anni.

Durante il periodo di follow up, i volontari hanno eseguito una serie di test cognitivi, elaborati per valutare diversi domini del pensiero, come l’attenzione, la funzione esecutiva e la capacità di memoria.

I test sono stati condotti in due occasioni, a distanza di otto anni l’una dall’altra, ed hanno permesso di scoprire se le persone provenienti da famiglie più longeve avessero delle prestazioni cognitive di base migliori rispetto a coloro che non appartenevano a famiglie altrettanto longeve.

Invecchiare bene? E’ una questione di famiglia

Ebbene, la risposta vi sorprenderà! A quanto pare, appartenere a una famiglia in cui i membri invecchiano generalmente in modo sano, è collegato a dei risultati cognitivi migliori. In particolare, ad essere influenzate sono state la velocità di elaborazione psicomotoria, l’attenzione, la memoria di lavoro e quella episodica.

Insomma, sulla base di questo studio – al quale dovranno seguirne sicuramente altri – sembra che la cosiddetta longevità familiare abbia un effetto protettivo nei confronti dell’invecchiamento cognitivo. Nuove ricerche permetteranno, in futuro, di scoprire in che modo genetica, fattori ambientali e stili di vita possono influenzare sia le funzioni cognitive che la durata della vita.

via | ScienceDaily
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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