Alimentazione

PFAS nella carta da forno: cosa rivela il test del Salvagente su 16 marche

PFAS nella carta da forno: test del Salvagente su 16 marche Il Salvagente ha analizzato 16 marche di carta da forno: 14 contaminate da PFAS, solo Carrefour e Domopak risultano pulite. Scopri i rischi e le alternative sicure.

Quattordici marche di carta da forno su sedici contengono tracce di PFAS, le sostanze perfluoroalchiliche note anche come “sostanze chimiche eterne”. È il risultato del test condotto da Il Salvagente e pubblicato nel luglio 2026: un’indagine che riguarda un prodotto presente in quasi ogni cucina italiana e che solleva domande concrete su cosa usiamo ogni giorno per cuocere, avvolgere e conservare il cibo. I PFAS nella carta da forno sono un tema che merita attenzione, anche se il quadro non è così allarmante come potrebbe sembrare a prima vista.

Cosa ha trovato il test de Il Salvagente

Il Salvagente ha analizzato in laboratorio 16 marche di carta da forno disponibili sul mercato italiano. In 14 prodotti su 16 sono state rilevate tracce quantificabili di PFAS. Solo due marchi sono risultati privi di contaminanti misurabili: Carrefour e Domopak.

Un dato che fa riflettere, ma che va letto con attenzione: il test ha anche verificato il rispetto dei limiti di legge europei, e nessun prodotto ha superato i limiti UE attualmente in vigore. Questo non significa che la presenza di PFAS sia irrilevante — significa che ci troviamo in una zona grigia in cui la normativa non vieta ciò che la ricerca scientifica inizia a guardare con crescente preoccupazione.

Cosa sono i PFAS e perché finiscono nella carta da forno

I PFAS — acronimo di per- and polyfluoroalkyl substances — sono una famiglia di oltre 10.000 composti chimici sintetici caratterizzati da legami carbonio-fluoro estremamente stabili. Questa stabilità li rende resistenti al calore, all’acqua, ai grassi e alla degradazione chimica: proprietà molto utili in ambito industriale e nei materiali da imballaggio alimentare, ma che diventano un problema quando si tratta di smaltimento e accumulo nell’ambiente e negli organismi viventi.

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Il termine “sostanze chimiche eterne” (forever chemicals in inglese) nasce proprio da questa caratteristica: i PFAS non si degradano facilmente né nell’ambiente né nel corpo umano. Vengono usati in molti prodotti — dalle padelle antiaderenti agli imballaggi alimentari — per conferire proprietà di resistenza e impermeabilità. Nella carta da forno, possono essere presenti come trattamento superficiale per impedire che il cibo si attacchi o che i grassi la attraversino.

Nessun limite superato: ma questo basta per stare tranquilli?

Il fatto che nessuna delle 16 marche testate abbia superato i limiti europei è un’informazione importante. Significa che, dal punto di vista della conformità normativa, tutti i prodotti analizzati sono legalmente commerciabili. Ma il quadro è più sfumato di così.

Il problema dei PFAS è che la discussione scientifica e regolatoria è in costante evoluzione. Le soglie di sicurezza vengono periodicamente riviste al ribasso man mano che emergono nuove evidenze sull’accumulo nel tempo e sugli effetti a lungo termine. Non è quindi possibile affermare con certezza che l’attuale assenza di violazioni normative equivalga a un’assenza di rischio: si tratta di due piani diversi.

Quello che il test de Il Salvagente ci dice con chiarezza è che la presenza di PFAS nella carta da forno è diffusa — 14 prodotti su 16 — e che esistono alternative senza tracce quantificabili. Questo è un dato utile per chi vuole fare scelte più consapevoli.

I due prodotti senza tracce quantificabili: Carrefour e Domopak

Tra i sedici prodotti analizzati, solo Carrefour e Domopak hanno superato il test senza che venissero rilevate tracce quantificabili di PFAS. Entrambi sono marchi accessibili e distribuiti capillarmente in Italia: il primo è il prodotto a marchio della catena francese, il secondo è uno dei brand storici della categoria nei supermercati italiani.

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Questa informazione è concreta e immediatamente utilizzabile: chi vuole ridurre l’esposizione ai PFAS nella carta da forno ha già due opzioni identificate e disponibili sugli scaffali. Non è necessario cercare prodotti di nicchia o ricorrere a soluzioni alternative costose.

Come scegliere la carta da forno: cosa guardare in etichetta

Il test del Salvagente riporta l’attenzione su un prodotto che spesso acquistiamo senza leggere nulla sull’etichetta, perché lo consideriamo un semplice accessorio da cucina. Eppure ci sono indicazioni utili da cercare:

  • Assenza di trattamenti fluorurati: alcuni produttori indicano esplicitamente che la carta non contiene rivestimenti a base di fluoro. È una dicitura da cercare.
  • Certificazioni: marchi come FSC riguardano la provenienza del legno, non la presenza di PFAS. Non vanno confusi con garanzie di assenza di contaminanti chimici.
  • Marchi testati: in assenza di indicazioni in etichetta, i risultati di test indipendenti come quello de Il Salvagente rimangono uno strumento di orientamento affidabile.

Alternative alla carta da forno tradizionale

Chi preferisce ridurre ulteriormente l’uso di carta da forno può valutare alcune alternative pratiche già disponibili:

  • Tappetini in silicone alimentare: riutilizzabili, resistenti al calore, non richiedono trattamenti chimici per essere antiaderenti.
  • Teglie antiaderenti di qualità: riducono la necessità di foderare con carta.
  • Carta da forno certificata senza PFAS: la categoria esiste, anche se richiede attenzione nella scelta.

Non si tratta di eliminare la carta da forno dalla cucina — per molte preparazioni rimane uno strumento comodo e difficilmente sostituibile — ma di fare scelte più informate quando si acquista.

Il test de Il Salvagente sui PFAS nella carta da forno è un promemoria utile: anche i prodotti più banali meritano attenzione. Sapere che Carrefour e Domopak non presentano tracce quantificabili di queste sostanze, mentre 14 marche su 16 ne contengono in misura variabile, è esattamente il tipo di informazione concreta che permette a chi fa la spesa di orientarsi senza allarmismi ma con maggiore consapevolezza. Il testo completo del test è disponibile su Il Salvagente.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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