giovedì 11 marzo 2010

Tutta da rifare: un libro per riflettere sulla chirurgia estetica

pubblicato da Ida in: Bellezza Psicologia

tutta da rifare I colleghi di Cineblog vi hanno già parlato del libro “Tutta da rifare” scritto dall’attrice Giorgia Wurth (Fazi editore, 16,00 Euro). Io torno ad occuparmene non tanto sotto il profilo letterario, ma per l’argomento intorno a cui ruota la trama che tocca da vicino il tema del benessere.

Il libro racconta la storia di due ragazzi, Lorenzo e Sole. Quest’ultima per la maturità, chiede ai genitori un seno nuovo. Inizia così una vita diversa per la ragazza che, con una serie infinita di operazioni estetiche, darà avvio alla sua trasformazione. Una storia che parte dalla realtà. L’attrice-autrice, infatti, è partita proprio dalla notizia “sconvolgente” di alcune ragazzine napoletane che per Natale chiedevano un seno nuovo.

La Wurth racconta di essersi resa conto che non era un episodio isolato, ma una vera e propria tendenza. Da nord a sud. Allora ha deciso di documentarsi, ha rintracciato un chirurgo specializzato e ha parlato con una di quelle ragazze. Ecco il romanzo è nato proprio così.

Del resto, tutti noi abbiamo sotto gli occhi il dilagare della moda del ritocco: labbra, occhi, naso e seno vengono cambiati anche quando in realtà non ce ne sarebbe proprio bisogno. E spesso gli interventi sono più d’uno, segno che diventano una vera e propria mania, un’ossesione alla ricerca della perfezione. Come spiegare questa tendenza? Siamo così insicure? Ci vogliamo perfette come lo sono le modelle e le attrici che vediano sugli schermi? E voi lo fareste mai?

mercoledì 10 marzo 2010

Curare l'emicrania con le onde magnetiche

pubblicato da missunderstanding in: Terapie e Cure Psicologia Come vivere meglio

emicraniaL’emicrania e la depressione sembrano sempre più simili, almeno per quanto riguarda la risposta alla stimolazione magnetica. Uno studio, che sarà pubblicato su Lancet Neurology di aprile, condotto presso l’Einstein College di New York ha applicato all’emicrania una stimolazione magnetica usata per trattare la depressione.

La ricerca è stata condotta da Richard Lipton, uno dei massimi esperti di cefalee, che ha analizzato la risposta dell’organismo alla stimolazione magnetica transcranica (TMS). L’analisi, condotta su 164 pazienti sofferenti di emicrania, ha dato buoni risultati: nel 39% dei casi gli attacchi sono calati entro 2 ore dalla stimolazione magnetica.

Non è la prima volta che emicrania e depressione vengono trattate allo stesso modo, in questo caso le onde elettromagnetiche bloccano l’onda elettrica che dalla parte occipitale si muove verso la fronte e avvia i processi che scatenano l’emicrania. Il team di New York che ha condotto la ricerca sta ora sperimentando la versione tascabile dell’apparecchio per la stimolazione magnetica, per permettere a chi soffre di emicrania di fermare gli attacchi all’occorrenza e di avere uno stile di vita normale.

Foto | Flickr

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lunedì 08 marzo 2010

La difficoltà dei cambiamenti: l'iniziativa "30 giorni per le donne"

pubblicato da Ida in: Psicologia

annegare Hai perso il lavoro? Ti stai separando o al contrario hai appena avuto un bambino? Hai appena scoperto di soffrire di cancro? Qualunque sia il cambiamento che stai vivendo, sta avendo di certo un grande impatto su tutta la tua vita. E per alcune donne, può essere difficile da gestire specie se non si può contare su nessuno. Ecco perchè la Società Italiana di Psicologia e Pedagogia Medica (SIPMED) lancia l’iniziativa “30 giorni per le donne”: a partire dall’8 Marzo, un mese di assistenza gratuita di psicologi, ginecologi e nutrizionisti per aiutare le donne ad affrontare le problematiche legate ai delicati momenti di cambiamento della loro vita.

