I sintomi del tetano da riconoscere

I sintomi del tetano da riconoscere

Quali sono i sintomi del tetano da riconoscere subito? E come si prende la malattia? Ecco tutto quello che dovete sapere in merito.

Quali sono i sintomi del tetano da riconoscere subito? Il tetano è una malattia infettiva acuta non contagiosa provocata da un batterio, il Clostridium tetani, un bacillo Gram-positivo anaerobio, che cresce in assenza di ossigeno. In natura è presente in forma vegetativa o di spore. Nella prima forma produce la tetanospasmina, una tossina neurotossica che causa i sintomi clinici della malattia. La tossina è molto forte: solo 7 milionesimi di milligrammo possono essere letali per l’essere umano.

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Il batterio si trova normalmente nell’intestino degli animali e anche nell’intestino umano. Le spore sopravvivono in ambiente esterno, ad esempio contaminando terra e polvere. Penetrano nel corpo umano tramite ferite e in alcune condizioni si possono trasformare nelle forme che danno vita alla pericolosa tetanospasmina.

La tossina può raggiungere il sistema nervoso centrale, viaggiando nel sangue e nel sistema linfatico. Provocando disturbi anche seri alla muscolatura, come contrazioni e spasmi.

Tetano: l’incubazione, i sintomi e la cura

I primi sintomi del tetano

Quando si sviluppano i sintomi del tetano? Il periodo di incubazione varia da 3 a 21 giorni. Prima si manifestano i segnali della malattia, più la manifestazione è grave. Si inizia con contrazioni muscolari del capo, che poi raggiungono il tronco e gli altri. All’inizio si nota una contrattura del muscolo massetere (il trisma: serramento delle mascelle causato da uno spasmo dei muscoli masticatori), a cui seguono difficoltà a deglutire, rigidità del collo, rigidità dei muscoli addominali.

Altri sintomi sono febbre, sudorazione, tachicardia, dolore. In seguito a visita e anamnesi sui sintomi riportati dal paziente, viene data diagnosi di malattia, perché non esistono test di laboratorio. La malattia non è contagiosa. Si cura con somministrazione di immunoglobuline umane antitetaniche (TIG) e pulizia della ferita, con ricorso anche a penicillina. La prevenzione della malattia è possibile con la vaccinazione antitetanica.

Foto iStock

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