Benessereblog Salute Terapie e Cure Cos’è l’amiloidosi: i sintomi, i fattori di rischio e i trattamenti utili

Cos’è l’amiloidosi: i sintomi, i fattori di rischio e i trattamenti utili

Cos’è l’amiloidosi: i sintomi, i fattori di rischio e i trattamenti utili

Fonte immagine: Foto di luvqs da Pixabay

Cos’è l’amiloidosi? Il termine fa riferimento a un gruppo di malattie rare, talvolta ereditarie, che sono scatenate da proteine che assumono una configurazione anomala, andando a formare fibrille amiloidi che si accumulano in diversi tessuti e organi. Questi accumuli possono provocare disfunzioni, insufficienze e talvolta anche il decesso.

Si tratta di un gruppo di malattie che si caratterizzato per alterazioni della conformazione e del metabolismo delle proteine. Diverse proteine vanno ad aggregarsi in fibrille e a depositarsi nei tessuti, causando anche problemi gravi negli organi che sono interessati.

Queste patologie si caratterizzano per l’accumulo, la maggior parte delle volte in sede extracellulare, dell’amiloide, un materiale proteico fibrillare. I sintomi dipendono dall’organo interessato e dal tipo di amiloidosi. spesso i depositi fibrillari sono molto diffusi e possono andare a interferire con il corretto funzionamento di diverse parti del corpo.

Cos’è l’amiloidosi

L’amiloidosi è un gruppo di malattie che si caratterizzano per alterazioni della conformazione e del metabolismo delle proteine. Queste alterazioni comportano l’aggregazione in fibrille di diverse proteine dell’organismo, che vanno poi a depositarsi nei tessuti causando anche gravi disfunzioni negli organi colpiti.

Esistono diverse forme di amiloidosi e possono colpire molti organi anche vitali. Il tipo e la gravità della malattia dipendono proprio dalle parti del corpo che sono interessate da questo accumulo di proteine anomale.

Forme di amiloidosi

I depositi di amiloide che si vengono formare possono essere di due tipi.

  • Amiloidosi primaria. O amiloidosi a catena leggera, AL)
  • Amiloidosi secondaria. O amiloidosi acquisita, AA)
  • Amiloidosi associata all’invecchiamento. O amiloidosi sistemica senile)
  • Amiloidosi ereditaria

Amiloidosi sistemica

L’amiloidisi sistemica si manifesta quando i depositi sono diffusi in tutto l’organismo e a sua volta può essere distinta in quattro sottogruppi principali.

  • Amiloidosi primaria – AL o amiloidosi da catene leggere. Questo tipo di malattia si manifesta con alterazioni delle cellule plasmatiche, che si ritrovano a produrre un numero elevato ed eccessivo di proteine anticorpali anomale, le cosiddette catene leggere. Talvolta chi soffre di questa malattia viene colpito anche da mieloma multiplo o tumore delle cellule plasmatiche. Gli organi principalmente colpiti sono la pelle, il cuore, i reni, i nervi, la lingua, l’intestino, il fegato, la milza, i vasi sanguigni.
  • Amiloidosi secondaria – AA. Si manifesta in risposta a malattie che hanno provocato infiammazioni croniche o infezioni, come la tubercolosi o l’artrite reumatoide, ma anche diversi tipi di tumori. Il più delle volte provoca problemi ai reni, anche se può colpire anche altri organi.
  • Amiloidosi famigliare – AF. Si caratterizza per malattie ereditarie e provoca sintomi nell’età adulta. L’alterazione compare a causa della mutazione ereditaria di proteine specifiche del sangue. Solitamente questo tipo di amiloidosi colpisce reni, nervi o cuore.
  • Amiloidosi da transtiretina wild type – ATTRwt o amiloidosi senile sistemica, che colpisce principalmente il cuore e maggiormente gli uomini rispetto alle donne. Si manifesta per conformazione anomala della proteina transtiretina normale.

