Maltitolo e polioli nei biscotti light: vantaggi, limiti e quantità da non superare

I biscotti “senza zuccheri aggiunti” continuano a farsi largo sugli scaffali e vengono spesso presentati come un’alternativa più leggera ai frollini classici. Il nodo, però, è un altro: capire che cosa finisce davvero al posto del saccarosio. Nei prodotti più diffusi compaiono quasi sempre maltitolo e altri polioli, ingredienti che aiutano a ridurre gli zuccheri ma che hanno anche dei limiti, come mostra il recente test di Altroconsumo sui biscotti da colazione in vendita nei supermercati italiani.

Perché nei frollini da colazione lo zucchero lascia spazio ai polioli

Il motivo è piuttosto semplice: chi compra cerca prodotti con meno zuccheri, ma non vuole rinunciare al sapore dolce né alla consistenza del biscotto. Il saccarosio, cioè lo zucchero comune, fa entrambe le cose. Se lo si toglie del tutto, cambiano gusto, struttura, croccantezza e perfino conservazione. Ecco perché entrano in gioco i polioli, con il maltitolo in testa nei frollini “light”: dolcificano quasi come lo zucchero, apportano meno calorie e permettono di scrivere in etichetta “senza zuccheri aggiunti” o, in alcuni casi, “senza zuccheri”. Il test pubblicato da Altroconsumo il 24 aprile 2026 conferma questa strada: tra i prodotti valutati meglio ci sono biscotti Gullón, Balocco, Esselunga e Céréal, tutti accomunati proprio dalla presenza di polioli. Il vantaggio sul piano commerciale è chiaro, ma dal punto di vista nutrizionale il messaggio va ridimensionato: anche i migliori restano su una fascia media, con punteggi tra 47 e 52 su 100 e valori energetici comunque intorno a 430-446 kcal per 100 grammi.

Glicemia, calorie e intestino: cosa sapere davvero su maltitolo e consumo eccessivo

Il maltitolo ha un vantaggio concreto: pesa meno sulla glicemia rispetto allo zucchero tradizionale. Per questo viene spesso scelto da chi vuole limitare i picchi glicemici o tenere più sotto controllo gli zuccheri liberi. Anche sul fronte delle calorie un taglio c’è, ma non è così marcato: circa 2,4 kcal per grammo contro le 4 kcal dello zucchero. In parole semplici, un biscotto senza zuccheri aggiunti non diventa un prodotto “dimagrante”. Riduce una parte degli zuccheri, ma continua ad avere una quota importante di grassi e calorie. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di tenere gli zuccheri liberi su livelli molto bassi nella dieta quotidiana, attorno al 5% dell’energia totale, cioè circa 25 grammi al giorno in un’alimentazione da 2000 kcal. Scegliere biscotti con polioli può aiutare a restare sotto questa soglia, ma non cambia la natura del prodotto: resta un dolce da consumare con moderazione. C’è poi un aspetto spesso trascurato, quello intestinale. I polioli vengono assorbiti solo in parte e, se si esagera, possono richiamare acqua nell’intestino e provocare gonfiore, crampi o effetto lassativo, soprattutto nelle persone più sensibili.

Tra 5 e 8 biscotti la soglia da tenere d’occhio: quando scatta l’avvertenza lassativa

Qui più dello slogan conta il dettaglio. La normativa prevede che, quando i polioli superano il 10% del peso del prodotto, in etichetta debba comparire l’avvertenza secondo cui un consumo eccessivo può avere effetti lassativi. Nei biscotti analizzati da Altroconsumo i valori non sono affatto trascurabili: in alcuni casi si arriva a 16, 19 o persino 21 grammi di polioli per 100 grammi. Questo significa che una porzione abbondante può avvicinarsi in fretta a una quantità poco tollerata dall’organismo. Per questo molti esperti indicano una soglia prudente attorno ai 10 grammi al giorno di polioli, che nei biscotti da colazione corrisponde spesso a circa 5-8 biscotti, a seconda del formato e della ricetta. Non è una regola fissa, ma è un riferimento utile per leggere meglio il prodotto. Se la confezione promette meno zuccheri ma concentra molti dolcificanti, alla fine la vera differenza la fa soprattutto quanto se ne mangia. In altre parole, il biscotto “senza zucchero” può avere senso per chi vuole ridurre gli zuccheri semplici, ma solo se resta dentro una colazione equilibrata e non diventa un lasciapassare per mangiarne di più.

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Raffaele Moauro