Coronavirus: zio con sindrome di Down e nipote ricoverati al Celio a Roma

Coronavirus: zio con sindrome di Down e nipote ricoverati al Celio a Roma

Alle prese con il Coronavirus, zio con sindrome di Down e nipote ricoverati al Celio. Il nipote non l'ha voluto lasciare solo

Affetti dal Coronavirus, zio e nipote ricoverati al Celio per combattere insieme il Covid-19. La storia di Paolo e Matteo alle prese con il Covid-19 è bella e toccante e, per fortuna, anche a lieto fine. Paolo è un uomo di 49 anni affetto dalla sindrome di down che è stato colpito dal virus in modo abbastanza serio. A un certo punto si è reso necessario anche il ricovero in ospedale. Matteo è il nipote di Paolo, ha 29 anni e vive a Roma, anche lui era positivo al Covid-19 ma con sintomi molto lievi.

Quando le condizioni dello zio si sono aggravate, Matteo ha chiesto ai medici di ricoverarlo insieme a lui, per non lasciarlo solo e regalargli un po’ di famiglia, anche in una stanza di ospedale. Paolo e Matteo sono stati insieme in ospedale per 15 giorni, sempre nella stessa camera e cambiandone tante per poter restare insieme.

Coronavirus: zio con sindrome di down e nipote ricoverati al Celio

Coronavirus zio con sindrome di down e nipote ricoverati al Celio

Una storia che racconta il grande amore tra uno zio e il nipote che per due settimane ha lasciato tutto e si è chiuso in ospedale. Matteo ha incoraggiato lo zio, gli ha fatto forza e lo ha aiutato a superare i momenti più duri e difficili.

Paolo è stato sotto ossigeno per tanti giorni perché aveva una polmonite. È difficile per tutti. Ma ancora di più per chi non riesce a comprendere bene cosa gli stia accadendo e perché sono necessarie cure così invasive. Grazie al nipote però, lo zio è riuscito a trovare sempre uno sguardo familiare e giorno dopo giorno, è riuscito a sconfiggere il Covid-19.

Quando Paolo era piccolo ha subito un intervento e gli è stata asportata una parte del polmone. Nelle sue condizioni, la polmonite interstiziale causata dal Coronavirus poteva fare molti danni.

I medici e tutto il personale del Policlinico militare del Celio sono stati gentili e comprensivi, hanno permesso a Paolo di essere curato senza destabilizzare il suo stato emotivo. Quando Paolo ha iniziato a sentirsi meglio, è tornato anche l’appetito e anche la voglia di cose buone. I medici e gli infermieri lo hanno anche coccolato con caramelle e barrette di Twix, anche se lui chiedeva a gran voce i supplì.

Mercoledì scorso, zio e nipote sono stati dimessi e la mamma di Matteo (cioè la sorella di Paolo), per cena gli ha fatto trovare proprio i supplì.

via | repubblica

foto | pixabay e repubblica

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