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Farmaci generici, il colore è un problema

Farmaci generici, il colore è un problema

Produttori e autorità rassicurano: i farmaci generici (o, meglio, equivalenti) hanno lo stesso effetto e sono sicuri tanto quanto le loro controparti “di marca”. Tuttavia, per alcune persone il solo fatto che abbiano un colore diverso rispetto a quello delle pillole abitualmente assunte può portare ad abbandonare la terapia. A svelarlo è una ricerca pubblicata su JAMA Internal Medicine che ha preso in considerazione 61.000 casi di pazienti che hanno assunto, a partire dai primi anni del 2000, uno di 8 possibili medicinali, prodotti in 37 colori diversi.

Il dato più preoccupante emerso dall’analisi è che la confusione generata dal diverso colore della pillola generica rispetto a quella di marca abitualmente assunta può confondere il paziente a tal punto da fargli decidere di non assumere il farmaco. In effetti, l’1,2% delle persone che non hanno portato a termine le terapie ha avuto a che fare con il cambiamento del colore della pillola, contro lo 0,97% di coloro che hanno assunto tutte le pillole prescritte. Una differenza che, seppur non ampia, secondo i ricercatori deve essere tenuta in considerazione.

Aaron Kesselheim dell’Harvard Medical School di Boston, primo autore della ricerca, ha spiegato che

i pazienti finiscono le medicine più volte in un anno (…). La probabilità che si verifichino questi cambiamenti diventa più alta.

Kenneth Covinsky, editore associato di JAMA Internal Medicine, ha commentato che

se stanno assumendo nove medicinali, hanno almeno 36 “occasioni” all’anno di avere a che fare con un cambiamento di colore. Questo rischio apparentemente piccolo inizia allora a sembrare molto sostanzioso.

I farmaci generici equivalenti dovrebbero essere obbligati ad avere lo stesso aspetto delle loro controparti di marca.

Gli autori della ricerca hanno invece spiegato che attualmente negli Stati Uniti un paziente che assume 5 farmaci prodotti, ciascuno, da una diversa azienda può trovarsi di fronte a più di 3.000 combinazioni di pillole equivalenti dal punto di vista chimico e clinico, ma dall’aspetto diverso. Per questo secondo Kesselheim finché questa situazione non cambierà è importante che il paziente sappia che l’effetto di un medicinale non cambia solo perché il suo aspetto è diverso.

Via | MedlinePlus
Foto | Flickr

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