Benessereblog Salute Encefalite erpetica (herpes cerebrale): sintomi e trasmissione

Encefalite erpetica (herpes cerebrale): sintomi e trasmissione

Che cos'è l'encefalite erpetica? Che cosa si intende con questo termine e quali sono sintomi e cure? E come si trasmette?

Encefalite erpetica (herpes cerebrale): sintomi e trasmissione

L’encefalite erpetica o herpes cerebrale è una forma di infezione cerebrale provocata dall’herpes simplex tipo 1 (HVS-1). È particolarmente comune nei bambini molto piccoli, che hanno meno di tre anni, e negli adulti che hanno superato i 50 anni di età. Anche se può colpire in ogni momento della vita. Si stima che la malattia ogni anno colpisca con un’incidenza di 1/250.000 e 1/500.000.

La malattia si manifesta come un’encefalite necrosante acuta temporale, in seguito a un’infezione primitiva (più comune nei bambini) o ricorrente (tipica dell’età adulta). L’esordio della malattia è molto rapido: la patologia si presenta in meno di 48 ore. L’herpes cerebrale si manifesta con dei sintomi ben precisi che è bene saper riconoscere per poter intervenire tempestivamente nel trattamento della patologia.

Come si trasmette

L’herpes cerebrale è causato dall’herpes simplex virus, che è causa di diverse malattie come la varicella, l’herpes labiale, l’herpes genitale, oltre all’herpes cerebrale. L’infezione provocata da questo patogeno diventa dormiente: significa che rimane latente nell’organismo, manifestandosi nuovamente in periodi in cui il nostro corpo è debilitato o se soffriamo di stress, ma anche dopo interventi chirurgici o quando prendiamo troppo sole. Il virus riesce a riattivarsi nei nervi facendo ricomparire i sintomi.

Il virus dell’herpes simplex si contagia da persona a persona tramite saliva, rapporti sessuali, occhi e lesioni della pelle. E l’infezione dura per sempre, restando dormiente nell’organismo. Quando, muovendosi attraverso i nervi, riesce ad arrivare al cervello, si può manifestare l’herpes cerebrale e l’encefalite erpetica. È un evento molto raro, che però può essere molto pericoloso.

Sintomi dell’encefalite erpetica

I primi sintomi dell’encefalite erpetica sono febbre molto alta, che può raggiungere anche i 40 gradi, accompagnata da cefalee, problemi del comportamento, problemi del linguaggio, problemi legati alla memoria. In un secondo momento possono insorgere sintomi anche più gravi: si parla, infatti, di stato confusionale, coma, convulsioni, paralisi.

I sintomi non si manifestano in tutti i pazienti che soffrono di questa infezione cerebrale. In alcuni casi, infatti, la malattia non si manifesta con i suoi segnali tipici, anche se le persone risultano comunque infettate da virus HSV1. Secondo gli esperti, potrebbe esserci una predisposizione genetica che porta alcuni a soffrire dei sintomi classici dell’infezione e altri a non accorgersi nemmeno di avere la patologia.

In alcuni pazienti sono state individuate delle mutazioni in quattro geni diversi che potrebbero essere coinvolti nell’immunità contro l’HSV-1 nel sistema nervoso centrale. Si tratta di geni che codificano per UNC-93B e per il recettore 3 Toll-like e di geni che codificano per i fattori di trascrizione STAT-1 e per NEMO.

Conseguenze e rischi

Il decorso dell’encefalite erpetica è molto pesante, con un tasso di mortalità che è del 20% nelle forme trattate. Nei pazienti che non ricevono cure, invece, il tasso di mortalità sale raggiungendo anche il 70%.

Le conseguenze per chi sopravvive all’herpes cerebrale possono essere anche molto gravi: si parla di disturbi della memoria, emiparesi con perdita parziale della funzione motoria di una parte del corpo, crisi epilettiche.

La diagnosi deve essere veloce, per poter permettere al paziente di iniziare il più tempestivamente possibile la cura adatta.

Come si cura l’encefalite erpetica

Il trattamento di emergenza avviene tramite somministrazione intravenosa di acilclovir non appena si ha un sospetto per diagnosi di encefalite erpetica. L’encefalite erpetica si continua poi a curare tramite trattamento a base di acyclovir, farmaco antivirale che deve essere assunto almeno per un paio di settimane. Il medico sicuramente potrebbe consigliare anche altri farmaci utili per tenere sotto controllo i sintomi dell’infezione.

Foto iStock

Via | Orpha

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