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Endometriosi: cause, cure e rischi per la salute

Endometriosi: cause, cure e rischi per la salute

Fonte immagine: Pixabay

L’endometriosi è una malattia che si sviluppa quando l’endometrio (ovvero la mucosa o il tessuto che solitamente riveste la cavità uterina), si localizza anche all’esterno dell’utero. Si tratta di una condizione che può svilupparsi sin dalla prima mestruazione, e che può accompagnare la donna, causando molto dolore, fino all’arrivo della menopausa.

Nella maggior parte dei casi, la malattia si manifesta dai 25 ai 35 anni di età, ma la diagnosi può avvenire anche diversi anni prima rispetto a questa soglia.

A proposito di diagnosi, fin troppo spesso riuscire a raggiungerla e ottenerla è molto difficile. Molte donne con endometriosi (solo in Italia sono circa il 10-15% delle donne nell’età riproduttiva) affrontano infatti un percorso lungo, doloroso e dispendioso prima di vedere riconosciuta la propria malattia.

Tutto ciò può comportare un disagio emotivo e psicologico che va a sommarsi alla già lunga lista di sintomi che caratterizzano la malattia.

In questo senso, vulvodinia ed endometriosi sono due malattie spesso associate l’una all’altra, per via delle difficoltà che le donne devono affrontare prima di poter ottenere una diagnosi e un possibile trattamento volto ad alleviarne i sintomi.

Endometriosi: cause

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Cosa può provocare l’endometriosi? In realtà le esatte cause della malattia non sono ancora del tutto chiare. Si ritiene che l’endometriosi possa essere collegata a fattori ereditari (le donne che hanno una parente stretta, ossia la madre o una sorella, con questa malattia corrono maggiori rischi di soffrirne a loro volta).

Anche fattori ambientali o inquinanti sembrano essere collegati al possibile sviluppo della patologia.

Dal punto di vista fisico, si ritiene che questa condizione possa essere determinata dal passaggio di tracce di endometrio dall’utero attraverso le tube (passaggio che si verifica a causa delle contrazioni uterine durante le mestruazioni). Da qui, i frammenti si localizzano nell’addome e altre aree.

I sintomi dell’endometriosi

Endometriosi
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Abbiamo visto cos’è l’endometriosi e quali sono alcune possibili cause, ma come si manifesta la malattia? Insomma, come si fa a capire se si soffre di endometriosi?

I sintomi iniziali della patologia potrebbero passare inosservati. In effetti, in molti casi questa condizione può essere del tutto asintomatica. Quando presenti, però, i disturbi possono essere molto intensi e dolorosi. Vediamo quali sono i sintomi dell’endometriosi più frequenti:

  • Dolore durante le mestruazioni: molte donne e ragazze si domandano come sia il ciclo con l’endometriosi. Il ciclo sarà molto doloroso, con crampi debilitanti che possono essere persistenti, cronici e acuirsi durante i giorni delle mestruazioni. In alcuni casi, il ciclo può durare anche più dei classici 5 giorni, superando persino la settimana.
  • Generale debolezza fisica e muscolare, con sintomi come stanchezza cronica e malessere generale.
  • Ipertermia (aumento della temperatura), condizione che tende ad accentuarsi nei giorni delle mestruazioni
  • Dolore durante il rapporto sessuale (dispareunia)
  • Dolore durante la defecazione: il sintomo si manifesta più spesso nelle donne con endometriosi del setto retto-vaginale, ed è accompagnato talvolta dalla presenza di sangue nelle feci o nelle urine. La donna può avvertire anche altri sintomi, come fitte, senso di pesantezza nel retto e falso bisogno di andare in bagno. In tal caso si parla solitamente di “endometriosi intestinale”, in cui si registra la presenza di endometrio nell’intestino.
  • Dolore durante la minzione e tendenza a urinare con molta frequenza, due sintomi che spesso caratterizzano l’endometriosi vescicale.
  • Dolore pelvico, che coinvolge la parte inferiore del tronco (endometriosi pelvica).

In estrema sintesi, possiamo constatare come il dolore rappresenti il primo segnale che potrebbe far sospettare la presenza di endometriosi.

I 4 stadi dell’endometriosi

Quanto è grave l’endometriosi? La severità della malattia viene classificata in base a 4 diversi livelli (o stadi).

  • Primo stadio – malattia “minima”: in questa fase la patologia è poco estesa ed è caratterizzata da un limitato numero di lesioni
  • Secondo stadio – malattia lieve: le lesioni sono maggiori rispetto allo stadio precedente
  • Terzo stadio – malattia moderata: l’estensione della malattia è maggiore, si evidenzia la presenza di cisti ovariche (endometrioma) e aderenze o tessuto cicatriziale che coinvolge gli organi della cavità pelvica, ovvero utero, ovaie e retto
  • Quarto stadio – endometriosi grave: si nota la presenza di cisti di grandi dimensioni, impianti di cellule endometriali profondi e presenza di tessuto cicatriziale e aderenze più significative.

