Benessereblog Salute Incontinenza: come combattere il problema?

Incontinenza: come combattere il problema?

Incontinenza: come combattere il problema?

L’incontinenza urinaria potrebbe non essere più un problema così imbarazzante grazie a un nuovo studio. A suggerirlo sono i membri della University of Portsmouth, secondo i quali una persona su cinque soffre di un disturbo del tratto urinario inferiore chiamato vescica iperattiva, che in alcuni casi comporta difficoltà a trattenere l’urina, bisogno di andare spesso in bagno o di svegliarsi nel cuore della notte per andare in bagno.

Coloro che soffrono di questo problema spesso indossano degli slip adatti o della biancheria intima usa e getta, mentre altre persone arrivano persino a non uscire più da casa, per paura che gli altri possano sentire odore di urina.

Ebbene, il nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature’s Scientific Reports ha identificato delle sostanze chimiche presenti nelle urine che sono specifiche nel caso della vescica iperattiva. Il prossimo passo sarà quello di sviluppare un accessorio simile a un test di gravidanza, per vedere se questi marcatori chimici sono presenti o meno nelle urine del paziente. In caso affermativo, sarà possibile cominciare i trattamenti prima che il problema diventi troppo invalidante o imbarazzante.

In caso di successo, salverebbe milioni di pazienti da procedure dolorose e lunghe attese per una diagnosi. Questo è il primo passo per trasformare la vita di milioni di persone che soffrono in silenzio, troppo imbarazzate per uscire o addirittura per parlare delle loro condizioni. Non è troppo esagerato dire che questo potrebbe essere un punto di svolta

spiegano gli autori dello studio.

Vescica iperattiva: come si arriva alla diagnosi

Gli autori dello studio spiegano che diagnosticare una vescica iperattiva è spesso un processo poco semplice. I medici devono infatti innanzitutto escludere una vasta gamma di possibili malattie e condizioni che presentano gli stessi sintomi, come ad esempio alcuni tumori, il diabete di tipo 2, cistite o una possibile infezione delle vie urinarie.

Inoltre, alcuni test non sono accurati nel fornire risultati chiari, e ciò non fa altro che prolungare i tempi per ottenere una diagnosi.

Con il nuovo test suggerito dai membri della University of Portsmouth la diagnosi potrebbe arrivare nell’arco di alcuni minuti, e potrebbe fornire un risultato accurato, portando così a dei trattamenti immediati, che potrebbero essere intrapresi anche prima che i sintomi costringano i pazienti a rimanere a casa per non correre il rischio di incidenti imbarazzanti.

via | Eurekalert
Foto da Pixabay

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