SpillOver, l’app che classifica i 900 virus più pericolosi per l’uomo

SpillOver, l’app che classifica i 900 virus più pericolosi per l’uomo

Una nuova App di nome SpillOver rivela quali sono i virus di origine selvatica più pericolosi per l'uomo: fra questi vi è anche il Sars-Cov-2

Pensate che il Sars-Cov-2 sia il virus più pericoloso per l’uomo? Non è esattamente così, ma rientra comunque fra i primi 12 più minacciosi. A rivelarlo è l’app SpillOver, un nuovo progetto ad opera dei ricercatori dell’Università della California di Davis, i quali hanno creato una piattaforma in grado di elencare i virus più minacciosi per l’uomo. Il Sars-Cov-2, vale a dire il virus responsabile della pandemia di Covid, fa senza dubbio parte dei più pericolosi, ma non è il solo.

Grazie allo studio condotto su centinaia di virus di origine selvatica in grado di diffondersi attraverso il salto di specie (spillover), l’applicazione ci permette di comprendere quali sono i pericoli più concreti e allarmanti.

E’ emerso che 887 virus sono i più pericolosi. Fra questi rientra il virus del Covid, fra i primi 12 da temere, insieme ad altri ben noti, come quello dell’Ebola ad esempio.

Come funziona l’app SpillOver?

Il funzionamento di questa particolare applicazione è stato illustrato sulle pagine della rivista dell’Accademia americana delle scienze (Pnas). Gli autori spiegano che questa sorta di banca dati è in continuo aggiornamento. Grazie a studi sempre più approfonditi e dettagliati sarà infatti possibile identificare gli altri virus che rappresentano una potenziale e seria minaccia per l’uomo.

Fra questi, oltre al virus dell’Ebola e al Sars Cov 2, si segnala anche il Lassa virus, responsabile della cosiddetta febbre emorragica di Lassa, che colpisce sia gli esseri umani che gli altri primati. Particolarmente diffuso in Africa, ogni anno questo virus provoca la morte di circa 5.000 persone.

Attraverso la nuova App SpillOver, esperti e scienziati di tutto il mondo avranno modo di identificare i luoghi in cui si registrano maggiori criticità e prevedere – per quanto possibile – eventuali e future epidemie. Potranno infine indicare i comportamenti da attuare e quelli da evitare per proteggere la nostra salute.

via | Ansa
Foto di iXimus da Pixabay

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