Amiloidosi localizzata

Si parla di amiloidosi localizzata quando il deposito avviene in determinati organi o tessuti del corpo. Ad esempio potrebbero formarsi nel cervello in chi soffre di Alzheimer (si ipotizza che sia proprio una delle principali cause della malattia degenerativa). Questi accumuli possono formarsi anche nelle vie aeree, nell’apparato digerente, nella vescica e sulla pelle.

Cause

Tutti i tipi di amiloidosi si manifestano con una proteina che ha una conformazione anomala, che si raggruppa e accumula in diversi tessuti, formando i depositi di amiloide. Diverse proteine possono ripiegarsi in questa maniera e sono tutte prodotte nell’organismo, non provengono in alcun modo da quello che mangiamo. alcune proteine amiloidi sono versioni mutate di proteine normali, mentre altre sono proteine normali che però si ripiegano in modo non consono.

Le malattie ereditarie definite sono provocate da mutazioni in geni codificanti per proteine del plasma: 8 geni diversi sono stati identificati fino a oggi per un totale di più di 100 mutazioni.

Come si trasmette

La trasmissione di questa malattia può anche avvenire per via ereditaria, con modalità autosomica dominante. Se si eredita una copia alterata del gene da uno dei genitori, la malattia può manifestarsi, soprattutto in età adulta.

amiloidosi

Fattori di rischio

  • sesso maschile
  • età superiore ai 60 anni
  • malattie che interessano le plasmacellule come il linfoma, il mieloma multiplo, la gammopatia monoclonale, la macroglobulinemia di Waldenström
  • dialisi
  • mutazioni genetiche
  • malattie croniche infiammatorie o infettive come la malattia infiammatoria intestinale, la febbre mediterranea famigliare, la spondilite anchilosante, l’artrite reumatoide

Amiloidosi, sintomi

A causa dell’accumulo di amiloide in diverse sedi dell’organismo, la funzionalità di diversi organi può essere compromessa. Non sempre i sintomi sono gravi, dipende dalla tipologia di malattia e dagli organi colpiti. In caso di organi vitali, purtroppo, alcune complicazioni possono essere anche fatali.

Amiloidosi, sintomi iniziali

I primi sintomi non sono facilmente individuabili, perché comuni a molte altre malattie:

  • Stanchezza
  • Affaticamento
  • Perdita di peso
  • Urina schiumosa
  • Diarrea o costipazione
  • Macchie di sangue sulla pelle
  • Sindrome del tunnel carpale

Se la malattia colpisce i nervi, invece, il paziente può manifestare:

  • formicolio delle dita di mani e piedi
  • intorpidimento della dita di mani e piedi
  • vertigini quando si sta in posizione eretta

Se, invece, sono colpi i reni si possono notare edemi ai piedi, alle gambe e anche all’addome. In caso di interessamento del cuore, i sintomi più comuni sono:

  • alterazioni del ritmo cardiaco
  • insufficienza cardiaca
  • difficoltà a respirare
  • affanno
  • debolezza svenimento
  • angina

Infine, se la malattia interessa la pelle possiamo notare ecchimosi, soprattutto intorno agli occhi, e lingua ingrossata.

Diagnosi

La diagnosi avviene tramite l’osservazione clinica e dei sintomi riportati dal paziente. Ma anche in base alla caratterizzazione immunoistochimica delle fibrille di amiloide e all’analisi genetica, con identificazione del gene mutato.

La diagnosi può non essere facile, dal momento che sintomi e patologie collegate sono difficile individuazione. I segnali che possono indurre a pensare che si tratti di questo gruppo di patologie sono i sintomi che si presentano in diversi organi o che non trovano altra spiegazione. Alla diagnosi si può arrivare tramite biopsia di frammenti di grasso addominale o di biopsia di tessuto di una parte colpita dalla malattia, come cuore, fegato, reni.

Altri esami possono poi individuare il tipo di amiloidosi. TC e risonanza magnetica total body (cranio – torace – addome – pelvi – arti superiori ed inferiori) possono aiutare ad analizzare eventuali organi colpiti. Utili anche la scintigrafia SAP (con siero amiloide P), per identificare i depositi nel corpo, e l’ecocardiogramma, per comprendere se la malattia ha intaccato la funzionalità del cuore.