A partire dal giorno della Festa della Donna, medici e consulenti della SIPMED offriranno gratuitamente la loro professionalità per rispondere alle domande delle donne e le sosterranno nella risoluzione di problematiche legate ai momenti di forte discontinuità della vita, a disagi psicologici e/o di natura medica. Saranno inoltre a disposizione per un colloquio degli avvocati con cui affrontare problematiche legate al mondo delle donne, dal lavoro alla vita privata.

“Oggi le donne - spiega il Dottor. Enrico Prosperi, Presidente della SIPMED- si trovano ad affrontare, ancor più che in passato, forti pressioni e cambiamenti, causati dalle situazioni legate alla crescita, al lavoro, alle relazioni personali, alla famiglia e alla società. La loro capacità di resistenza e reazione è messa ogni giorno a dura prova. Con questa proposta abbiamo ritenuto di fornire un contributo alla Festa della Donna dell’8 marzo, mettendo gratuitamente a disposizione le nostre conoscenze personali e professionali attraverso l’ascolto e il confronto, per affrontare ogni problematica attraverso uno sguardo il più completo possibile. ”

I colloqui con gli esperti dell’associazione, presso la sede SIPMED di Roma in Via Merulana 19, saranno possibili previo appuntamento telefonico al numero 06.49775740 (dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00) o attraverso la mail info@sipmed.it. dall’8 Marzo all’8 Aprile.

Via | Società Italiana di Psicologia e Pedagogia Medica
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mercoledì 03 marzo 2010

QI eccezionale? Vuol dire che siete progressisti

pubblicato da AkiraZhong in: Curiosità Psicologia Come vivere meglio

Progressisti e conservatori, oltre ad essere diversi per le idee, sono diversi anche per intelligenza; nella fattispecie i primi sono dotati di un quoziente d’intelligenza (QI) superiore.

Uno psicologo evoluzionista su tutti, Satoshi Kanazawa, docente alla London School of Economics and Political Science, ha pubblicato in questi ultimi giorni uno studio sul “Journal Social Psychology Quarterly” in cui afferma che adolescenti autodefinitisi “molto progressisti” hanno un QI medio di 106 contro il 95 (QI) di quelli che si dichiarano “molto conservatori“.

La specie umana è destinata ad essere biologicamente conservatrice, mentre essere conservatrici è una novità dell’evoluzionismo. Lo scienziato piega così che le persone con QI più alto tendono a fare scelte più azzardate e meno comuni, sono maggiormente atee e monogame (ciò vale in particolare per gli uomini).

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giovedì 25 febbraio 2010

Adolescenti vittime del cyberbullismo

pubblicato da Ida in: Varie Curiosità Psicologia

ragazzi al computer Hanno tra i 12 e i 14 anni e sono già vittime del bullismo via Internet. Secondo uno studio realizzato da un gruppo di studiosi europei che sta conducendo un’analisi su questo fenomeno, circa il 10% degli adolescenti è vittima del cyberbullismo.

Si tratta di un problema che può essere più serio del bullismo convenzionale, perché in questo caso la vittima viene lasciata in pace almeno la sera e nei fine settimana, mentre i ragazzini che incappano in un cyberbullo non hanno rifugio. Chi diventa bersaglio del bullismo tecnologico, infatti, può essere minacciato continuamente attraverso sms o siti web.

Ma che cos’è e come funziona il cyberbullismo? Diciamo che è un fenomeno che si verifica quando le nuove tecnologie come i computer e i telefonini sono usati per minacciare qualcuno. Si utilizzano sms, e-mail, chat e perfino Facebook per diffondere gli attacchi. Su Facebook, per esempio, c’è il gruppo “Vi som hatar Stina Johansson” (Quelli che odiano…) che ha reso un incubo la vita di questa ragazzina. Gli studiosi hanno avuto molte difficoltà a rimuoverlo dalla Rete e sono rimasti in contatto con i genitori di Stina per oltre un mese.

