Disturbo borderline di personalità: ecco perché non devi ignorare il problema

Disturbo borderline di personalità: ecco perché non devi ignorare il problema

Ecco perchè non bisognerebbe mai ignorare il Disturbo borderline di personalità e come comportarsi con le persone che ne soffrono

Disturbo Borderline di Personalità, cos’è? Perché viene spesso “sottovalutato”? E come affrontare la situazione in caso di pazienti con questo disturbo? La risposta a queste domande arriva da Carla Sharp, professoressa di psicologia e direttrice del Developmental Psychopathology Lab presso l’Università di Houston, la quale spiega che per molti anni i medici hanno mostrato grande esitazione nell’eseguire una diagnosi di Disturbo borderline di personalità (BPD) in un paziente adolescente.

Questo perché, non esistendo dei trattamenti appositi per il DBP, molti ritengono che una simile diagnosi possa essere considerata molto “pesante” per il paziente. In un articolo pubblicato sul Journal of Abnormal Child Psychology l’esperta spiega però che esattamente come avviene negli adulti con Disturbo borderline di personalità, anche negli adolescenti è possibile registrare un miglioramento grazie alla terapia. Per questo motivo gli psicologi non dovrebbero esimersi dal diagnosticare questa condizione e dal trattarla.

I sintomi del BPD

Ma quali sono i sintomi del Disturbo Borderline di Personalità? La psicologa spiega che il paziente tende a manifestare problemi come:

  • Forti sbalzi di umore e differenti stati d’animo
  • Azioni impulsive
  • Paura dell’abbandono
  • Problemi nelle relazioni
  • Tendenza a pensare esclusivamente in bianco e nero
  • Episodi intensi di rabbia
  • Comportamenti impulsivi e autodistruttivi
  • Depressione e ansia, che possono durare da poche ore a giorni.

Ignorare il disturbo borderline rappresenta tra l’altro un grande rischio poiché, rispetto ad altri disturbi mentali, il DBP è considerato una delle principali cause di comportamenti suicidi e autolesionismo nei giovani.

Per il suo lavoro, la Sharp ha esaminato i dati raccolti da 500 pazienti adolescenti con disturbo borderline. I partecipanti sono stati esaminati ogni sei mesi, per un periodo di follow-up di 18 mesi, durante i quali sono stati misurati i sintomi di DBP. Ebbene, l’esperta ha constatato che – esattamente come avviene negli adulti – anche negli adolescenti è possibile registrare un miglioramento dei sintomi grazie a un valido intervento.

Lo studio invia un messaggio ai medici: ‘Non mettete la testa sotto la sabbia!’ Se la patologia è presente, eseguite un diagnosi e trattatela con il miglior trattamento basato sull’evidenza.

Disturbo borderline di personalità, come comportarsi?

Abbiamo visto che non è mai saggio sottovalutare o ignorare i sintomi, e che dal disturbo borderline di personalità si può guarire (o si può comunque condurre una vita serena), ma in che modo bisogna comportarsi con i pazienti? Come curare il Disturbo Borderline di Personalità?

La Sharp spiega che i trattamenti standard impiegati negli adulti e negli adolescenti si basano sulla terapia comportamentale dialettica e nella terapia basata sulla mentalizzazione.

Detto ciò, se i medici non sono addestrati in questi trattamenti specializzati, la scelta migliore sarebbe comunque quella di impiegare i migliori approcci possibili (confermati da evidenze sul campo) o indirizzare il paziente verso un collega esperto in materia.

via | ScienceDaily
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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