Endometriosi e gravidanza

Una delle domande che le donne si pongono è: chi soffre di endometriosi può avere figli? Allo stato attuale, è noto che la malattia può essere collegata a problemi di infertilità o subfertilità, ovvero a una ridotta possibilità di avere dei figli.

Tuttavia, leggendo e ascoltando le esperienze di donne con endometriosi e gravidanza, ciò che si evince è che non sempre questa malattia è sinonimo di infertilità.

Specialmente negli stadi iniziali, l’endometriosi non comporta una totale impossibilità di diventare genitori (anche in modo naturale).

Cosa si rischia con l’endometriosi?

In base al punto in cui si localizza il tessuto endometriale, la malattia può coinvolgere organi come ovaie e intestino, con sintomi come dolori addominali, disagio rettale e disturbi gastrointestinali.

Inoltre, è stato evidenziato un collegamento fra questa condizione e colesterolo alto e malattie cardiache, con un rischio più elevato per le donne al di sotto dei 40 anni di età.

Per questa ragione è importante sottoporsi ai normali controlli medici, in modo da individuare eventuali criticità e trattarle il più precocemente possibile.

Endometriosi: diagnosi

Come si scopre di avere l’endometriosi? Sorprendentemente, nonostante la malattia interessi un elevato numero di donne, l’endometriosi è una di quelle patologie che richiedono molto tempo, pazienza e denaro prima di poter essere diagnosticata.

Si stima che una donna possa giungere alla diagnosi di endometriosi nell’arco di circa 7 anni dall’inizio dei sintomi. In alcuni casi la malattia viene individuata anche in maniera fortuita, durante altri controlli ginecologici di routine.

Perché la malattia venga individuata, sarà necessario sottoporsi a un controllo ginecologico, durante il quale verrà eseguita un’ecografia transvaginale. Se necessario, potrebbe essere indicata un esame di laparoscopia diagnostica e, a completamento della visita ginecologica, una risonanza magnetica, necessaria per valutare il livello di estensione della malattia.

Endometriosi: cura

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Dall’endometriosi si guarisce? E come si cura questa malattia? I trattamenti più adatti dipenderanno essenzialmente dal grado di estensione della patologia e dai sintomi manifestati dalla paziente.

Negli stadi iniziali e in caso di endometriosi senza sintomi o con disturbi di poco conto, si potrebbe procedere con un vigile controllo, monitorando l’evoluzione della malattia mediante periodiche visite ginecologiche.

In caso di endometriosi con dolori e altri sintomi, l’esperto consiglierà una terapia farmacologica, che consiste solitamente nell’assunzione di estroprogestinico o progestinico, da assumere senza interruzioni, in modo da bloccare la stimolazione ormonale e inibire la crescita del tessuto endometriale.

Talvolta è indicato invece l’utilizzo di farmaci analoghi del GnRH (o analoghi dell’ormone di rilascio delle gonadotropine), che hanno la funzione di interrompere la stimolazione delle ovaie e la fisiologica secrezione ormonale (menopausa iatrogena, ovvero come conseguenza di un trattamento medico). Quest’ultimo trattamento viene adottato nei casi di endometriosi che richiedono un intervento chirurgico.

Quando è necessario l’intervento?

L’operazione per l’endometriosi si rende necessaria solo nei casi in cui non vi siano delle alternative meno invasive. Il trattamento chirurgico viene eseguito generalmente in laparoscopia, ed è volto a tutelare il più possibile le possibilità di riproduzione della paziente.

Endometriosi e alimentazione

Al di la dei sintomi manifestati nei giorni del ciclo mestruale, l’endometriosi è spesso associata a disturbi gastrointestinali come diarrea, gonfiore addominale, stipsi alternata a diarrea e altri sintomi.

Spesso, i medici consigliano alle pazienti di seguire una dieta a base di alimenti antinfiammatori, a cominciare da quelli ricchi di fibre, come le verdure, la frutta fresca, legumi e cereali integrali.

Le fibre non solo aiutano a migliorare la regolarità intestinale, ma possono anche ridurre i livelli di estrogeni.

E’ invece meglio non affidarsi esclusivamente alle terapie alternative per l’endometriosi, come l’omeopatia o l’agopuntura, che non sono considerate efficaci per trattare i sintomi.

Endometriosi ed esenzione

In Italia l’endometriosi (agli stadi più avanzati, ovvero il terzo e quarto stadio, da moderato a grave) è annoverata fra le malattie croniche e invalidanti e rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Le donne che ne soffrono hanno dunque diritto a delle esenzioni e agevolazioni per quanto riguarda le visite di controllo e gli esami diagnostici.

Per usufruirne bisognerà presentare la documentazione che certifichi la malattia alla propria ASL di appartenenza.

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