Vittima di stupro a 12 anni in Argentina: i medici rifiutano di farla abortire

Vittima di stupro a 12 anni in Argentina: i medici rifiutano di farla abortire

In Argentina, ad una 12 enne vittima di stupro è stato negato il diritto all'aborto. La ragazza ha dato alla luce due gemelli con cesareo.

In Argentina l’aborto è illegale, ma se si è vittima di stupro o la gravidanza mette in pericolo la vita della gestante, il discorso cambia. Eppure a San Salvador, nella provincia di Jujuy, è scoppiato l’ennesimo caso di inadempienza da parte dei medici. Ad una ragazzina di 12 anni, che aveva subito violenza, è stato infatti negato il diritto ad interrompere la gravidanza.

Come detto, l’Argentina non è nuova a casi di questo genere. Sono sempre di più le vittime di stupro bambine, costrette a portare avanti la gestazione perché esistono falle nel sistema. La legge è chiara per certi versi, nebbiosa per altri e alla fine dei giochi non dà garanzie.

La storia quindi tende a ripetersi. La 12enne di Jujuy, come purtroppo molte altre, ha chiesto ai medici di poter abortire dopo essersi accorta di essere rimasta incinta a seguito di uno stupro. Come legislatore vuole, essendo minore, la richiesta è stata avallata dal tutore legale della ragazza, sua madre.

Ma in Argentina la legislazione che consente l’aborto a seguito di violenza, non specifica entro quante settimane di gestazione sia consentito agire. Alcune leggi provinciali dicono mai dopo le 22 settimane di gravidanza, in altri casi ci si affida al buonsenso dei medici. Il problema è quello che accade dopo che questi ultimi rifiutano la richiesta di aborto.

Proprio come è accaduto alla ragazza di Jujuy, di cui non sono state rese note le generalità, il percorso sanitario si fa a tinte fosche. In genere il personale ospedaliero obbliga ad attendere fino al sesto mese di gravidanza la paziente, per sottoporla poi ad un parto cesareo.

Non è un assurdo che parte dell’opinione pubblica argentina reputi tutto questo una forma di tortura. Tanto più che a sei mesi i feti sono anche in una condizione prematura, con tutte le conseguenze del caso. Alle mamme bambine quindi l’obbligo di curare i neonati se sopravvivono. O in caso contrario, di accettare un lutto a parto avvenuto.

Per quanto riguarda la ragazza di Jujuy, ha dato alla luce due gemellini presso l’ospedale Hector Quintana di San Salvador. Cosa ne sarà di questa famiglia, solo il destino può dirlo.

Via | TPI
Foto | iStock

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