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Abbronzarsi può provocare dipendenza

l'esposizione ai raggi UV sui lettini abbronzanti può provocare dipendenza attivando aree del cervello connesse anche all'assunzione di droga

Abbronzarsi può provocare dipendenza

Avete fatto le vostre brave lampade per mantenere l’abbronzatura conquistata in vacanza o per prepararvi ad andare al mare, a inizio estate, senza illuminare la spiaggia più del sole riflettendo la luce sulla pelle chiara? Se non vi siete ancora lasciati convincere dai continui allarmi a proposito dei rischi dei lettini abbronzanti, forse vi farà cambiare idea la notizia secondo cui abbronzarsi può modificare il nostro cervello, diventando un’esperienza molto simile a quella di una dipendenza da droga.

Niente a che vedere con la consapevole fissazione per la pelle ambrata, perseguita quasi come fosse un lavoro per dimostrare al rientro di essersi abbronzati per bene o per sentirsi solo un po’ meno grigi rispetto al resto dell’anno. La frequente esposizione ai raggi ultravioletti, dicono gli scienziati, funziona potenzialmente come una sorta di dipendenza. Le analisi hanno dimostrato che durante l’esposizione ai raggi UV le zone del cervello che hanno a che fare con le dipendenze si attivano, proprio come quando assumiamo una qualche droga o cibi molto zuccherati.

Pare che il cervello riceva una così forte condizionamento da avvertire quando la dose di raggi UV che si è abituato a ricevere comincia a mancare. Così si spiegano i ricercatori perché una vola cominciato è difficile smettere, nonostante si sia spesso consapevoli dei danni potenziali cui ci si espone.

Via | Well

Foto | Flickr

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