Il trapianto di cuore: quando è necessario, i rischi e l'aspettativa di vita

Quando è indicato il trapianto di cuore, e qual è l’aspettativa di vita dopo l’intervento?

Il trapianto di cuore è un intervento estremamente delicato, un intervento che è indicato in tutti quei casi in cui il paziente è affetto da una malattia al cuore in fase terminale, non curabile mediante farmaci oppure mediante interventi di chirurgia tradizionale. Tale intervento consiste nell’asportazione del cuore malato, e nella sua sostituzione con un cuore sano proveniente da un donatore. L’intervento è estremamente delicato, dura circa 5 ore, e comporta comprensibilmente una serie di rischi che non devono essere sottovalutati, e che verranno chiaramente illustrati al paziente.

In seguito al trapianto, uno dei rischi maggiori è quello che possa avvenire un rigetto dell’organo, evento che può manifestarsi a poche ore dall’intervento, dopo alcuni giorni, o anche a molti mesi di distanza dall’operazione. Oltre al rischio di rigetto, nonostante i controlli sull’organo siano sempre molto accurati, vi sarebbe anche un minimo rischio di trasmissione di infezioni, trasmissione di neoplasie che non erano state diagnosticate nel donatore (evento estremamente raro), effetti indesiderati della terapia immunosoppressiva, ed altre problematiche legate alle condizioni generali di salute del paziente.

Trapianto di cuore aspettativa di vita

L’aspettativa di vita dopo un trapianto di cuore è determinata in primis dalla presenza di eventuali coronaropatie nel paziente. In assenza di coronaropatie infatti il soggetto avrebbe alte probabilità di sopravvivenza.

Dopo il trapianto il paziente dovrà seguire uno stile di vita molto sano, e dovrà sottoporsi periodicamente a visite di controllo, che saranno più frequenti durante il primo anno, per poi diradarsi negli anni successivi al trapianto. Detto ciò, secondo gli esperti, sembra che il tasso di sopravvivenza dopo il trapianto cardiaco sia dell’88% dopo un anno dall'intervento, dopo tre anni sarebbe dell'80% e dopo cinque anni sarebbe del 73%.

via | Bag.admin.ch, Ospedaleniguarda, Wikipedia

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