Benessereblog Covid, la pandemia causa la “fame di pelle”

Covid, la pandemia causa la “fame di pelle”

Covid, la pandemia causa la “fame di pelle”

Cos’è la “fame di pelle” e come viene scatenata dal Covid o, meglio, dalla pandemia? Pasqua e Pasquetta sono appena passate e la maggior parte degli italiani (e non solo) le ha trascorse senza poter contare su un abbraccio, su un bacio o anche solo su una semplice stretta di mano di auguri. Una giornata di solitudine, insomma, della quale molti oramai, a distanza di più di un anno, iniziano a risentire. Questo è quello che può essere definito, appunto, “fame di pelle”. Fame di un gesto di affetto fisico, di una carezza, di una pacca sulla spalla da parte di chi amiamo. Tutto ciò, secondo gli esperti, scatena delle ripercussioni non certo positive sul benessere psichico.

Covid, la pandemia causa la “fame di pelle”

Fame di pelle da pandemia, gli studi

Ripercussioni che iniziano a diventare oggetto di studio da parte degli psichiatri. Tanti di noi, del resto, lo avranno sperimentato più volte nel corso degli ultimi lunghi mesi. Come affermano, difatti, Massimo di Giannatonio ed Enrico Zanalda, co-presidenti della Società Italiana di Psichiatria (SIP):

“Il contatto fisico è rassicurante, perché è la modalità più arcaica per farci sentire al sicuro. Inoltre il senso di sicurezza e di appagamento che provoca, innesca modificazioni neurochimiche positive come l’aumento della produzione di ossitocina, l’ormone dell’attaccamento che ha un effetto ‘tranquillizzante.'”

Tale mancanza di affetto ha iniziato a generare disturbi dell’umore tra ansia, stress e depressione. Disturbi che sono documentati in uno studio in via di pubblicazione condotto da Tiffany Field della Università di Miami in Florida. Ed in un altro lavoro appena pubblicato sulla rivista Social Psychiatry and Psychiatric Epidemiology, che ha posto in evidenza come i livelli di depressione e solitudine durante la prima ondata di Covid-19 siano aumentati. Non, però, in chi è riuscito a poter continuare a goderne.

Se le restrizioni sociali sono ancora fondamentali per poter venire fuori dalla pandemia, Giannantonio e Zanalda sottolineano come esistano accorgimenti che possiamo adottare per supplire alla carenza di contatto fisico. Piccoli gesti che possono scatenare in noi sensazioni piacevoli come, ad esempio un bagno caldo o l’accarezzare stoffe morbide come la seta. A conclusione del loro intervento gli psichiatri consigliano, laddove possibile, di ricercare il contatto fisico con i familiari conviventi.

Via | Ansa

Photo | Pixabay

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