Amiloidosi, le analisi del sangue utili per la diagnosi

Gli esami del sangue possono aiutare ad arrivare a una diagnosi precisa, escludendo altre malattie. Di solito sono consigliati l’emocromo e la VES, ma anche analisi delle urine, di albumina nel sangue, le transaminasi o gli esami dedicati alla tiroide, perché in alcuni casi si possono notare anche ipotiroidismo, iposurrenalismo e ipopituitarismo.

analisi del sangue
Fonte: Foto di Belova59 da Pixabay

Amiloidosi, una cura esiste?

Purtroppo al momento non esistono cure per l’amiloidosi. I depositi associati per quello che riguarda l’amiloidosi AL a catena leggera non si possono rimuovere direttamente. Il trattamento prevede solo la prevenzione di altre anomalie a carico delle proteine, da monitorare nel tempo. E prevede il trattamento dei sintomi, anche per proteggere gli organi colpiti ed evitare altri problemi, anche più grandi. In questo modo si auspica che i depositi diminuiscano in modo graduale, senza che se ne formino altri.

La maggior parte dei pazienti viene trattata con chemioterapia. Talvolta invece si interviene con medicinali diuretici in caso di insufficienza cardiaca o di dialisi in caso di insufficienza renale. In caso di amiloidosi renale, un trapianto è consigliato, insieme a cicli di chemioterapia per evitare nuovamente un accumulo nei reni. Il tipo di trattamento dipende dalla gravità, dalla forma di amiloidosi diagnosticata e dagli organi colpiti.

I controlli devono essere costanti e regolari nel tempo, per evitare l’insorgere di recidiva. Può capitare e in questo caso il paziente deve nuovamente essere sottoposto a cicli di chemioterapia.

Esiste anche un farmaco, il tafamidis, sviluppato recentemente e commercializzato in Europa, per il trattamento di alcune tipologie di amiloidosi da transtiretina.

Amiloidosi, cosa mangiare

Secondo alcuni esperti, una dieta sana e ricca di tutti i nutrienti più preziosi può aiutare il corpo ad affrontare meglio anche questa malattia, trattando alcune complicazioni che potrebbero derivarne. Di solito i consigli nutrizionali, però, vengono forniti dal medico in base alla gravità della situazione e soprattutto dell’organo colpito, suggerendo ad esempio una dieta iposodica o ricca di alimenti diuretici in caso di amiloidosi renale.

Amiloidosi, qual è l’aspettativa di vita

Grazie alla ricerca scientifica e ai progressi della medicina, oggi rispetto al passato le aspettative di vita sono notevolmente migliorate. Un tempo, prima che si scoprissero cure efficaci, l’aspettativa di vita era di pochissimo tempo. Grazie ai trattamenti moderni, l’aspettativa è aumentata, dipendendo comunque dalla grandezza dei depositi, dallo stato di salute del paziente, dalla sua età e da come l’organismo risponde alle cure. Oggi si può sopravvivere molti anni, anche un decennio o più, dopo la diagnosi.

Amiloidosi, tutto quello che devi sapere

L’amiloidosi, che presenta anche forme ereditarie rare, insorge solitamente in età adulta. La più frequente è l’amiloidosi da transtiretina, con disfunzioni del sistema nervoso. La malattia si manifesta con sindrome del tunnel carpale bilaterale, parestesie agli arti inferiori e, man mano che progredisce, può provocare difficoltà nel muovere le mani, dolori alle estremità, deficit di forza. E ancora, alterazioni della motilità intestinale, impotenza e nei casi più gravi anche cardiomiopatia.

Esistono anche altri tipi di amiloidosi, come quella da apolipoproteina A-I, che colpisce soprattutto i reni, il cuore e il fegato, quella da apolipoproteina A-II, che interessa soprattutto i reni.

Come si cura l’amiloidosi? Purtroppo per l’amiloidosi ereditaria non esistono cure specifiche. Un trapianto di cuore, di fegato e/o di rene può essere una strada utile da intraprendere.

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