Soffrire di ansia: fra le cause c’è anche la discriminazione

Soffrire di ansia: fra le cause c’è anche la discriminazione

Soffrire di ansia, un problema comune per chi è vittima di discriminazione: ecco cosa emerge da un nuovo studio

Soffrire di ansia è un problema comune a molte persone, e in particolar modo a quelle che sono vittime di discriminazione. A suggerirlo è un nuovo studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, secondo cui l’esposizione ad episodi di discriminazione (ad esempio a quella di genere o alla discriminazione razziale) rappresenta un significativo fattore di rischio per lo sviluppo di ansia e altri problemi di salute mentale.

Per il loro studio, gli autori hanno analizzato un campione di 1.500 adulti, uomini e donne di età compresa tra 25 e 74 anni. I criteri per valutare i livelli di discriminazione sono stati in particolar modo tre:

  • Discriminazione quotidiana: ovvero essere trattati in modo più scortese rispetto ad altre persone.
  • Grande discriminazione: ad esempio essere scoraggiati dal proprio insegnante dal cercare un’istruzione superiore.
  • Discriminazione cronica sul lavoro: dover fare dei lavori che nessun altro vuole svolgere oppure ricevere insulti sulla base della propria etnia, sessualità, della propria religione e così via.

Soffrire di ansia e discriminazione: esiste un legame

Ebbene, anche dopo aver tenuto conto dei potenziali rischi genetici collegati all’ansia, dallo studio è emerso che questo e altri disturbi ad esso correlati sono più frequenti nelle persone che sono vittime di episodi  di discriminazione.

Come se non bastasse, gli autori fanno anche notare che l’ansia è correlata a un più alto rischio di soffrire di condizioni di salute croniche (come ad esempio malattie cardiache, l’ipertensione e il diabete).

Quando le persone parlano di discriminazione non è qualcosa che succede ‘nelle loro teste’. Queste esperienze sono reali e possono avere degli effetti concreti sulla salute. Dovremmo avere delle conversazioni più aperte su come possiamo migliorare il trattamento e la comunicazione, nonché ridurre le disuguaglianze sociali e sanitarie.

Non possiamo che augurarci che, con l’impegno di ognuno di noi, il mondo possa davvero diventare migliore.

via | VeryWellHeatlh
Foto di Ohmydearlife da Pixabay

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