Benessereblog Salute Commozione cerebrale nei bambini: a rischio anche la salute mentale?

Commozione cerebrale nei bambini: a rischio anche la salute mentale?

Commozione cerebrale nei bambini: a rischio anche la salute mentale?

Un terzo dei casi di commozione cerebrale nei bambini porta allo sviluppo di un problema di salute mentale che potrebbe persistere anche a distanza di anni dopo l’infortunio. A rivelarlo è un nuovo studio condotto dai membri del Murdoch Children’s Research Institute (MCRI), i quali spiegano che il fenomeno riguarda anche gli adolescenti che hanno subito questo genere di trauma.

Per il loro lavoro, gli autori hanno condotto una revisione di 69 articoli pubblicati tra il 1980 e il 2020. In totale sono stati esaminati circa 90.000 bambini e adolescenti che hanno avuto una commozione cerebrale. Fra le più comuni cause di tali eventi vi sono le cadute (42,3%), infortuni sportivi (29,5%) e incidenti stradali (15,5%).

Dallo studio è emerso che il 36,7% dei partecipanti ha sofferto di problemi di salute mentale dopo l’evento traumatico. Fra le conseguenze della commozione cerebrale più comuni si segnalano:

  • Ansia
  • Depressione
  • Stress post-traumatico
  • Aggressività
  • Problemi di attenzione e iperattività.

Nel caso dei bambini con problemi di salute mentale già prima dell’infortunio, il 29% dei piccoli pazienti ha manifestato ulteriori problemi in seguito alla commozione cerebrale, contro il 26% dei partecipanti senza precedenti problemi di salute mentale.

Commozione cerebrale nei bambini: mai sottovalutare le conseguenze

Ma in quanto tempo potrebbero risolversi questi disturbi? Nella maggior parte dei casi, dei miglioramenti sono visibili già dopo tre/sei mesi dall’infortunio, ma in una piccola parte dei casi i sintomi possono persistere anche a distanza di anni.

Già precedenti studi avevano rilevato l’esistenza di un’associazione fra commozione cerebrale nel bambino e rischio di sviluppare disturbi molto gravi. Una ricerca pubblicata sul Journal of Head Trauma Rehabilitation ha rivelato ad esempio che una lesione cerebrale traumatica durante la prima infanzia è associata a un QI inferiore, e tale conseguenza potrebbe persistere fino a sette anni dopo l’infortunio.

Alla luce di quanto emerso, gli autori – il cui studio è apparso sul British Journal of Sports Medicine – sottolineano l’importanza di tenere in seria considerazione la salute mentale dei bambini come parte della valutazione e della gestione della commozione cerebrale in età pediatrica.

Foto di Pezibear da Pixabay
via | ScienceDaily

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