Le Iene, il cancro può guarire con l'alimentazione?

Il servizio dell'inviato Pablo Trincia sulla storia di Antonio, guarito da un tumore al cervello dopo terapie e un cambio di alimentazione, ha avuto il pregio di non gridare al miracolo e offrire un contradditorio razionale: l'analisi critica di Benessereblog.

Il rischio era concreto: il grido al miracolo delle cure non convenzionali, come era già accaduto con un precedente servizio televisivo che li aveva costretti a scusarsi dopo la messa in onda. Invece stavolta il programma televisivo Le Iene Show, nella puntata del 5 Marzo, con l'inviato Pablo Trincia, ha scelto un basso profilo che ha giovato alla credibilità del servizio e dell'argomento presentato.

La storia del signor Antonio


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La storia raccontata è stata quella di Antonio, un signore che nel 2003 ha scoperto di avere un tumore al polmone destro; nonostante le cure e una prima operazione, nel 2009 il cancro si estende anche al polmone sinistro e il signore viene sottoposto ad un ciclo di chemioterapia e ad una seconda operazione. Nel 2011, l'ennesima metastasi e questa volta al cervello, con una massa di circa 3 centimetri con edema: a questo punto Antonio viene sottoposto ad una radioterapia mirata che riesce ad eliminare una parte del tumore, ma per toglierlo del tutto si sarebbe resa necessario un altro ciclo di chemioterapia che il paziente si rifiuta di sostenere. Sino a qui, una storia del tutto normale: di fronte alla prospettiva di altre cure ma sfiancato da anni di terapie, il signor Antonio preferisce evitare.

La nuova alimentazione vegetale e i risultati


E' a questo punto che il servizio de Le Iene diventa molto più delicato, perché si introduce un argomento che potrebbe dare adito a successive mistificazioni: uno dei figli del signor Antonio, dopo diversi consulti e ricerche via Internet, propone al padre di verificare se un eventuale cambio di alimentazione può aiutarlo a sconfiggere definitivamente il tumore. Numerosi studi hanno dimostrato la correlazione tra alimentazione e malattia: le proteine animali aumentano i fattori di crescita dei tumori, quindi non mangiandole si potrebbe verificare una regressione del tumore.

Il signor Antonio si affida ad un medico nutrizionista e cambia completamente alimentazione: la cura cui si sottopone, sotto controllo medico, prevede l'eliminazione drastica delle proteine animali e il consumo di vegetali principalmente crudi per il primo periodo, poi per il 70-80% crudi e il restante cotti. A questi si aggiunge il consumo di acqua alcalina che contribuisce appunto ad alcalinizzare l'organismo detossinandolo completamente. Il tumore al cervello del signor Antonio, quando dopo tre mesi di nuova alimentazione si sottopone ad una TAC, è scomparso.

Il parere dei medici


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Di fronte ad un tale risultato, il sensazionalismo poteva essere la chiave risolutiva del servizio de Le Iene: "è guarito, evviva, miracolo, diventiamo tutti vegani!". Invece no: ha vinto la formula del contraddittorio e lo scetticismo, che a volte può sembrare un deterrente, è servito a non lasciarsi troppo trasportare sull'onda emotiva della guarigione da un tumore.

Come spiegato dal chirurgo specializzato in nutrizione oncologica Michela De Petris del Centro Arte Medica dell'Istituto San Raffaele di Milano, molte cose in campo medico stanno cambiando: si sta assistendo ad una vera e propria rivoluzione e l’alimentazione sta diventando fondamentale nei corsi di Medicina. Spesso sono i pazienti stessi a obbligare i medici ad informarsi ed aggiornarsi, modificando atteggiamenti poco vantaggiosi, e anche negli ospedali si prende mano a mano atto che l'alimentazione ha un’importanza maggiore rispetto al passato.

Il cibo è la prima medicina che ci possa essere. L’alimentazione fa la differenza, valutando la gravità della patologia e delle concomitanze: cambiando alimentazione si possono curare patologie infiammatorie, intestinali, anche malattie autoimmuni e tumori ormonosensibili, e si riduce l’incidenza di recidive. Dalle malattie cronico degenerative non si guarisce, comunque. Non bisogna farsi prendere da facili entusiasmi ma nemmeno farsi scoraggiare. Va calato nella realtà di ciascuno, ogni caso è a sé, migliorare l’alimentazione serve per rendere più efficace la terapia.

Il succo della questione è qui: l'alimentazione è importante, ma da sola non può essere l'unica speranza di guarigione da un tumore. La scelta nutrizionale varia da persona a persona, perché ognuno risponde alle terapie a modo proprio: anche la chemioterapie, infatti, sono modellate sul quadro clinico del singolo paziente e adattate alle esigenze di chi si sta curando, valutando il suo stato di salute generale.

La misteriosa oncologa del signor Antonio, che non è voluta apparire a favore di telecamere ma ha concesso la registrazione di ciò che diceva quando il paziente è andato al controllo, ha dato la spiegazione finale ad un contraddittorio che per fortuna stavolta c'è stato:

Non ci sono metastasi, sta bene fisicamente. Certo è un caso particolare, ma non unico: ci sono poi anche altri casi come quello di un’altra paziente donna che non ha cambiato alimentazione ma non ha avuto più metastasi dopo la radioterapia. Ci sono state altre persone trattate solo con la radioterapia che sono guarite; dire che è solo la dieta io me lo auguro, ma non abbiamo i numeri, in medicina ci vuole statistica. La dieta non può aver avuto un impatto così forte, saremmo sciocchi noi che non la facciamo. Il caso è attribuibile alla radio fatta in precedenza e non solo all’alimentazione.

Lo stesso signor Antonio, pur considerandosi quasi un miracolato (almeno la moglie la pensa così), ha pronunciato delle parole condivisibili:

Per me ha funzionato, magari per qualcun altro no. Però io continuo su questa strada.

Per un caso che poteva trasformarsi nell'ennesima "guarigione miracolosa" strombazzata tramite media televisivi, vale la pena plaudire il servizio de Le Iene per aver mantenuto alto il livello razionale e aver evitato sensazionalismi: il possibilismo è stata la via di accesso di questo buon momento di televisione che non ha pigiato sul pedale del patetico, ma ha spiegato un caso nella sua unicità anche grazie al parere di esperti non invasati.

Il comunicato del San Raffaele


L’IRCCS Ospedale San Raffaele, in riferimento al servizio “Alimentazione e malattie. La storia del tumore guarito di Antonio”, in onda durante la trasmissione Le Iene (Italia 1, mercoledì 5 marzo), dichiara che nessuno studio in tal senso è in corso presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele e osserva che ad oggi non esiste alcuna dimostrazione del valore della dieta come terapia oncologica. Alcune attenzioni dietetiche possono avere ruolo e spazio nell’inquadramento generale di una terapia oncologica come di terapie per altre malattie, ma nella pratica clinica nessuna dieta può sostituirsi alla chirurgia, alla radioterapia e ai farmaci nel curare i tumori.

L’IRCCS Ospedale San Raffaele precisa inoltre che la dr.ssa Michela De Petris è consulente dell’Ospedale dove svolge attività ambulatoriale in ambito nutrizionistico. La dottoressa, nell’intervista, ha tuttavia espresso opinioni personali. L’Ospedale puntualizza che il caso clinico oggetto del servizio si riferisce ad una persona che non è stata seguita dalla dr.ssa De Petris presso il San Raffaele, ma in altre strutture sanitarie.

La Direzione Sanitaria
IRCCS Ospedale San Raffaele

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