La legge sul dolore compie 11 anni, ma quasi nessuno la conosce

La legge sul dolore compie 11 anni, ma quasi nessuno la conosce

La legge sul dolore compie 11 anni, ma ancora il 72 per cento della popolazione italiana non la conosce: vediamo quali diritti tutela

La legge sul dolore sta per compiere 11 anni, un traguardo non da poco. Purtroppo però, nonostante si tratti di una legge fondamentale per tanti cittadini italiani, quasi nessuno la conosce. La cosiddetta “Legge sul dolore”, ovvero la legge 38 2010, nasce da un presupposto molto importante: nessuno deve essere “destinato a soffrire” inutilmente. Il nostro è un diritto che viene tutelato da una legge che garantisce l’accesso di ogni paziente alle adeguate terapie contro il dolore. Tutto ciò a prescindere dall’età del paziente e dalle malattie di cui soffre.

Di questo argomento si è parlato in occasione della presentazione del “Manifesto sul dolore“, promossa da Sandoz, che ha visto coinvolti medici, associazioni dei pazienti e istituzioni, che concordano nel dire che la scarsa conoscenza della legge sul dolore rappresenta un problema molto serio, una situazione che va risolta con il massimo dell’impegno.

Molte persone infatti sono vittime di varie forme di dolore. Questo può essere scatenato da malattie come artrosi, alcune forme di tumori, patologie vertebrali e molte altre. Tutte queste condizioni possono compromettere la qualità della vita di chi ne soffre in maniera molto importante. Spesso i pazienti smettono di svolgere le loro attività quotidiane, si trovano costretti a dover cambiare lavoro a causa delle loro condizioni. Non hanno la possibilità di condurre una vita attiva al 100%.

Per queste persone, il 15 marzo 2010 è stata approvata la legge italiana sul dolore, che però è purtroppo ancora fin troppo sconosciuta. Ma cosa prevede esattamente?

Legge sul dolore: cosa prevede?

La legge 38 del 2010Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” protegge il diritto di ciascun cittadino di accedere alle cure palliative e alla terapia per alleviare il dolore. Si tratta di una forma di tutela della dignità e dell’autonomia del paziente, che prevede un adeguato sostegno sanitario e socio-assistenziale sia in favore della persona malata che della sua famiglia.

Come fa notare Tiziana Nicoletti, membro del coordinamento nazionale “Associazioni Malati Cronici e Rari” di Cittadinanzattiva, al momento questa legge non è abbastanza conosciuta in Italia. Basti pensare che il 72% dei cittadini non conosce il provvedimento:

Risulta evidente una carenza di informazione tra medico e paziente. Per questo è fondamentale che si rafforzi la formazione in primis dei medici, che poi hanno il dovere di trasferire le informazioni ai loro pazienti.

È dello stesso parere anche Nicoletta Orthmann, coordinatore medico scientifico della Fondazione Onda, che aggiunge che nessuno dovrebbe “convivere” con il dolore cronico:

Il dolore cronico è una patologia che può essere curata, una diagnosi specifica conduce a una cura personalizzata, esistono centri d’eccellenza a cui ci si può rivolgere.

Per saperne di più sulla legge 38/2010 visitate il sito www.sip-platform.eu.

 

via | Ansa
Foto di Tumisu da Pixabay

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