Benessereblog Salute Malattie Covid-19, serve una rete di sorveglianza per le mutazioni del coronavirus

Covid-19, serve una rete di sorveglianza per le mutazioni del coronavirus

Covid-19, serve una rete di sorveglianza per le mutazioni del coronavirus

Le mutazioni del coronavirus potrebbero non essere finite. Quella che viene definita la variante inglese di Sars-CoV-2, che è arrivata anche in Italia chissà da quanto tempo, potrebbe non essere l’ultima, come questa epidemia ci dovrebbe aver abituato a credere. Lo sottolinea anche Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), in un’intervista all’Adnkronos Salute.

Dobbiamo prendere atto che il virus è propenso a mutare e questa variante non sarà l’unica e sola a emergere. Bisogna tracciare i virus mutanti che inevitabilmente emergeranno in un prossimo futuro – ammonisce – Isolare e sequenziare il genoma virale, anche se costoso, deve diventare un’azione quasi routinaria nei laboratori diagnostici. Per attuare un tale progetto servono fondi ad hoc e una precisa strategia volta a formare una rete di sorveglianza per il coronavirus a livello nazionale o meglio ancora europeo.

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Secondo Arnaldo Caruso l’unica cosa che dobbiamo temere al momento è che la nuova variante sia altamente contagiosa. Questo rischierebbe di far aumentare il numero di persone che si rivolgono in ospedale per le cure. E questo potrebbe mettere a rischio il nostro sistema sanitario già messo a dura prova dalle prime due ondate della pandemia.

Conoscere le mutazioni del coronavirus per combatterlo meglio

Il professore ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all’università degli Studi di Brescia, direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili, aggiunge poi quanto sia importante conoscere il prima possibile ogni singola variante del nuovo coronavirus.

Se conosciamo in anticipo le varianti mutate di Sars-CoV-2, prima che si affermino nella popolazione, possiamo ad esempio modificare i vaccini per renderli maggiormente efficaci di anno in anno, come già facciamo con il vaccino anti-influenza. E lo stesso vale per i farmaci.

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Via | Adnkronos

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