Le vittime dei bulli telematici sono adolescenti di 12-14 anni, nel periodo scolastico. Quasi sempre i “cattivi” arrivano dalla stessa scuola della vittima. Agli studiosi è stato chiesto come poter difendere i nostri ragazzi. Difficile dare risposte vincenti, ma basterebbe usare un po’ di buon senso. Per prima cosa, dando il buon esempio ed utilizzando in modo razionale e intelligente internet. E’ importante poi informarsi sui siti visitati dai figli, mentre non è una buona idea vietare l’accesso ad alcuni spazi sul web. Inoltre, è bene non deridere o criticare le piccole vittime dei cyberbulli. Piuttosto, aiutiamoli a capire come poter interrompere l’aggressione.

Via | Adnkronos
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martedì 23 febbraio 2010

La vacanza non dà la felicità, la sua preparazione sì

pubblicato da AkiraZhong in: Psicologia Benessere Come vivere meglio



Quante volte abbiamo sentito la necessità di una vacanza sentendoci stanchi e infelici, pensando che un periodo di pausa potesse farci scaricare stress e così rinvigorirci?

Ebbene, un gruppo di ricercatori olandesi si è imbarcato nel progetto di esaminare quanto una vacanza potesse influire sullo stato di salute e sul benessere di una persona ed ha fatto una scoperta sorprendente.

Secondo quanto spiegano gli studiosi, sembra che ancor di più della vacanza in sé, la differenza la faccia l’aspettativa della vacanza stessa. In altre parole, il solo fatto di progettare una vacanza fa bene e regala sensazioni estremamente piacevoli di felicità.

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POIS, sintomi e segni della Sindrome Post Orgasmica

pubblicato da missunderstanding in: Organi Genitali Sessualità Psicologia Disturbi

orgasmoAlcune persone soffrono della Sindrome Post Orgasmica, e molte ne avvertono i sintomi senza realmente sapere a cosa attribuirli, e con difficoltà enormi a parlarne. Il sintomo più evidente, e non sempre identificabile come tale, della Sindrome Post Orgasmica è la spossatezza ed il senso di stanchezza che consegue ad un orgasmo, e può durare da 2 giorni a 2 settimane.

Il soggetto che ne soffre, non solo soffre del dolore conseguente ad un’azione che provoca piacere, ma soffre anche della propria condizione, spesso difficile da affrontare e socialmente invalidante. Le cause della Sindrome Post orgasmica non sono certe, certo è che il sistema immunitario ha un comportamento simile a quello delle malattie autoimmuni e l’organismo reagisce al sesso come nel caso di un’allergia, probabilmente scatenata dagli ormoni che vengono rilasciati durante l’orgasmo.

Sebbene sia difficile identificare la POIS e le ricerche sono talmente poche che non si sa ancora con certezza se la natura del disagio sia prettamente fisica o cognitiva, certo è che il senso di spossatezza coinvolge tutto l’organismo con ripercussioni a livello psichico e fisico, anche se spesso il problema viene liquidato come una forma di stress o un’idea del soggetto, non una reale disfunzione dell’organismo. I soggetti che ne soffrono invece, per lo più uomini, sanno che il disturbo è reale e spesso difficile da gestire.

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sabato 20 febbraio 2010

Innamorarsi è come una dose di cocaina

pubblicato da fritha in: Curiosità Psicologia

loveSi fa un gran parlare di cocaina legata al mondo dello spettacolo e alla vicenda di Morgan, ma arriva anche una notizia che prende a paragone gli effetti della sostanza stupefacente confrontandoli con la sensazione di innamoramento.

