Benessereblog Salute Come ridurre la solitudine e l’isolamento sociale nei bambini con autismo

Come ridurre la solitudine e l’isolamento sociale nei bambini con autismo

Come aiutare i bambini con disturbi dello spettro autistico a socializzare? Ecco cosa spiegano gli autori di un nuovo studio.

Come ridurre la solitudine e l’isolamento sociale nei bambini con autismo

La socializzazione rappresenta uno degli aspetti più importanti della vita di un bambino, poiché permette di ampliare le capacità cognitive, linguistiche e sociali. Tuttavia, nei bambini con disturbi dello spettro autistico (ASD), le interazioni con i coetanei sono senza dubbio più complicate. I bambini piccoli con ASD non sembrano infatti mostrare gli stessi modelli dei loro coetanei per quanto riguarda tre aspetti chiave associati a un’interazione efficiente, ovvero le abilità interattive e sociali, il gioco e la conversazione.

I problemi che devono affrontare i bambini piccoli con ASD possono limitare le loro prime esperienze nelle relazioni tra pari, con conseguenze che possono protrarsi anche più avanti nella vita. Ad esaminare la questione è un nuovo studio pubblicato sul Journal of Autism and Developmental Disorders, i cui autori hanno valutato l’efficacia del Preschool Peer Social Intervention (PPSI), un programma volto a facilitare il coinvolgimento dei bambini con ASD in età prescolare.

I benefici dei programmi di intervento per l’autismo

Ebbene, i risultati hanno mostrato che i bambini che hanno preso parte al gruppo di intervento di interazione, gioco e conversazione hanno mostrato netti miglioramenti nel tempo. I bambini in età prescolare con ASD hanno dimostrato capacità di gioco sociale più complesse, migliori capacità di interazione e conversazioni sociali più adattive quando sono stati inseriti nel programma PPSI, e ciò ha portato a una migliore inclusione sociale.

Gli insegnanti hanno inoltre riportato miglioramenti nelle capacità adattive complessive dei bambini, nelle capacità di gioco e nell’impegno sociale durante le situazioni quotidiane con i loro coetanei. I bambini che non hanno preso parte all’intervento non hanno invece mostrato alcun miglioramento in queste capacità, e in alcuni casi è stato persino registrato un peggioramento in alcuni aspetti.

via | Eurekalert
Foto da Pixabay

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