Testamento biologico in Italia, la campagna informativa sul fine vita

Testamento biologico in Italia, la campagna informativa sul fine vita

L'associazione Luca Coscioni ha lanciato a livello nazionale la prima campagna sul fine vita, per parlare di biotestamento in Italia.

L’Associazione Luca Coscioni, a più di tre anni dalla legge sul testamento biologico in Italia, lancia la prima campagna informativa dedicata a un argomento tanto importante, quanto sconosciuto nel nostro paese. Il gruppo, attivo da anni per tutelare il diritto alla salute, ha infatti lanciato una campagna nazionale online e offline per parlare del diritto di ogni persona di poter decidere liberamente sul proprio fine vita, tramite le DAT (Disposizioni anticipate di trattamento).

Esistono oggi ancora molti ostacoli che impediscono la piena attuazione della legge sul biotestamento, come la mancanza di informazioni istituzionali destinate a medici, operatori sanitari e cittadini italiani sul diritto di scelta del fine vita. Alcuni comuni non hanno accettato il deposito delle DAT, ad esempio, violando la legge (spesso additando come causa la chiusura degli uffici causa Covid).

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Sul sito dell’Associazione Luca Coscioni sono stati scaricati fino ad oggi più di 60.000 moduli per poter fare biotestamento. E ogni giorno arrivano migliaia di richieste di informazioni, a dimostrazione del fatto che l’interesse in merito alla questione c’è.

Per questo l’associazione ha realizzato una campagna presente nelle stazioni delle metropolitane delle principali città italiane Milano, Roma, Torino, Napoli e Brescia (e non solo) per informare su quello che è un diritto. Nei manifesti c’è anche un QR code che rimanda al sito della Associazione Luca Coscioni per scaricare il modulo.

Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, spiega:

Senza informazione, la legge sul testamento biologico per molti non esiste nemmeno. Su oltre 60 milioni di italiani, le stime ufficiali parlano di 200.000 cittadini che hanno redatto le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento. Ciò significa che il diritto a scegliere è riservato a un’élite di persone particolarmente sensibili al tema e in grado di cercare da sé le informazioni. Il Governo che, in virtù della legge 219/17 sulle DAT, avrebbe dovuto organizzare una campagna informativa, non ha fatto alcunché. È ora di dire basta e di conquistare insieme quel diritto alla conoscenza che lo Stato ci nega. Accanto a questa campagna di affissioni in tutta Italia, l’intelligenza artificiale Citbot.it promossa dall’Associazione Luca Coscioni per fornire risposte a tutte le domande sul tema è ormai sempre più efficace. Nel frattempo, continuiamo a chiedere conto al Governo attraverso interrogazioni parlamentari.

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