Diverse ricerche americane hanno dimostrato, analizzando i risultati delle tac di alcuni soggetti coinvolti nelle sperimentazioni, che sul nostro cervello la potente sensazione di sentirsi innamorati ha lo stesso effetto di una dose di cocaina, perché stimola in determinate aree cerebrali una vera e propria overdose di dopamina.

Ai soggetti del campione analizzato sono state mostrate le foto dei loro innamorati durante la rilevazione delle attività cerebrali e chi s’era innamorato da poco dimostrava di attivare una secrezione di dopamina notevole e legata proprio all’amore, alle relazioni sessuali, al consumo di cioccolato e all’assunzione di droghe: tutte condizioni che dovrebbero comportare intense emozioni piacevoli.

Subito dopo subentra la produzione di vasopressina e ossitocina che sono responsabili della creazione del legame emotivo – è lo stesso processo che determina il legame emozionale tra la mamma e il suo bambino appena nato. Ecco perché all’inizio di un amore ci sentiamo letteralmente preda delle emozioni più istintive e poi il sentimento cambia e si trasforma in qualcosa di più sereno.

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giovedì 18 febbraio 2010

Lo stress da lavoro fa male alla salute, la salute giova al lavoro

pubblicato da missunderstanding in: Psicologia Disturbi Benessere Come vivere meglio

stress da lavoro

L’Ispesl, istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro ha lanciato un messaggio rivolto a tutti i lavoratori e ai datori di lavoro, affinché sia tutelata la salute fuori e dentro i luoghi di lavoro.

Secondo un’indagine condotta dall’Istituto, presentata a Roma durante l’XI Giornata dedicata alla promozione della salute nei luoghi di lavoro, il rischio maggior per la salute è lo stress derivante dal lavoro: il 43% degli occupati lamenta infatti disturbi psico-sociali.

Se il lavoro contribuisce a creare l’identità, lo stress da lavoro contribuisce a disgregarla, generando problemi di salute mentale. L’Ispesl promuove la campagna “Lavorare in sintonia con la vita” per far sì che si possano sviluppare politiche efficaci per chi è soggetto a disturbi psichici stress-correlati e per chi ha perso il lavoro.

Secondo l’Ispesl oggi sono più di 10 milioni i lavoratori che percepiscono fattori di rischio per la propria salute e li individuano nello stress legato al lavoro, mentre 8 milioni dichiarano di sapere che le condizioni di lavoro influiscono sul proprio equilibrio psicologico. Va da sé che chi è in buona salute e trova un ambiente di lavoro sano, lavora meglio e produce di più.

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mercoledì 17 febbraio 2010

Obesità: tra le cause anche il divorzio e un'infanzia difficile

pubblicato da Ida in: ALIMENTAZIONE Psicologia

obesi Non è solo una questione di dieta e buona volontà. I chili di troppo spesso si accumulano in particolari situazioni della vita come un’infanzia difficile seguita da un’adolescenza tranquilla (soprattutto per lei), divorzi o separazioni (particolarmente per lui). L’obesità può dipendere anche dall’avere un partner colpito da una malattia grave. Ma ciò che sembra ancora più determinante è il fatto di diventare genitori.

Ciò non vale soltanto per la mamma che porta avanti la gravidanza, ma anche per i papà. Lo indica uno studio coordinato da Judith Martin, dell’Istituto francese di medicina e ricerca (Inserm), sui dati di un vasto numero di persone - oltre 3 mila - che partecipano dal 2005 a una ricerca su salute, ineguaglianze e problemi sociali (Sirs).

Per gli uomini, oltre al divorzio e alla separazione, il maggior rischio di ingrassare si corre proprio in occasione della nascita dei figli, oltre che dopo aver smesso di fumare e quando si deve affrontare la malattia di un congiunto. Le donne, invece, ingrassano dopo il matrimonio, dopo la maternità e sono quelle che hanno maggiori conseguenze sul peso se hanno vissuto situazioni di disagio durante l’infanzia.

Via | Inserm
Foto | Flickr

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