Cefalea, nasce l'Italian Migraine Project con il primo manifesto dei diritti dei pazienti

Uso appropriato dei farmaci, ricerca, innovazione e un'attenzione particolare all'età evolutiva: ecco tutti gli obiettivi dell'iniziativa

Sono sei i milioni di italiani che soffrono di cefalea. Nel 2-3% dei casi si tratta di forme gravi del disturbo che compromettono significativamente la qualità della vita. Per aiutarli nasce oggi Italian Migraine Project, una vera e propria alleanza contro le cefalee che coinvolge associazioni di pazienti, di medici e Federfarma e da cui è già nato il “Social Manifesto”, il primo documento ufficiale dedicato ai diritti delle persone con cefalea.

Gli obiettivi dell'Italian Migraine Project sono sostenere la ricerca scientifica e l'innovazione, uniformare l'accesso alle terapie nelle diverse regioni agevolando l'orientamento dei pazienti, lavorare per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale e contrastare il problema dell'uso spesso inappropriato e protratto dei farmaci.

Dato poi che la cefalea colpisce il 25% dei ragazzi in età scolare, che ne risentono sia in termini di rendimento scolastico che di comportamenti difficili da interpretare da parte dei genitori, l'Italian Migraine Project dedicherà una particolare attenzione all'età evolutiva.

italian migraine project

Oggi in Italia chi soffre di cefalea, e si tratta per lo più di donne, utilizza troppo spesso farmaci in modo improprio e protratto, con rischi di tossicità e abuso o dipendenza da auto medicinali, che possono facilitare la cronicizzazione del disturbo

ha spiegato Giorgio Bono, presidente della Società italiana per lo studio delle cefalee.

Per questo è fondamentale avere una chiara definizione legislativa della malattia come patologia sociale, offrendo ai pazienti un percorso di informazione e cura personalizzato e consentendo l'accesso agli interventi terapeutici più innovativi.

In tutto questo le farmacie giocheranno una parte particolarmente importante, assumendo il ruolo di “sportello di consulenza” sul territorio favorendo il corretto uso dei farmaci, monitorendo l'utilizzo e indirizzando i pazienti verso i centri specialistici.

Via | Ansa

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